SCRITTO CON I PIEDI – Il declino Biancorosso sembra inarrestabile. Piacenza crolla contro il Trento

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Non bastavano vento freddo e pioggerellina che si infila dappertutto, su Piacenza si è abbattuta pure la grandinata di reti trentine. Non trentatré come da scioglilingua, sufficienti comunque per capire che al neo Mister Abbate è toccata una rogna mica da ridere. Vista da fuori pareva una promozione il suo passaggio dalla panchina della Primavera a quella della prima squadra. Analizzata dopo il tre a zero inflitto dal Trento ai Biancorossi, sembra invece la punizione che tocca a chi resta col cerino in mano. Che in una settimana il neo Mister non potesse inventare nulla, era preventivato. Si sperava però che la squadra capisse la situazione, che lanciasse qualche segnale di vita. Di fondo se siamo alla terza conduzione tecnica stagionale, qualche responsabilità ce l’ha pure chi entra in campo. Di fondo se siamo sul fondo non è questione di chili o etti, è questione di grammi. Mister Abbate presenta la sua creatura partendo da quella che poche soddisfazioni ha dato all’ex Mister Scazzola. In porta schiera Rinaldi, a difenderlo i senatori Nava, Cosenza e Accardi, mentre sulle fasce mette i giovani Parisi e Rizza, cioè tutto uguale. A centrocampo ci sono Suljic, Giorno e Chierico, quindi il centrocampo pensato dopo il mercato di gennaio; in attacco conferma per il consueto tandem Morra e Cesarini. Si parte benino, pare esserci grinta, poi quelli di Trento passano la metacampo e segnano. Il Piacenza reagisce, passa diverse volte la metacampo, guadagna corner a ripetizione, ma segnare è l’ultima cosa che i ragazzi di Abbate hanno in testa. La prima frazione chiude con lo scarto minimo al passivo, mentre l’intervallo scorre parlando di Derthona e Sant’Angelo. Chissà come mai. Il secondo tempo piacentino è stato sconcerto distillato. Ti aspetti furia agonistica, ricevi in cambio timore ingiustificato. Pretenderesti la voglia di provarci, ti negano pure quella. Così, prima con un rigore, poi con un contropiede, quelli di Trento portano a casa una vittoria che per loro vale la quasi certezza di rimanere in categoria. Quelli di Trento sono stati ultimi a lungo, ora puntano i play off. Anche la Triestina è stata ultima a lungo, alla fine di Piacenza-Trento è penultima. Chissà come mai.

Analisi tecnica della partita Piacenza – Trento 0 a 3

Mister Abbate ha aggiunto poco a quello che già si sapeva. Con giocatori che hanno davanti dieci partite da cui mungere tutto il mungibile e ti vanno ad affrontare la prima con il piglio di chi deve andare a scuola sapendo di essere impreparato, c’è poco da cambiare manico. Adesso le partite che rimangono sono nove.

Note positive di Piacenza – Trento 0 a 3

Il silenzio stampa impedirà al presidente Polenghi dichiarazioni del tipo: non prendiamo in considerazione la retrocessione.

I voti di Piacenza – Trento 0 a 3

Rinaldi: sui goal subiti non poteva fare nulla, dai rilanci si vede che non è tranquillo.

Accardi: essere il migliore di una fase difensiva al collasso, è di zero soddisfazione.

Nava: travolto dagli eventi negativi, stavolta gli manca pure il nerbo del mai domo.

Cosenza: le critiche lo caricano, passerà quindi una settimana meravigliosa.

Parisi: comincia bene, poi annega nel bicchiere d’acqua che è venuta giù.

Rizza: nel secondo tempo tutti lo cercano, tutti gli passano palla. Forse perché è l’unico ad aver azzeccato qualcosa di positivo.

Suljic: ha perso carica agonistica. Senza quella è irriconoscibile.

Giorno: situazione complicata per imporsi. Magari un pizzico in più di convinzione aiuterebbe.

Chierico: lo vedi che gli riescono anche cose difficili, ma lasciano l’impressione di essere fini a loro stesse.

Cesarini: il Mago è umorale da inizio carriera. Se non troviamo qualcuno buono a raccontargli barzellette per tenerlo su, si mette a sbagliare anche gli stop.

Morra: anche la nuova gestione si affida ai suoi colpi, ma lui è in quelle giornate in cui i colpi sono coriandoli.

Sono subentrati:

Plescia: gioca coi capelli sciolti, senza il solito codino. Ė la notizia principe del suo gettone presenza.

Munari: avremmo bisogno del miglior Munari, speriamo lo capisca in fretta.

Gonzi: entra giusto in tempo per vedere il terzo goal del Trento dal campo. Non mi aspettavo che il Mister ci rinunciasse.

Palazzolo e Luppi: entrano per riempire quello spazio vuoto che si crea tra il terzo goal del Trento e il triplice fischio dell’arbitro.

Mister Abbate: ho seguito una stagione del Fiorenzuola quando il tecnico era un Abbate. Era un tecnico che prendeva molti nomi dalla platea. Mi auguro che a Matteo non tocchi la stessa sorte, anche se ieri è partito maluccio.

Tabellino di Piacenza – Trento 0 a 3

Piacenza: Rinaldi, Rizza, Nava, Cosenza, Giorno (Gonzi 74’), Suljic, Morra (Palazzolo 80’), Cesarini (Plescia 62’), Parisi (Munari 62’), Chierico (Luppi 80’), Accardi. Allenatore: Abbate

Trento: Desplanches, Fabbri, Damian (Garofalo 71’), Ferri, Attys (Sangalli 71’), Petrovic (Sipos 86’), Pasquato (Terrano 58’), Garcia, Di Cosmo, Suciu (Simonti 86’), Vitturini. Allenatore: Tedino

Marcatori: 14’ Attys; 60’ rigore Petrovic; 77’ Petrovic

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