SCRITTO CON I PIEDI – Il Piacenza meraviglia e la capolista capitola.

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RABBI

Mi arrendo. Capire che squadra sia il Piacenza di quest’anno non è per me. Quando sembra non poter vincere mai, infila quattro vittorie di fila. Quando sembra abbia trovato una sua identità, si procura un filotto di sconfitte. Lascia sei punti su sei disponibili alla Pro Sesto (che ne aveva fatti dodici in tutto il girone d’andata), per poi andare a vincere, e convincere, contro la prima indiscussa del torneo. La compagine Sud Tirolo ospitata ieri al Garilli presentava numeri da chi è di passaggio nella categoria. Capolista con dieci punti di vantaggio sulla seconda, zero sconfitte, sei goal subiti. Dopo ieri, le reti subite sono diventate sette, come sette diventano i punti di vantaggio sulla seconda. E le certezze di saltare la categoria ballano come i denti di anziane bocche. Affari del Sud Tirolo, in casa Piacenza ci si gode una vittoria tanto insperata quanto meritata. I biancorossi hanno tenuto alto il ritmo per tutti i novanta minuti, logorando la strategia avversaria che prevedeva andamento lento. Un Piacenza propositivo non se lo aspettavano proprio. Così come non si aspettavano un goal di testa dal botolo di turno. Che poi, Simone Rabbi con i suoi centottanta centimetri non è proprio quel che si dice un tappo, ma in mezzo a quella selva di corazzieri venuti giù da Bolzano, lo pareva. Siamo alla mezzora, l’azione d’attacco piacentina è insistente. I difensori avversari contrastano, senza riuscire ad allontanare. Parisi, altissimo nella circostanza, trova il traversone al bacio. Rabbi si avvita e di testa scavalca il portiere proteso. Pure il portiere è altissimo tra l’altro. Lo stadio esulta senza riserve, il vantaggio è meritato. Ti aspetti che il Sud Tirolo prenda a mostrare le qualità che lo hanno portato in cima alla classifica, invece è sempre il Piacenza a gestire il pallino. L’esordio di Tintori, portiere arrivato a gennaio per chi si disorienta tra arrivi e partenze, è da giornata serena. Lo si vede accartocciato alla ricerca di minuti da perdere e poco altro, fino al tiro altoatesino che chiude il primo tempo. Ci arriva in bello stile. La seconda frazione regala emozioni. Il Piace controlla, gli avversari trovano fiammate di gioco, i pompieri Nava e Marchi circoscrivono con mestiere le fiamme. La squadra di Mister Scazzola è moschettiera. Aramis, Athos, Porthos ribattezzati in Sulijc, Castiglia, Dubickas contendono ogni pallone. Ogni pallone è gestito come si deve. Col tempo che scorre, il nervosismo in campo cresce. L’arbitro condona ai tirolesi del sud un evidente fallo di mani in area e il nervosismo cresce anche sugli spalti. Portiere Tintori dopo un’uscita diciamo incerta, trova maniera di metterci le mani ad evitare un goal fatto. Esce Rabbi, stremato, entra Raicevic per l’azione di forza. Si rivede anche Rossi, che va a rinvigorire la corsa. Tra chi entra e chi esce non c’è differenza, la squadra di Mister Scazzola è solida come mai è stata in stagione e chiude la partita con la vittoria di pregio. Mi arrendo. Rinuncio a capire che squadra sia il Piacenza di quest’anno. Se vince così poi, interessa davvero poco.

Protagonisti

Tintori: poteva essere la giornata sbagliata per bagnare l’esordio, invece è andato tutto bene.

Giordano: molto difensivo, del resto ce n’era sommo bisogno.

Marchi: qualche rilancio impreciso, ma prestazione da bollare con il “super”.

Nava: La coppia di centrali ha entusiasmato per concentrazione, agonismo, tempismo. Lui è uno dei due centrali.

Parisi: il traversone per il goal di Rabbi è una delle tante cose belle che ha fatto. Un vero lusso.

Gonzi: C’è sempre. A volte con qualità, a volte meno, ma è un punto di riferimento nevralgico.

Suljic: è la sua partita, quella in cui l’agonismo sale alle stelle e il gioco chiede di essere riordinato.

Castiglia: Nervi saldi, testa al risultato, è l’uomo ombra del centrocampo che surclassa il dirimpettaio titolato.

Munari: un’altra perlina da infilare nella collana delle prove convincenti.

Dubickas: il sacrificio di una condotta di gara che lo tiene lontano dalla porta, alla fine riceve il giusto premio.

Rabbi: è in quelle giornate in cui uno sa di riuscire in tutto ciò che prova. Si sfianca a disturbare, si lancia ad attaccare, si coordina per segnare. E tutto riesce.

Sono entrati:

Raicevic: rileva Rabbi. L’altezza impone di vederlo giganteggiare di testa, invece si esibisce in azioni ubriacanti. Nessuno gli può levare il pallone dai piedi.

Rossi: rileva Dubickass. Corre come un pazzo, l’obiettivo è disinnescare.

Rillo: rileva Munari per la standing ovation dedicata alla giovane ala.

Mister Scazzola:

Stavolta la squadra è ineccepibile sotto ogni punto di vista. C’è velocità, c’è precisione, c’è convinzione, ma soprattutto c’è quella grinta che vorresti sempre.

Piacenza – Südtirol 1-0

Piacenza: Tintori; Parisi, Nava, Marchi, Giordano; Munari (88’ Rillo), Castiglia, Suljic, Gonzi; Rabbi (62’ Raicevic), Dubickas (77’ Rossi). Allenatore: Scazzola.

Südtirol: Poluzzi; De Col, Zaro, Curto, Fabbri (75’ Fischnaller); Tait, Gatto (46’ Galuppiini), Broh; Rover, Voltan (58’ H’Maidat); Odogwu (46’ De Marchi). Allenatore: Javorcic

Marcatori: 33′ Rabbi

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