
La Virtus Verona è squadra che non vorresti mai incontrare. A parte il poco fascino trasmesso, praticano un calcio essenziale, devoti all’imperativo di fare le cose facili. Le sanno fare bene, sanno tenere bassi i ritmi di gara, sanno pure ripartire veloci. Nereo Rocco approverebbe. Per l’esordio casalingo del Piacenza purtroppo c’era la Virtus Verona e non è stato semplice per i biancorossi convincere i propri sostenitori che l’opaca prestazione di Crema fu incidente di percorso. Nel primo tempo gli avversari si fanno preferire, ma sono sfumature. Verona ha costruito più sensazioni di pericolo, Piacenza ha avuto l’occasione più grossa. Cesarini se la inventa e purtroppo la calcia male. L’avesse calciata malissimo, poteva diventare assist per il compagno che arrivava in corsa, invece si perde sul fondo. Nel primo tempo ci sono i goal. Arrivano entrambi da errori importanti. Il vantaggio Virtus è un lancione molle da metacampo che trova il centravanti solo e davanti a Tintori: al volo la spara dentro. Chiaro che qualcosa in difesa non ha funzionato. Il pari piacentino nasce da un’uscita a farfalle del loro portiere. Respinge proprio sui piedi di Rossetti, il numero sette piacentino non cincischia e la mette al sicuro. Il portiere era gasato per l’uscita sul corner precedente. Una respinta di pugno del tipo che non si vedeva da anni. Nel secondo tempo la situazione si inverte: meglio, molto meglio, i ragazzi di mister Scalise. Prendono confidenza con la metacampo avversaria, propongono trame, vanno al tiro. Hanno la clamorosa occasione per vincere la gara, quando l’allievo veronese di Comunardo Niccolai incorna la parabola di Cosenza, traversa piena. La palla rimbalza fuori area, si avventa Lamesta, botta sul palo. Se gira storta nella circostanza, ha invece girato benissimo quando il rilancio delle retrovie venete innesca il più classico dei contropiedi. La punta è sola davanti al portiere, anziché calciare sceglie di pensarci sopra. Nava ci ha creduto e lo mura. Senza quel pisolino si poteva anche perdere, quindi va bene così. Un punto incamerato, una prestazione in crescendo, una squadra che ha funzionato da squadra. Abbiamo interessanti prospettive per il futuro.
Analisi tecnica della partita Piacenza Virtus Verona 1 a 1
Mister Scalise imposta i suoi con il modulo preferito ed ottiene risposte più confortanti rispetto all’uscita precedente. Certo, l’intesa sulle corsie laterali è da perfezionare. Ci siamo trovati, quelle due o tre volte di troppo, scoperti. Però Capoferri mi è piaciuto, cosi come mi è piaciuto Munari. Gli è venuto poco, ma non farei mai senza. Felice per Rossetti che segna e felice che Cesarini sia sempre Mago. Bene il portiere che già conoscevamo, molto bene l’esordio di Morra. Si è mangiato un goal che pareva fatto, ma ha sollevato il morale sapere di avere un centravanti. A cena ho incontrato l’ex presidente onorario Stefano Gatti. Dice che siamo tranquillamente da metà classifica in su.
Note positive di Piacenza Virtus Verona 1 a 1
Ok muovere la classifica, ok riagguantare la partita, ok la prova in crescendo, ma la vera nota positiva è che Mister Scalise, a differenza di Scazzola, non toglie Cesarini nel finale.
Tabellino di Piacenza Virtus Verona 1 a 1
Piacenza: Tintori; Nava, Cosenza, Rossetti (Morra 57’), Cesarini, Nelli, Palazzolo, Munari (Conti 85’), Vianni (Lamesta 70’), Capoferri, Frosinini. Allenatore: Scalise.
Virtus Verona: Sibi, Tronchin (Turra 68’), Daffara, Sinani (Nalini 75’), Danti (Manfrin 81’), Ruggero, Amadio (Zarpellon 75’), Lonardi, Hallfredsson (Mazzolo 75’), Faedo, Talarico. Allenatore: Fresco.
Marcatori: 30′ Danti; 35′ Rossetti




