SCRITTO CON I PIEDI – Torna lo spettacolo al Garilli. Al Piacenza manca solo la rete.

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Torna lo spettacolo al Garilli. Al Piacenza manca solo la rete.

Sono storie di ex. In campo si sfidano le compagini di province ex nucleari. Ex è pure Nardecchia, in panchina per la Pro Vercelli. Negli anni in cui ha giocato a Piacenza era fidanzato con la sorella di un amico che si vergognava a chiedergli la maglia. Ho insistito molto, ma sono rimasto senza. La spina dorsale della squadra biancorossa è “bianca”. A cominciare da Mister Scazzola, per arrivare a Cosenza, Castiglia, Tintori, Raicevic, sono tanti gli ex Vercelli in rosa. Il Piacenza dei tanti ex che si trova ad affrontare la Pro Vercelli con un solo ex, ritrova la prestazione di pregio. I ragazzi in biancorosso hanno prodotto occasioni per tutti i novanta minuti, hanno confermato la raggiunta solidità difensiva. Anche se in un paio di circostanze sono piuvuti ringraziamenti per gli attaccanti piemontesi. La coperta non è mai parsa troppo corta: c’era equilibrio, si è provato a vincere, normale concedere qualcosa. I biancorossi sono sfortunati quando colpiscono il palo; sono imprecisi quando mandano a lato un paio di ghiotte opportunità; sono impazziti quando hanno, fallito il colpo all’ultimo respiro. Dubickas che sbuccia a due passi dalla porta, proprio non ci voleva. Avrebbe dato alla domenica quel sapore che solo le vittorie sanno dare. Bello spettacolo comunque, proprio come nella gara d’andata. Certo, nella gara d’andata riuscì tutto, a cominciare dalla mezza rovesciata di Cesarini che entrò in porta precisa. In quella di ritorno la mezza rovesciata di Cesarini si è stampata precisa sul portiere. E quanto il portiere abbia intuito, o quanto fosse casuale il trovarsi sulla traiettoria, non è chiaro. Nella gara d’andata il cross a centro area trovò Rabbi puntuale per il raddoppio. In quella di ritorno, Rabbi si è trovato indietro di un passo per il cross a centro area. La porta era sguarnita, non c’è arrivato. Dettagli importanti, influenti sul risultato finale, ma dettagli. Il pari sancito dal signor arbitro col triplice fischio, è l’ennesima conferma di un campionato che esprime valori livellati. Tra squadre che ambiscono a posizioni playoff e quelle che mirano a salvarsi la differenza balla su un paio di goal giusti al momento giusto. La prestazione piacentina è da vittoria ai punti. Siccome esiste solo in conferenza stampa, il punto raccolto è singolo. Serve, movimenta la classifica ingessata. Quel tipo di classifica che se vinci due partite di fila scali quattro posizioni. C’è da capire come fare per vincere due partite di fila, ma son sempre dettagli.

Protagonisti

Tintori: terza partita da titolare e il vetro virtuale che ha alle spalle è ancora intatto. Il santino che Nando Coppola attaccava al palo protegge ancora.

Giordano: è alla sua miglior prestazione in biancorosso.

Marchi: sempre un po’ ruvido nella gestione del pallone, però andiamo avanti così che va bene.

Nava: il colpo di testa a liberare è la sua arma migliore. Su quello ad offendere bisogna lavorarci.

Parisi: è autore una grandissima prova. Gioca da veterano.

Gonzi: eccolo nella versione tirata a lucido, un vero piacere.

Suljic: meno appariscente del solito, stavolta spetta a lui il cono d’ombra del cucitore d’equilibrio.

Castiglia: non c’era spirito di rivalsa in quanto ex, piuttosto la giusta voglia di fare bene. C’è riuscito fino ai crampi.

Munari: ha dimostrato che la partita di domenica scorsa era un uovo fuori dal cestino. Mette a lato un pallone a tu per tu col portiere, ma prova ben al sopra della sufficienza.

Cesarini: bagna il rientro dalla squalifica, riprendendo i gradi di capitano e di Mago. Colpisce il palo interno con un tocco da bigliardo, spara in porta una mezza girata, libera Munari con un colpo di tacco. Cose da Mago appunto.

Rabbi: prestazione generosa, incisiva a tratti. Si sfianca, ma lascia intendere che con Cesarini se la intende.

Sono entrati:

Raicevic: rileva Rabbi. Il tentativo è quello di alzare i centimetri in area avversaria, ma gioca poi lontano dall’area.

Bobb: rileva Castiglia, non con la stessa qualità.

Dubickas: rileva Cesarini. Sente il peso di una sostituzione importante.

Rossi: rileva Munari. Pochi minuti, ma va a calciare la punizione da cui nasce l’ultima occasione. E che occasione.

Mister Scazzola:

Squadra, attiva, costante, motivata, il pubblico apprezza. Un’unica perplessità: perché togliere Cesarini in forma, per mettere Dubickas non al meglio?

Piacenza – Pro Vercelli 0-0

Piacenza: Tintori; Parisi, Nava, Marchi, Giordano; Munari (81’ Rossi), Castiglia (72’ Bobb), Suljic, Gonzi; Rabbi (59’ Raicevic), Cesarini (72’ Dubickas). Allenatore: Scazzola

Pro Vercelli: Rizzo; Clemente (78’ Cristini), Auriletto, Minelli, Macchioni (78’ Crialese); Gatto (59’ Della Morte), Vitale, Emmanuello, Bruzzaniti (86’ Iezzi); Panico (59’ Rolando), Comi. Allenatore: Lerda.

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