
Andare a Gorgonzola per vedere partite di calcio noiose e con finali deludenti, non è novità. Come non è novità lo stato pietoso del terreno di gioco. Deve essere valore aggiunto per quelli della Giana, ormai sono anni che è così. Una volta, quando la squadra di casa ospitava quella tecnicamente più attrezzata, si bagnava il campo per appesantirlo. Ieri si alzava la polvere, segno che la Giana Erminio non temeva granchè i biancorossi. Comunque se a Gorgonzola lesinano sulla manutenzione dell’impianto sportivo, a servizio d’ordine sperperano. Lo stadio è deserto, il personale inflessibile, fino al limite del fastidio. Chiedi una cortesia, te la negano ancor prima di finire la frase. A Gorgonzola in tribuna nord, quella chiusa al pubblico, c’era Ciccio Cosenza che sosteneva a gran voce i compagni. Nel settore ospiti c’erano centoquaranta piacentini che facevano altrettanto. Lo scarso pubblico locale stava comodo in tribuna sud, tranne un gruppetto di “portoghesi” che sfrutta un mucchio di terra dietro lo stadio. Queste annotazioni di contorno, servono a riempire gli spazi vuoti lasciati dai calciatori. Se siete appassionati di calcio d’attesa potevate impazzire dalla gioia di fronte a una gara simile. Se il passaggio fuori misura è il gesto tecnico che vi esalta, le due compagini ne hanno abusato. Se invece dallo stadio ti aspetti quell’ ora e mezzo di atmosfera, tensione, coinvolgimento, le cose si mettono male. La sfida tra Giana Erminio e Piacenza è sintetizzata in un unico episodio. Siamo alla fine della prima frazione, ci siamo arrivati svegli aggrappandoci a piccoli sussulti e al sole negli occhi. Raicevicic non controlla benissimo il pallone che ha scambiato con Rabbi, ma si esibisce nel pezzo forte del repertorio: correre verso il portiere quando il pallone è perso. L’estremo difensore della Giana è in uscita bassa e in anticipo. Scontro inevitabile, rigore. Ed è rigore per rispetto della massima di Mister Boskov. Le ire di un componente della panchina gianese lasciano intendere che non sono l’unico ad aver visto il contrario, di quanto deciso dal signor arbitro. In campo mancano i rigoristi ufficiali Cesarini e Dubickas, sul dischetto va Rabbi. Emozione, scarsa dimestichezza, forse anche la cognizione di approfittare dl una svista, sta di fatto che si fa parare la conclusione. Nel secondo tempo il registro di gara rimane invariato. Il pallone esce di rado dal cerchio di centrocampo, le fasce restano corridoi buoni per esercizi di riscaldamento. A lungo andare, la squadra di casa si trova sui piedi un paio di occasioni occasionali. In una colpiscono un palo con un tiro sbilenco, ma Tintori era appoggiato al montante, non poteva entrare. La seconda è un tiro smorto da posizione interessante, che il nostro portiere si trova, dolce, in mano. Chiude il sipario un corner a nostro favore. La traiettoria cade in sovraffollata area, la conseguente conclusione cade oltre le reti di recinzione. Proprio dove stazionavano i “portoghesi”, hissà se hanno portato a casa anche il pallone.
Protagonisti
Tintori non ha ancora subito reti ed è la cosa importante. Il cappellino anti-sole azzurro era davvero inguardabile.
Giordano: non sbaglia i movimenti senza palla. Quando ha la palla cominciano i guai.
Marchi: fa quello che mi aspetto da un centrale, cioè non far segnare l’uomo.
Nava: è il migliore dei nostri. Oltre a non far segnare nessuno, ha pure iniziativa.
Parisi: giornata sotto tono, troppo concentrato a non concedere.
Gonzi: prima in asse con Giordano, poi con Parisi, ma il rendimento è lo stesso. La lucidità resta bassa.
Suljic: nell’assembramento di centrocampo non riesce ad uscire con il solito piglio. È sembrato morbido prima, nervoso poi.
Castiglia: sono convinto abbia nelle corde l’intuizione, la giocata verticale, ma è possibile non vederne una in novanta minuti? Si, è possibile.
Munari: non aveva sbagliato una partita, ieri proprio non gli è riuscito di collegarsi.
Raicevic: lo sappiamo, non è al meglio, si sta sacrificando. Difficile capire quali siano i limiti che affronta.
Rabbi: col Sud Tirolo non aveva avuto paura di niente, con la Giana Erminio ha avuto paura anche dei
compagni.
Sono entrati:
Rossi: rileva Munari. Si esprime grosso modo allo stesso modo.
Lamesta: rileva Rabbi. Gioca pochi impalpabili minuti.
Mister Scazzola:
Due cambi in una giornata in cui se ne potevano farne otto a occhi chiusi significano due cose. La prima: che la squadra al Mister è piaciuta. La seconda: che questo punto incamerato sullo sconnesso campo di Gorgonzola, risulterà fondamentale.
Giana Erminio – Piacenza 0-0
Giana Erminio: Zanellati; Perico, Bonalumi, Magli, Colombini; Cazzola (62’ Acella), Panatti (82’ Perna), Ferrari; Vono (62’ Caferri), Corti A. (82’ Corti N.), D’Ausilio (68’ Tremolada). Allenatore: Contini
Piacenza: Tintori; Parisi, Nava, Marchi, Giordano; Munari (46’ Rossi), Castiglia, Suljic, Gonzi; Rabbi (76’ Lamesta), Raicevic. Allenatore: Scazzola




