
A Lecco è una domenica estiva. Riconosci i piacentini al seguito della squadra dall’abbigliamento. Quelli in maglietta son del posto, quelli venuti da fuori hanno il maglione, i piumini legati in vita e “saraccano” per il caldo. Il Piacenza approfitta della bella giornata e al quarto minuto passa in vantaggio. Cross di Parisi da destra, Dubickass tenta in elevazione, ma di fatto la toglie la sfera a Cesarini, si stava coordinando per il numero preferito. Recupera Gonzi, pensa che la cosa migliore sia un rasoterra che attraversi l’area, e le cose vanno come le ha pensate. Nessuno intercetta, palla a Munari che va in curva a festeggiare la sua prima gioia personale. Anche per il Lecco è una bella giornata. Gli bastano quattro minuti per pareggiare i conti. Tintori, un poco coperto, reagisce come quando un tiro prende la deviazione che spiazza. Non ho visto deviazioni. I locali si armano e volano come piace a Mister De Paola: aggressivi, frenetici e senza paura di calciare in porta. Per fortuna la frenesia li mette in condizione di calciare spesso fuori dallo specchio. Si soffre. E quando si soffre, si accende Cesarini. Prende palla a centrocampo, ne mette a sedere quattro o cinque. Calcerebbe, ma l’ultimo ubriacato gli toglie il pallone con le mani. Siamo in area, è rigore. Platini diceva che chi subisce il fallo non deve incaricarsi della trasformazione. Il Mago disobbedisce e non trasforma, dando ragione al suo omologo francese. Primo tempo bello, si è visto un pelo in più di Lecco, ma l’occasione grossissima è tutta piacentina, pari giusto. Mister Scazzola ordina ai ragazzi di attaccare a freddo anche il secondo tempo. Con ottimi risultati tra l’altro: c’è un corner, Nava colpisce ed alza a campanile. Incertezza tra i difensori lecchesi, ancora Nava stacca e la mette dentro. Stavolta la reazione locale è meno veemente, stavolta il Piacenza dimostra di aver capitalizzato l’errore della prima frazione. Gli avversari non arrivano più nella zona pericolosa. La difesa assestata sulla trequarti è un muro, le ripartenze sono da manuale. Si rivelerà un peccato veniale non averne insaccata nemmeno una. I biancorossi conquistano quindi la quinta vittoria in trasferta e vanno ad arrampicarsi sulla recinzione che li divide dai supporter più accesi. C’è anche Mister Scazzola lì attorno che festeggia. Riappare pure il direttore generale Scianò. Occupava i media cittadini un giorno sì e uno anche, ma era da un po’ che non lo vedevo sotto i riflettori della ribalta. I playoff sono in tasca, adesso possiamo solo incidere su quale avversario affrontare.
Protagonisti
Tintori: offre il meglio sulle conclusioni ravvicinate. Le uscite sono efficaci, ma non convincono in pieno. Il cappellino, stavolta nero, continua a penalizzarlo nell’estetica.
Giordano: lo vedo sempre più sicuro. Sbaglia qualche giocata, perché adesso le prova,
Cosenza: dirige la difesa con voce e posizione, fa sentire il peso dell’esperienza ai compagni e il peso del corpo agli avversari. Senza norme Covid andava in curva a fine gara.
Nava: nel primo tempo sembra patire la pressione degli attaccanti. Rimane sul pezzo, incide le generalità nel libro dei marcatori biancorossi e sale in cattedra per la lezione di difesa efficace.
Parisi: grandissimo Tino, un’applicazione in fascia da consumato interprete.
Gonzi: è il jolly. Come tutti i jolly non sempre lo peschi, ma saperlo nel mazzo tranquillizza. Un assist e condotta impeccabile, ieri lo abbiamo pescato.
Suljic: più lo guardo, più mi convinco che in B il suo gioco renderebbe doppio.
Castiglia: recuperato e subito in campo. Non gli viene proprio tutto, però è importante.
Munari: molto contento per il suo goal, lo meritava da un po’. Prima di uscire gioca dieci minuti da centravanti. Disorientamento dell’avversario.
Cesarini: sbaglia il rigore, ma l’azione con cui va a prenderselo incanta. Diluisce la pressione avversaria facendo scomparire il pallone, tiene in allarme costante i difensori.
Dubickass: il suo lo ha fatto in pieno. Al Mago non ha detto niente, ma è sicuro che se toccava a lui il rigore, lo sparava dentro.
Sono entrati:
Rossi: rileva Castiglia. Il Mister ci crede in questo acquisto.
Marchi: rileva Munari. Mettiamoci un poco più densi in difesa.
Rillo: rileva Giordano. Cambio da fatica sopraggiunta, cambio azzeccato. Il giovane ha stoffa.
Rabbi: rileva Dubickass. Pochi minuti bastano per creare una buonissima opportunità. Non concretizzata.
Mister Scazzola:
Mister portaci a Trieste, non a Fiorenzuola.
Lecco – Piacenza 1-2
Lecco: Pissardo; Celjak, Battistini, Enrici (76’ Purro); Vasic (55’ Buso), Masini Kraja, Morosini (63’ Lora), Giudici; Ganz, Petrovic (76’ Italeng). Allenatore: De Paola
Piacenza: Tintori; Parisi, Cosenza, Nava, Giordano (75’ Rillo); Munari (75’ Marchi), Suljic, Castiglia (53’ Rossi), Gonzi; Cesarini, Dubickas (83’ Rabbi). Allenatore: Scazzola
Marcatori: 4’ Munari; 8’ Giudici; 48’ Nava




