
Trovato senza vita l’aggressore: un ex studente di 21 anni, che si riteneva vittima di bullismo. Si ipotizza si sia suicidato. Tra le vittime anche ragazzi tra i 14 e i 18 anni
ROMA – Un “giorno buio per la storia del Paese”: l’Austria piange le vittime di una tragedia assurda e inspiegabile. Questa mattina, martedì 10 giugno, un 21enne armato di pistola e fucile da caccia è entrato in una scuola a Ganz e ha sparato all’impazzata su studenti e docenti, uccidendo 9 persone, ferendone almeno 12 per poi farla finita nel bagno dell’istituto. Tra le vittime ci sono anche ragazzi tra i 14 e i 18 anni.
LA SINDACA: “TERRIBILE TRAGEDIA CON NUMEROSE VITTIME”
“In questo giorno, una terribile tragedia si è verificata in una scuola di Graz con numerose vittime. Quello che stanno passando i giovani, gli insegnanti e le famiglie in questo momento va oltre le parole. Le organizzazioni di emergenza e il team di intervento alle crisi stanno facendo tutto il possibile per fornire il miglior aiuto possibile. Anche i nostri luoghi urbani aiutano dove possibile. Le nostre più sentite condoglianze vanno alle vittime e ai loro cari in questo momento!”, sono le parole di Elke Kahr, sindaca di Graz, città austrica teatro di una sparatoria in una scuola che ha provocato 10 vittime, tra cui lo stesso aggressore, che alla fine si è suicidato, e almeno12 feriti tra studenti, studentesse e docenti.
10 MORTI E 12 FERITI, DI CUI 9 GRAVI E 2 IN CONDIZIONI CRITICHE
In mattinata, dopo le 10, le prime allarmanti notizie di quanto stava accadendo sono stati comunicati dalle testate austriache : “Nove persone sono morte in una sparatoria in una scuola di Graz, tra cui sette studenti, un adulto e il presunto attentatore”: sono le parole di Orf, l’emittente televisiva pubblica austriaca, che riportava il primo bilancio- ancora provvisorio- della tragedia. Poche ore dopo il numero delle vittime è salito a 10, includendo il presunto autore. Allarmanti gli aggiornamenti del Kronen Zeitung, il più diffuso quotidiano austriaco, che ha parlato di un ospedale “al collasso” a Graz, in particolare nei reparti di pronto soccorso e sala traumatologica. Nella conferenza stampa di oggi pomeriggio il comandante statale dei soccorsi Peter Hansak ha confermato che, oltre ai 10 morti, altre dodici persone sono rimaste ferite nella sparatoria, nove delle quali in modo grave. E due persone sono in “condizioni molto critiche”.
GLI SPARI POI L’ARRIVO DELLE UNITÀ SPECIALI
A seguito della sparatoria, iniziata oggi intorno alle 10, martedì 10 giugno, a Graz, la polizia ha fatto sapere di aver lanciato immediatamente una vasta operazione, a cui ha partecipato anche l’unità speciale Eko-Cobra. Un ex studente di 21 anni ha iniziato a sparare all’impazzata, docenti e studenti si sono chiusi nelle classi. L’assalitore sarebbe stato poi trovato morto in uno dei bagni della scuola, si ipotizza il suicidio. Come riporta la Kronen Zeitung, Si tratta di un cittadino austriaco che non aveva terminato la scuola di Borg e che si considerava una vittima di bullismo. Il killer ha utilizzato una pistola e un fucile da caccia detenute legalmente. Non aveva precedenti penali ed era originario del distretto di Graz-Umgeb.
UN SOLO SOSPETTATO
Dopo un’ora e mezza di intervento, intorno le 12, la scuola è stata evacuata e tutte le persone sono state portate in un punto di ritrovo sicuro: la polizia della Stiria, ha infine comunicato su X che la situazione era tornata sicura e non c’era più nessun pericolo; le forze dell’ordine hanno ritenuto infatti che l’autore dell’attacco abbia agito da solo, per poi togliersi la vita.
LA VENDETTA
In base alle informazioni riportate dal Kronen Zeitung, si presume che l’attacco sia stato compiuto dall’ex studente mosso dal risentimento per essere stato vittima di bullismo.
Sia i ragazzi che i genitori infine sono assistiti da una squadra di supporto psicologico in caso di crisi. Il comandante statale dei soccorsi Peter Hansak ha rivelato che oltre 300 studenti sono stati assistiti a seguito della sparatoria e 220 uomini e donne sono stati impiegati in missioni di soccorso.
STOCKER: “UN GIORNO BUIO NELLA STORIA DEL PAESE”
Oggi è “giorno buio nella storia del nostro Paese”, la sparatoria di Graz è stata una “tragedia nazionale che ci ha profondamente sconvolti”: sono le parole del Cancelliere federale Christian Stocker (ÖVP), intervenuto nel pomeriggio a Ganz, nella conferenza stampa sulla sparatoria, insieme ai rappresentanti delle istituzioni. Stocker ha annunciato la proclamazione di tre giorni di lutto nazionale: Le bandiere saranno esposte a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici, ha affermato annunciando inoltre per domani, mercoledì 11, alle 10, un minuto di silenzio.
LA TESTIMONIANZA: “MIO FIGLIO SOPRAVVISSUTO”
“Mio figlio si è salvato perché si è sdraiato a terra e ha finto di essere morto” lo ha raccontato a Puls24 è il padre di uno degli studenti che si trovava nella classe in cui l’aggressore ha sparato. Una madre sconvolta ha raccontato di aver seguito l’attacco durante una telefonata con suo figlio: “Ci ha detto che doveva correre fuori e che si era nascosto in giardino”.
Agenzia DIRE – www.dire.it




