SCRITTO CON I PIEDI – …E quattro. Piace mette in ginocchio anche la Pergolettese

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piacenza -livorno ( foto cavalli ) GONZI

Al Garilli, per la prima volta in stagione, ci sono stati quindici minuti di tranquillità assoluta. Il Piacenza ha segnato tre reti, la Pergolettese non ha mai tirato in porta e non ha mai dato l’impressione di poterlo fare. Mister Scazzola in quei quindici minuti di scarico, ha cominciato a pensare ai prossimi impegni. Si dovranno affrontare quattro gare in tredici giorni. Sulle spalle ci sono già problemi di infortuni e diffide, meglio evitare di aggiungerne altri. Al triplice fischio è passata in archivio la quarta vittoria consecutiva. Nel girone d’andata a concatenarsi erano i pareggi. Questa svolta denota conseguenze sulla classifica che si lasciano apprezzare. La partita non è stata semplice come indica il risultato, il primo tempo è parso un lungo studiarsi degli opposti schieramenti. La gran conclusione di Gonzi che trova il guanto proteso del portiere avversario, è la sola nota degna di evidenziatore. Il resto è stato possesso palla, con particolare attenzione a sottrarsi al pericolo piuttosto di crearne. La seconda frazione parte in altra maniera e poggia sull’intuito di Cesarini. C’è una punizione a due, il Mago la gioca da seduto, bruciando l’uomo che sta andando a disturbare e attivando Munari. Questi capisce tutto, parte, raggiunge il fondo, crossa. Raicevic è grosso, assorbe in toto l’interesse dei difensori cremaschi, così Gonzi si trova sui piedi una specie di rigore. lo trasforma. La partita si apre, gli spazi anche. Passa niente, un dialogo stretto Raicevic Cesarini porta quest’ultimo a tu per tu col portiere. Lo stendono, stavolta è rigore vero. Anche stavolta segue trasformazione. Vincevamo due a zero pure a Crema. Partita dominata, poi un paio di cambi, la luce che si spegne, portammo a casa un pari crudele. Per rimarcare che il vento è cambiato, Mister Scazzola ripropone gli stessi cambi dell’andata. La risposta di squadra è che si triplica il vantaggio con una potente conclusione di Bobb, e si continua ad imbavagliare l’avversario. A farcire l’inutilità dei minuti finali serve l’esuberanza di Cosenza. Si inventa funambolo, superando avversari con finte e sombreri, per poi distribuire palloni che lo riportano tra i rudi difensori. Come piacciono agli stadi i rudi difensori. Quando l’arbitro decide che per un assolato pomeriggio domenicale può bastare, l’abbraccio virtuale tra calciatori e spettatori sembra più desiderato del solito. Il potere della vittoria consecutiva, batte quello del pareggio.

Protagonisti

Pratelli: se sei stato in porta, anche solo nelle partitelle tra amici, sai il piacere che si prova a ricevere il “senza voto” da inoperosità.

Giordano: ha assorbito il cambio di modulo meglio di tutti. Fa sempre le stesse cose.

Cosenza: carisma, prestanza fisica, personalità istrionica. Cosenza, Piacenza, nessuna differenza.

Nava: è sempre una garanzia, in area domina.

Parisi: riprende a calpestare tutta la corsia di destra, dimostra di averlo nelle corde. Anzi, sembra quello il suo ruolo.

Gonzi: nel primo tempo il portiere gli nega un goal che avrebbe fatto il giro dei social. Nel secondo sblocca la partita. Capire perché dovesse partire lontano dalla porta è da tecnici preparati.

Suljic: l’asse con Castiglia è una delle chiavi di lettura della svolta biancorossa.

Castiglia: che non avesse giocato un minuto a Modena, la dice lunga su che squadra hanno allestito i canarini.

Munari: arrivato a gennaio come uno dei tanti giovani da collaudare. Ha già finito il rodaggio e adesso è pronto per mangiarsi la categoria.

Cesarini: quelli di Crema, memori di cosa combinò all’andata, non lo lasciano respirare. La furbizia con cui accende l’azione del primo goal, la semplicità con cui va in porta in occasione del secondo, possono bastare per imprimere il marchio di fabbrica da Mago. E i rigori li calcia bene.

Rabbi: bentornato Simone, ci sei mancato.

Sono entrati:

Raicevic: rileva Rabbi. Non è al meglio, ma il suo peso è importante nell’economia della gara.

Marchi: rileva Giordano. Rinforza le difese immunitarie, per venti minuti torna anche capitano.

Bobb: rileva Suljic. La Coppa d’Africa gli ha rimesso la voglia di tirare in porta. E segna proprio un bel goal.

Lamesta: rileva Cesarini. Entra non ci sono più occasioni, partita in discesa, gemellaggio da non offendere, si gioca solo per chiuderla.

Marino: rileva Munari. Ricordo solo un rinvio “sbananato” che dall’angolo destro finisce in corner nel sinistro.

Mister Scazzola:

Nella giornata in cui l’emergenza attaccanti pare stritolare il gruppo, si vince con il risultato più netto. La porta rimane ancora inviolata, segno che anche in difesa si sta lavorando bene.

Piacenza – Pergolettese 3-0

Piacenza: Pratelli; Parisi, Cosenza, Nava, Giordano (66’ Marchi); Munari (81’ Marino), Castiglia, Suljic (73’ Bobb), Gonzi; Rabbi (46’ Raicevic), Cesarini (73’ Lamesta). Allenatore: Scazzola

Pergolettese: Galeotti; Nava, Alari (70’ Lepore), Lambrughi, Villa; Zennaro, Arini (81’ Vitalucci), Girelli (61’ Mazzarani); Bariti (81’ Fonseca), Scardina (61’ Cancello), Morello. Allenatore: Lucchini

Marcatori: 57’ Gonzi, 60’, Cesarini, 77’ Bobb

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