Summer School Politecnico, focus sui ‘paesaggi fragili’

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Il tema dei paesaggi fragili è al centro della decima edizione della Summer School, la scuola di progettazione architettonica internazionale del Politecnico di Piacenza. Dal 2009 la città di Piacenza ospita, infatti, il workshop di architettura e disegno urbano ‘OC OPEN CITY International Summer School’, laboratorio di progettazione architettonica riconosciuto a livello internazionale, che ogni anno coinvolge centinaia di studenti ed affronta tematiche legate alle trasformazioni del paesaggio urbano.
Dal 27 agosto al 12 settembre, oltre un centinaio di studenti, provenienti da tutto il mondo, si confrontano – insieme a circa 80 docenti e studiosi – sul tema dei ‘paesaggi fragili’, offrendo un prezioso contributo al dibattito locale ed internazionale.


L’appuntamento si svolge presso il Polo Territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano (nelle due sedi: Campus Arata e Caserma delle Neve) ed è organizzato dalla Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni e dal Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, con il supporto di Polipiacenza. Accanto al laboratorio di progettazione architettonica e urbana vengono organizzati incontri tematici, mostre e conferenze con noti ospiti. Tra le iniziative più attese, si inserisce la mostra OCiam, un confronto di idee e posizioni su una tematica attualissima – in Italia e non solo – come quella delle fragilità territoriali e a cui partecipano (con manifesti e visioni), grandi nomi della cultura architettonica internazionale, da Sergio Crotti a Franco Purini, da Gunther Vogt ad Antonio Citterio & Patricia Viel, da Jordi Garces a Catherine Mosbach.
“Abbiamo voluto arricchire l’offerta formativa e culturale della nostra Summer School – spiega la direttrice Guya Bertelli che, con Pierre-Alain Croset e Carlos Garcia Vazquez, cura i contenuti delle esposizioni – con un percorso espositivo che si rivolge agli studenti, come efficacissimo abaco di riferimenti ed esempi, ma anche ad addetti ai lavori e studiosi. Questa mostra ha l’ambizione di fare il punto, a livello teorico e sperimentale, nella discussione aperta rispetto ai Paesaggi Fragili. Ogni pannello esposto è un manifesto, una dichiarazione di intenti rispetto ad un tema al centro del dibattito disciplinare internazionale. Vogliamo che il Campus di Piacenza del Politecnico sia, anche grazie a questa iniziativa, un centro avanzato negli studi sul paesaggio e sulle sue trasformazioni”.
Al Campus Arata è, inoltre, allestita una mostra speciale per il decennale della Summer School: “Sono esposti i progetti premiati nelle dieci edizioni del workshop internazionale, alle quali hanno partecipato oltre 400 studiosi, docenti e paesaggisti da tutto il mondo”, evidenzia Michele Roda, coordinatore – inseme a Pasquale Mei e a Martina Sogni – di OC Open City.
Il team di OC Open City – con la fondatrice Guya Bertelli, insieme ai co-direttori e ai coordinatori – così sintetizza la decima edizione della Summer School:


Innovativa – “La sua formula didattica e di ricerca è fortemente innovativa: i progetti finali sono un prodotto collettivo frutto di esperienze e sensibilità divers”.
Internazionale – “Circa il 90% degli studenti della Summer School proviene dall’estero, soprattutto dall’Asia, oltre che da Europa e Sudamerica”.
Locale – “Piacenza e il suo territorio sono oggetto e caso-studio delle sperimentazioni progettuali”.
Globale – “I temi sollecitati dalla discussione sono al centro del dibattito disciplinare globale. I paesaggi fragili sono i paesaggi delle crisi sociali, delle emergenze ambientali e delle nuove forme produttive”.
Moderna – “La scuola piacentina ha l’ambizione di diventare momento di ampia partecipazione della cultura architettonica internazionale”.
Progettuale – “L’obiettivo è comunicare agli studenti una rinnovata consapevolezza rispetto al ruolo che il disegno urbano e architettonico può svolgere nella società attuale’.Intensa – “Sono in programma: 120 ore di workshop, 8 conferenze di architettura, 2 presentazioni di pubblicazioni, 3 discussioni generali e numerosi interventi con autori”.
Inclusiva – “Il coinvolgimento e la partecipazione sono fondamentali e vengono attuati attraverso la a spiccata inter-discplinarietà della scuola”.
Politecnica – “Il processo di evoluzione dei progetti – come sintetizza la direttrice, Guya Bertelli – deve sempre ricercare un punto di equilibrio tra arte e tecnica: l’architettura ha una componente artistica, che vogliamo difendere e valorizzare, ma non è possibile senza una competenza tecnologica e costruttiva capace di rendere i nostri progetti realizzabili”.
Aperta -”L’obiettivo della direzione è il massimo coinvolgimento della città di Piacenza nelle sue molteplici realtà: tutti gli enti locali così come molte forze economiche ed associative sono partner consolidati della Summer School”. (Info: www.intschool.polimi.it)

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