SCRITTO CON I PIEDI – Pareggio stretto stretto a Novara. Biancorossi fa’ ancora rima con ultimi.

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Il Piacenza esce dal mini ciclo di trasferte, due consecutive, con un solo punto ottenuto, ma con maggiori certezze del proprio essere squadra di categoria. Due prestazioni confortanti, importanti, offerte a domicilio di compagini che, almeno sulla carta, hanno obiettivi differenti. Se a Lecco fosse uscito un pari nessuno si sarebbe indignato. Se a Novara fosse arrivata la vittoria, nessuno avrebbe gridato al furto. I “se” in classifica contano poco. Siamo ancora fanalini di coda, però i ragazzi di Mister Scazzola stanno giocando bene, sono propositivi, sono ben messi in campo. Purtroppo alcuni non sono ben messi a salute e sono uomini chiave. Nava è obbligato a giocare con dei fastidi. A Novara è uscito per infortunio, forse i fastidi aumenteranno. Cosenza avrebbe bisogno di rifiatare. Sulijc è indispensabile, anche quando può offrire il cinquanta per cento delle proprie possibilità come adesso. Cesarini è a un po’ meno di mezzo servizio e non si tira indietro. Quel che si definisce: stringere i denti per la causa. Gli altri si adeguano. A Novara siamo andati per vincere, poi il primo tempo ha avuto un’evoluzione che ha scombussolato tutto. Bastano pochi minuti e Gonzi fallisce un goal stimato fatto. Rimedia Nava, stavolta siamo noi a segnare su calcio d’angolo. In un niente parità ristabilita. Appena dopo Persia espulso diretto, reo di aver calciato fortissimo la gamba di chi gli ha fatto sparire quel pallone che intendeva colpire. Ci è rimasto malissimo. Arrembaggio Novara per chiudere la pratica, ma l’occasione grossa è sui piedi di capitan Sulijc che se la fa parare. I piemontesi calano l’intensità, capiscono di avere un uomo in più, non c’è tutta quella fretta di segnare. Piacenza prepara le barricate per la seconda frazione. Qualcosa si rischia, ma teniamo botta. L’esperienza di Cosenza ristabilisce la parità numerica. Tira e tira la maglietta dell’altro, all’altro scappa la gomitata di fronte all’arbitro. Siamo uno pari, siamo dieci contro dieci, riproviamo a vincerla? Si potrebbe, però Morra, migliore in campo, è stanco. Lo sostituisce Cesarini, che ancora non è il Mago che sa essere. Sul finire c’è spazio per l’idolo di casa Gonzales. Entra dopo una fase di riscaldamento più leggera di una seduta ginnica per la terza età. Si pianta come un paletto in mezzo al prato e produce in tutto un tiro che finisce la parabola in alta Curva “Nini Udovicich”. Lo stadio applaude devoto. Va a capire i tifosi.

Analisi tecnica della partita Novara – Piacenza 1 a 1

Novara ha sbagliato molto in fase di costruzione, ma ha giocatori che sanno colpire alla prima occasione concessa. Il Piacenza ha meno giocatori che sanno colpire alla prima occasione concessa, ma è stato più ordinato.

Note positive di Novara – Piacenza 1 a 1

Le dichiarazioni di Matteassi prima della partita. Basta parlare di nuovi investitori, di cordate, di rimpasti societari, dobbiamo salvarci e ci salveremo. Aggiungo: basta parlare di ex della prima serie A. Non abbiamo giocato a calcio solo quell’anno.

I voti di Novara – Piacenza 1 a 1

Rinaldi: Altra buona prova del portierino, sicuro, efficace.

Masetti: proprio bene anche lui, ma è uscito malconcio e mercoledì si deve giocare.

Cosenza: certo ha i suoi difetti, ma quando gioca così determinato ti affezioni. Ero pronto a finire in nove, invece ha rimesso le cose in pari.

Nava: segna, ferma tutti, si rompe una scarpa, immola una caviglia. Speriamo nulla di serio.Gonzi: c’è sempre, a volte preciso, a volte meno.Mi ero già alzato per esultare

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