Tanti alla veglia della comunità islamica, ma il Comune non c’è

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E’ stata molto partecipata la veglia promossa dalla comunità islamica piacentina per ricordare le vittime dell’attentato terroristico di Christchurch in Nuova Zelanda che ha provocato la morte di 49 persone di fede musulmana. Rappresentanti della società civile, del sindacato, della politica, della chiesa cattolica, delle associazioni e semplici cittadini che si sono stretti al fianco dei musulmani piacentini in un momento di preghiera e raccoglimento.


L’Unione delle Comunità Islamiche italiane chiedeva una preghiera per le vittime e insieme “una condanna netta e chiara non solo dell’attentato di Churchchrist ma anche della retorica tristemente ricorrente che diffonde odio e pregiudizio contro i musulmani e migranti in generale”.
“Chiediamo inoltre – era l’invito ai partecipanti – di promuovere nuove politiche per prevenire questo tipo di violenza e contrastare i discorsi di incitamento all’odio (hate speech). Questi episodi di violenza e tutti i discorsi che li alimentano vanno condannati e isolati. È necessario contrastare l’islamofobia e la xenofobia e superarle con il dialogo, l’incontro, la conoscenza reciproca, per non cadere nella trappola di pregiudizi pericolosi”. Dispiace, quindi, a maggior ragione, constatare l’assenza ingombrante dell’amministrazione comunale che ha affidato il messaggio di solidarietà al popolo neozelandese ad uno scarno comunicato senza citare mai la parola islam. Un gesto di vicinanza a una comunità colpita non costa niente e semina dialogo; l’assenza urla indifferenza quando non malcelata ostilità.
“L’assenza delle istituzioni – ha sottolineato il direttore del Centro islamico piacentino Yassine Baradai – aumenta il distacco e la percezione negativa di una comunità, la nostra, che c’è e partecipa a tutti gli eventi contro il terrorismo e i messaggi di odio. Perché anche in quelle occasioni, noi come comunità siamo vittime. L’assenza veicola un messaggio negativo. Ci siamo sentiti tristemente isolati in questi due giorni, vulnerabili e allontanati. Eppure ora sono emozionato nel vedere che stasera c’è una grande parte della società pronta a fare un cammino insieme”.
Durante la serata, che si è aperta con la lettura dei versi del Corano da parte dell’imam Sheykh Yassin Al Yafi, si sono susseguiti diversi interventi tra cui quelli di don Pierluigi Dallavalle, in rappresentanza della Curia, dei consiglieri comunali Stefano Cugini e Mauro Monti, del segretario della Cgil Gianluca Zilocchi, del segretario della Uil Francesco Bighi, di Roberto Montanari dell’Usb, dell’ex sindaco Paolo Dosi, di Giuseppe Morsia del centro migranti Scalabrini, della docente di religione Donata Horak.

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