Strage di pesci nell’Arda e nel Tidone,
sotto accusa le procedure di svaso delle dighe

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pesci2Tonnellate di pesci morti nei fiumi Arda e Tidone a causa degli svasi delle dighe di Mignano e del Molato. Effetto devastante – secondo Legambiente, Comitato No Tube e le associazioni Fipsas, Spinning club, Pesca e natura in Val Tidone – delle operazioni effettuate dal Consorzio di Bonifica, gestore degli impianti, e dovuto probabilmente – accusano gli ambientalisti –  a procedure idrauliche scorrette. Gli svasi sono operazioni che consistono nel prosciugamento di una diga allo scopo di pulirla, per evitare eccessivi accumuli di fango che costituirebbero un restringimento del volume della diga stessa.
Nella diga di Mignano questa operazione viene effettuata ogni anno, e questa è la prima volta in cui si verifica questo tipo di problema. Alla diga del Molato invece gli svasi erano stati sospesi da 4 anni. Evidentemente durante gli svasi della diga di Mignano avvenuta il 29 ottobre e di quella del Molato del 5 novembre scorso qualcosa non è andato per il verso giusto.
A rischio, secondo gli ambientalisti, anche la salute dei cittadini: “dal momento che ci sono un paio di acquedotti a valle del Molato che si alimentano dal Tidone. Per questo  abbiamo chiesto ad Arpa, Regione, Provincia e Polizia Forestale di verificare e monitorare la qualità dell’acqua vista la presenza non solo del fango, ma anche di numerosi pesci ancora in putrefazione lungo le rive del fiume”.
La cosa che più impressiona, e un po’ infastidisce, è l’autodifesa del Consorzio di Bonifica che in sostanza accusa i pesci di essere morti, gli sciagurati, in numero infinitamente maggiore rispetto alle precedenti  operazioni di svaso: “Proceduto come sempre”, ha affermato il direttore dell’ente Filippo Volpe. Eppure i responsabili delle associazioni di pescasportiva descrivono gli effetti  dell’operazione con gli accenti di una piaga biblica: “si camminava su un tappeto di pesci morti”. E poi i particolari: pesci soffocati dal fango, pesci sbattuti da un’onda di rilascio troppo violenta contro le pareti di cemento e contro le pietre.
In conclusione, tutti quei pesci travolti da un insolito destino non possono non  testimoniare, come denuncia con forza Legambiente, la presenza di qualche errore nella procedura di svaso. Diciamo che le dighe proprio  non fanno bene ai pesci.  Per estensione, nemmeno all’ambiente.

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