Società Filodrammatica, storica istituzione teatrale da 200 anni al servizio di Piacenza

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Nel 2025 la Società Filodrammatica Piacentina compie 200 anni di vita e rappresenta ancora oggi il cuore pulsante del patrimonio teatrale, artistico e culturale della città.

L’anno si è aperto, l’11 gennaio, col primo spettacolo dedicato al bicentenario, la tragedia romana di ‘Fedra’ di Seneca, intensa e complessa, messa in scena accompagnata dalle musiche di Francesco Ghezzi e dai costumi di Francesca Capri. Questo spettacolo ha segnato l’inizio della ricorrenza in cui la storica compagnia celebra il prestigioso traguardo dei 200 anni di attività, con una stagione che si prospetta interessante, come assicura Enrico Marcotti, critico teatrale, giornalista di Libertà e presidente della Società Filodrammatica Piacentina: “L’aspetto centrale del bicentenario sarà senza dubbio anche il ritorno al dialetto piacentino negli spettacoli, poiché per la Filo è una tradizione. Non bisogna dimenticare le commedie dialettali del poeta e commediografo Egidio Carella, fondatore nel 1953 della Famiglia Piasinteina, che erano sempre presenti sui cartelloni delle compagnie amatoriali piacentine e venivano scritte soprattutto per la Filodrammatica, un ambiente culturale in cui era cresciuto, perciò di riferimento per lui.”

La stagione non prevederà solo gli spettacoli, ancora da definire, ma anche laboratori, che saranno distribuiti sul territorio come al Teatro San Matteo e in provincia e poi sono già in atto corsi di teatro per principianti e pure per professionisti, in questo caso tenuti, ad esempio, da César Brie, regista teatrale argentino tra i massimi presenti sulla scena europea che, in seguito al rapimento di uno dei membri della sua compagnia teatrale Comuna Baires nel 1974, fuggì in Italia e vi rimase anche dopo l’avvento della dittatura militare. “Al Municipale prevediamo di realizzare uno spettacolo finale per questo bicentenario, mentre per il 26 e 27 aprile al Teatro San Matteo è previsto un lavoro su Anton Čechov sotto la direzione di Lorenzo Loris, attore e regista teatrale milanese del Teatro Out Off e direttore artistico della Filodrammatica”, ha aggiunto Marcotti, e si affronteranno ‘L’anniversario’, una commedia in un atto che si burla delle vanità umane e della burocrazia, e altri testi e racconti drammatizzati della prima fase dell’attività di scrittura del famoso drammaturgo russo.

La Società Filodrammatica venne istituita ufficialmente nell’agosto 1825, con decreto della duchessa di Parma, Maria Luigia d’Asburgo, già moglie di Napoleone Bonaparte. Dapprima fu concesso ai filodrammatici l’uso del salone posto nel Collegio dei Mercanti (attualmente sede del Consiglio comunale), opportunamente trasformato in teatro. Quando, meno di un secolo dopo, nel 1908, il Comune stabilì di trasferire i propri uffici in questa sede, ai filodrammatici fu destinata la chiesa di Santa Franca, nell’omonima via. Si trattava di un complesso monastico di origini cinquecentesche, fondato dalle monache cistercensi e soppresso da Napoleone nel 1810. Maria Luigia lo cedette al Comune, che dapprima lo destinò alla Guardia nazionale, quindi ai pompieri e infine alla scuola di musica. Il monastero divenne sede del Conservatorio mentre la chiesa a croce latina, nei primi anni del Novecento, fu completamente trasformata su progetto dell’ingegner Giovanni Gazzola in un elegante teatro con facciata di gusto Liberty, che richiama ad esempi milanesi e piemontesi, più che emiliani. All’interno l’inserimento di un ampio palcoscenico e di una sala con pianta a ferro di cavallo e doppio loggiato non ne modificò sostanzialmente la struttura primitiva ma ne divenne piuttosto una seconda pelle. Il Teatro Laico (solo successivamente assunse la denominazione ‘dei Filodrammatici’) venne inaugurato il 19 febbraio 1909. La ‘Filo’, come viene comunemente chiamata, ha quindi attraversato tutti gli eventi più importanti della storia di Piacenza, come quando nel 1848, durante la Prima guerra d’indipendenza, nascose i fucili dei volontari della causa italiana contro l’occupazione austriaca. Questo teatro è rimasto attivo fino alla fine degli anni ‘70, sostituendo addirittura il Teatro Municipale nella stagione 1978-1979, quando questo era chiuso per restauri. Nel maggio 1980, tuttavia, nel Teatro della Filo si tenne l’ultima rappresentazione, poiché le crepe della volta e gli impianti fatiscenti ne consigliarono la chiusura, in attesa che opportuni interventi rendessero la sala agibile e sicura. I lavori per il restauro partirono solo nel settembre 1997 e si conclusero nell’ottobre 1999, con la riapertura ufficiale al pubblico il 25 ottobre 2000, a vent’anni dalla sua chiusura.

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