
Si riapre a sorpresa il caso Klimt. La Procura della Repubblica di Piacenza – secondo quanto riportato dal quotidiano Libertà – ha inviato un avviso di garanzia a Rossella Tiadina, vedova di Stefano Fugazza (morto nel maggio del 2009), direttore della Galleria Ricci Oddi quando – nel gennaio 1997 – venne rubato il Ritratto di Signora di Gustav Klimt, recentemente ritrovato in un’intercapedine all’esterno del museo. Rosella Tiadina è iscritta nel registro degli indagati dal pm Ornella Chicca con l’ipotesi di ricettazione e nella sua casa è stata effettuata una perquisizione. Occorre precisare che l’iscrizione nel registro degli indagati e il conseguente avviso di garanzia sono atti dovuti in vista del decreto di perquisizione e rispetto alla facoltà di farsi assistere da un avvocato. La signora Tiadina ha scelto come difensore l’avvocato Stefano Bontempo. Sembra che l’indagine degli investigatori sia partita dalla lettura di alcune pagine del diario personale di Fugazza, scritte pochi giorni dopo il furto alla Ricci Oddi. Pochi mesi prima della sparizione del Ritratto di signora, l’allora direttore della Galleria Ricci Oddi era alla ricerca di un’idea per promuovere la mostra a Palazzo Gotico intitolata ‘Da Hayez a Klimt’, al cui centro c’era il quadro rubato.
“Mi chiedevo che cosa si sarebbe potuto fare per dare alla mostra notorietà – scriveva nel suo diario Fugazza – per garantirle un successo di pubblico che non si era mai visto in precedenza. E l’idea che mi era venuta era proprio quella di organizzare deliberatamente un finto furto del Klimt, poco prima della mostra, esattamente – mio Dio – quello che poi è avvenuto, per poi far ritrovare l’opera dopo qualche tempo nel corso dell’esposizione”. Per garantirsi nei confronti degli inquirenti, Fugazza aveva preso in considerazione snche l’ipotesi di depositare da un notaio una lettera che spiegasse le reali intenzione dell’operazioni. I diari di Fugazza sono stati ripresi per la prima volta dal giornalista piacentino Massimo Paradiso che nel dicembre 2016 pubblico per la BBC un reportage sul caso del dipinto scomparso.
Ora, dunque, il nome della vedova del defunto direttore della pinacoteca si aggiunge – nel fascicolo d’indagine – a quello del pregiudicato Valeriano Beltrame (indagato per furto e ricettazione) che in una lettera fatta pervenire agli investigatori e al quotidiano Libertà si è autodenunciato come autore del furto e ha spiegato di aver restituito l’opera come regalo alla città. Ma davanti agli inquirenti si è poi avvalso della facoltà di non rispondere. C’è un terzo indagato, per il solo reato di furto (che però è stato prescritto) di cui non si conosce l’identità.




