
Chiusura del girone d’andata senza sorprese. Il pareggio, il risultato che ha marcato a fuoco questa prima parte della stagione biancorossa, si presenta anche contro l’ultima che rimaneva da affrontare. Ospite al Garilli c’era il Seregno. Che è una squadra, anche se i media li presentano come pagliacci, una squadra piuttosto organizzata. Difesa rocciosa, qualche buona individualità, pressione immediata su chi imposta l’azione. Poi, siccome faticavano a trovare chi impostava l’azione piacentina (abbiamo faticato anche noi spettatori), hanno declinato sul battere chiunque avesse palla tra i piedi. Nel primo tempo i brianzoli potevano recriminare per non essere in vantaggio. Hanno colpito una traversa, avuto un paio di palle goal interessanti, in generale più pericolosi. Mister Scazzola, che per l’occasione ha scelto di rimescolare l’undici titolare, ha trovato motivo di soddisfazione nelle incursioni di Parisi e nei contrasti di centrocampo. Si usciva spesso vittoriosi, si poteva ottenere di più in ripartenza. Però non deve essergli piaciuto troppo il suo Piacenza. Per la seconda frazione mette subito Marino per De Grazia, poco dopo Rabbi per Lamesta. La follatura porta benefici immediati. Dubickas, di testa con volo d’angelo, porta in vantaggio i biancorossi. Svolta importante. Aggirare la boa a ventiquattro punti, porterebbe credito e fiducia verso il progetto imbastito dal presidente Pighi. Svolta invece il meteo. La nebbia, che fino al goal era rimasta fuori dallo stadio, prende ad invaderlo. Dagli spalti ci si avvicina alle recinzioni per cercare di capire qualcosa. Nel mantello lattiginoso crediamo di vedere un contropiede sprecato. Potrebbe essere suggestione. Gli altoparlanti annunciano cinque minuti di recupero. Ne passano quattro e l’esultanza che giunge dal campo è inequivocabile. Non gela l’ambiente solo perché già surgelato da un po’. Niente da fare, il pareggio è la mezza misura, la classifica è lì sulla mezza misura. Gli auguri di Natale arriveranno da Trento martedì prossimo. Con fiducia.
Protagonisti
Pratelli: reattivo, attento, preciso, davvero molto bene.
Armini: troppa foga nel voler spazzare a tutti costi.
Nava: il miglior centrale di quelli che vediamo.
Marchi: dopo un intero girone, si può dire che non è sul livello dello scorso anno.
Parisi: non arriva per un soffio alla deviazione decisiva nel primo tempo, si rifà servendo l’assist a Dubickas.
Suljic: se Bernardeschi è diventato famoso con “rischio la giocata”, potrebbe tentare anche lui.
Bobb: non impressiona nell’ultimo impegno in biancorosso, Partirà a breve per la coppa d’Africa.
De Grazia: un tempo giocato col punto interrogativo sulla maglia.
Gonzi: l’unica nota positiva della nebbia è non aver visto la sua autorete.
Dubickas: goal molto bello, prova convincente.
Lamesta: alterna momenti in cui vuole strafare, a momenti in cui sa cosa fare.
Sono entrati:
Marino: rileva De Grazia. Aggiunge poco a quel che sappiamo: ha classe, perde palloni sciocchi.
Rabbi: rileva Lamesta. Tra i giovani è l’esempio di cosa significa migliorarsi.
Simonetti: rileva Bobb. Spero abbia fatto bene, è una pedina importante.
Codromaz: rileva Armini. Mi fido se dicono che è entrato.
Mister Scazzola: schiera una formazione sorpresa. Deve gestire i due turni ravvicinati, pensare agli infortunati, individuare soluzioni. Detto così sembra un lavoraccio, invece non è così male.
Piacenza – Seregno 1-1
Piacenza: Pratelli; Armini (75’ Codromaz), Nava, Marchi; Parisi, Bobb (66’ Simonetti), Suljic, De Grazia (45’ Marino), Gonzi; Lamesta (55’ Rabbi), Dubickas. Allenatore: Scazzola.
Seregno: Fumagalli; Galeotafiore, Borghese, Zoia; Gemignani (72’ Raggio Garibaldi), Marino (60’ Saint Clair; 84’ D’Andrea), Mandorlini (72’ Alba), Jimenez, Invernizzi (84’ Scognamiglio); Cocco, Cernigoi
Marcatori: 58’ Dubickas; 94’ aut. Gonzi




