Superlega: coraggiosa Lpr, ma i punti rimangono un tabu’

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LPR VOLLEY               ( FOTO CAVALLI )Dopo la batosta contro Trento , l’Lpr prova contro Verona a reagire cercando di interrompere la serie negativa di tre sconfitte senza punti ed un solo set vinto. Operazione che Giuliani riesce ad ottenere solo in parte grazie ad una formazione che prova a gettare in campo un maggior spirito di combattivita’ con il quale tenta di limare le gravi lacune offensive emerse nel 0-3 casalingo patito conto i campioni d’Italia. Piacenza prova ad invertire la grave emorragia di punti e di set rimescolando pesantemente il sestetto base: dentro Kohut opposto, Tencati libero e Ter Host schiacciatore con l’intento di dare maggiore consistenza alla fase di cambio palla e minare le certezze di una Calzedonia  in affanno di vittorie (tre sconfitte consecutive al tie-break) e giunta in Emilia senza il suo attaccante principe Starovic sostituito da un evanescente Bellei in posto 2.L’Lpr gioca le prime due frazioni su livelli importanti, nel primo set vinto in rimonta sono Perrin e Papi (sostituto di un Ter Horst preso di mira in battuta) che permettono ai biancorossi di giocarsi il match punto a punto sfiorando nella seconda frazione grazie a ben 6 muri-punto, il sorprendente doppio vantaggio che illude un PalaBanca mai cosi deserto. E’, come spesso capitato in questa stagione, una Lpr che scende di intensita’ alla distanza anche grazie ad una Calzedonia rimodulata in campo dall’ingresso come ricevitore di Lecat che permette all’indiavolato Sander di uscire dalla ricezione e concentrarsi solo sulla fase offensiva, sara’ proprio la diagonale scaligera di posto 4 rompere l’equlibrio con Kovacevic e lo statunitense autori di 46 punti complessivi e una percentuale sopra il 50% di attacchi vincenti. Piacenza vede scendere la sua ricezione mente mantiene una buona predisposizione alla difesa, non sufficienti pero’ a bilanciare il calo di Perrin (solo 5 punti nei tre set finali) e l’alternanza di opposto tra Kohut e lo spaesato Luburic. Il 3-1 finale premia la crescita di Verona e penalizza una Piacenza incapace di mantenere il buon livello offensivo e di muro delle prime frazioni; Giuliani puo’ consolarsi con le buone prove di Tencati (7 punti e 2 muri) e Papi (9 punti e 3 muri), l’attenzione difensiva e una minor fallosita’ dai nove metri, troppo poco per muovere la classifica e sperare di fare punti con formazioni oggettivamente superiori. I biancorossi sono ad oggi ancora un cantiere aperto senza un’identita’ precisa di squadra, con la diagonale di ricezione e di posto 2 tutte da reinventare ed un’equilibrio tattico da ricostruire partita dopo partita. La classifica rimane malinconica con la sensazione, nonostante i continui cambi, di aver esaurito tutte le contromisure per rimediare alla sequenza di sconfitte; un rinnovato spirito aggressivo puo’ essere importante per dare dignita’ alle sconfitte ma per poter sperare di tornare a vincere serve un qualcosa che forse oggi Piacenza non ha.

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