Continuano le giornate nere per le polveri sottili: non preoccupano solo i superamenti consecutivi degli ultimi 15 giorni, ma soprattutto i valori medi giornalieri di Pm10 registrati negli ultimi giorni: giovedì 2 febbraio le centraline Arpae hanno registrato valori di quasi 3 volte superiori al limite consentito. La città è schiacciata dalla cappa di smog più persistente degli ultimi anni e, vista la situazione di emergenza, – nonostante la pioggia prevista nei prossimi giorni – il Comune ha deciso per la giornata di domenica il blocco totale del traffico in città. Sarà vietata la circolazione per tutte le tipologie di veicoli, indipendentemente dalla categoria, con la sola eccezione della Besurica, di Le Mose e Montale (Tutti i dettagli sul sito del Comune www.comune.piacenza.it). Ma non basta, secondo Legambiente. “14 giorni consecutivi di concentrazioni di poveri alle stelle in tutta la regione – tuona l’associazione – sono un problema ambientale ma soprattutto sanitario, e servono misure straordinarie”. “Siamo a valori paragonabili a quelli di Pechino di questi stessi giorni, che solo la pioggia potrà abbassare, ma senza risolvere il problema strutturale – prosegue la nota di Legambiente Emilia Romagna – Proprio per questo al tavolo convocato con i sindaci dei Comuni sopra i 30.000 abitanti manca una gamba: per una emergenza di tipo sanitario a livello regionale è necessaria l’assunzione di responsabilità dell’assessore Venturi, che faccia pesare sul tavolo della discussione i prezzi pagati dalla comunità in termini sanitari ed economici.
E’ ormai appurato che le punte di inquinamento sono in diretta relazione con impennate di disturbi respiratori, e di fronte a emergenze come queste servono dati accertati. Tanto in termini di effetti sanitari, tanto di costi sul servizio pubblico”.
“Gestire il problema dell’inquinamento padano limitatamente agli aspetti ambientali e trasportistici – sottolinea Legambiente – è una visione riduttiva e falsamente rassicurante. I 467 mila morti all’anno in Europa, e costi sanitari associati quantificabili tra 400 e 900 miliardi di euro all’anno sempre in Europa sono il problema principale da risolvere, ed occorre dettagliare queste cifre a scala di bacino e di sistema sanitario regionale. L’assenza di un intervento dell’Assessorato competente dimostra un disinteresse nei confronti della salute pubblica”.
Sindaci, Assessore regionale all’Ambiente, Assessore Regionale alla Sanità e presidente della Regione sono i responsabili della salute, e a loro Legambiente chiede misure straordinarie in tutti i settori, a partire dalla mobilità privata.




