Smog: Piacenza la più inquinata in Regione. Ma in Emilia misure più incisive rispetto alle altre regioni

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Smog, è emergenza. Piacenza, insieme a Parma, è la città più inquinata dell’Emilia Romagna anche se un unico rientro sotto la soglia del superamento dei livelli massimi di Pm10 (domenica 5 con 47 migrogrammi rispetto al limite dei 50) ha consentito di evitare il blocco totale del traffico. Il protocollo previsto per le misure di emergenza scatta, infatti, nel momento in cui viene rilevato il superamento dei valori massimi di Pm10 per tre giorni consecutivi in tutte le centraline. Nonostante negli ultimi dieci giorni la soglia limite sia stata oltrepassata otto volte in almeno una centralina, il bollettino Arpae emesso il 7 gennaio conferma dunque che, non essendosi registrato consecutivamente il superamento dei livelli massimi di Pm10 nei tre giorni precedenti l’ultima rilevazione, come stabilito dal Piano regionale integrato per l’aria non sono previste per Piacenza limitazioni aggiuntive rispetto a quelle già in vigore dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, con il divieto di circolazione per i mezzi a benzina sino alla categoria Euro 1 compresa, diesel sino alla tipologia Euro 3 inclusa, ciclomotori e motocicli a due tempi pre Euro.


Ricordiamo che in Emilia Romagna le politiche antismog sono più incisive rispetto alle altre regioni della Pianura Padana, secondo il rapporto Mal’Aria di Legambiente.
A Bologna, infatti, sono in vigore alcune buone pratiche: a chi rottama l’auto senza acquistarne di nuove, un bonus, fino a mille euro all’anno, servirà per acquistare abbonamenti al trasporto pubblico locale, in taxi, Ncc, car sharing o bike sharing per tutti i familiari. “Senza dubbio Bologna è la città che sta adottando la migliore strategia” ha commentato Andrea Poggio, curatore del rapporto di Legambiente. Dal primo gennaio 2020, inoltre, ha preso il via la ZTL ambientale: i permessi di accesso, al cuore della città, sono ora dettati dalla compatibilità ambientale dei veicoli a motore, con la revoca dei contrassegni di accesso alle auto più inquinanti nella zona a traffico limitato. Con il divieto di accesso agli euro 0 nel 2020, poi gli euro 1 nel 2021 e cosi via. Insieme agli incentivi, l’introduzione del progetto sperimentale di «personal mobility manager» rivolto alle persone che usufruiranno del bonus, coordinato da Legambiente Emilia Romagna.
Nel resto della regione, sono state confermate le misure adottate l’anno scorso. Come il blocco fisso degli Euro3 diesel nei comuni capoluogo e con oltre 30 mila abitanti o le limitazioni al traffico nella fascia 8:30/18:30 dei giorni feriali oltre. Rimangono anche le misure emergenziali dovute agli sforamenti per 3 giorni consecutivi, vedi blocco dei diesel Euro4.
Non così nelle altre regioni della Pianura Padano: nel Veneto, ad esempio, nessuna politica anti smog. “La Regione Veneto ha deciso di non far nulla, come l’anno scorso – sottolinea il responsabile di Legambiente – chissà perché le Regioni chiedono poteri, se poi non hanno voglia di fare il loro mestiere”.
In Piemonte, invece, il blocco agli Euro3 diesel è attivo nei capoluoghi e nei comuni con più di 20 mila abitanti. “Ma è anche vero che una serie di deroghe, lo hanno subito indebolito. Potranno, per esempio, ancora circolare i veicoli più inquinanti. Quelli condotti da persone con ISEE del  nucleo familiare inferiore ai 14.000 euro- sottolinea Poggio.  “In pratica, invece di offrire servizi sostitutivi e incentivi per mezzi di mobilità non inquinanti, la regione ha scelto di autorizzare chi ha un basso reddito di inquinare se stessi e il prossimo”. E in Lombardia? Sono 570 i comuni lombardi coinvolti nel blocco per le auto, i furgoni e i camion più inquinanti. Ovvero Euro0 benzina e Euro0,1,2 diesel. Il blocco vale tutto l’anno, anche d’estate, stagione nella quale si concentrano le giornate di inquinamento fotochimico segnalato dalle concentrazioni di ozono.
La regione Lombardia ha poi messo in campo tutta una serie di incentivi, contestati però da Legambiente. “Rischiamo di incentivare auto che verranno bloccate dalla stessa regione tra meno di dieci anni. Lasciandoci l’inquinamento e facendo arrabbiare chi oggi se ne avvantaggia”. L’incentivo base, pari a duemila euro, vale  “solo” per le auto che consumano meno, ovvero tra “95 e 130 grammi di CO2 a km”, purché emettano meno di “126 mg/km di ossidi d’azoto”  (NOx). L’associazione stima che porterà all’acquisto di non più di 5 mila utilitarie.  Soprattutto a benzina, perché sono ben pochi i modelli diesel che già oggi rispettano livelli così bassi di NOx, secondo i cicli di prova odierni. Oltre 2-3 mila ibride, pochissime a gas e forse nessuna elettrica.

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