SCRITTO CON I PIEDI – Dalla lotta nel fango escono in carrozza i Biancorossi, vittoria esterna nell’ acquitrino di Verona.

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Può succedere ancora tutto in questo campionato. Può succedere che Cosenza anneghi in una pozzanghera, sepolto da una mischia stile rugby. Può succedere che Halfredsson cada nella stessa pozzanghera diffusa e si rialzi immacolato. Può succedere che il Piacenza vinca sul pantano di una squadra tignosa come la Virtus Verona, come appunto è successo. Solito primo tempo al limite del sopportabile, dove le uniche emozioni sono i sussulti da pallone troppo vicino all’area biancorossa. Prendere goal sarebbe deleterio. La difesa piacentina pare esserne consapevole, il rinvio alla spera in dio il colpo di cui si abusa. Cesarini è in forma, addomestica, danza, dribbla. Al confronto gli altri sembrano tante mucche sul ghiaccio, guardalinee lato panchine compreso. Il suo scivolone è stato uno degli episodi importanti della prima frazione. Poi comincia la ripresa e la solfa cambia. Non si è capito troppo di quanto succeda al settimo minuto, solo che un cross a centro area viene deviato da un nostro. C’è respinta, non allontanamento, Palazzolo insacca. Reazione avversaria immediata. Lo stadio Gavagnin-Nocini è appena più grosso del Siboni, ma ha un tabellone luminoso con orologio annesso. Orologio che insiste nel ricordare che manca moltissimo alla fine. Alla mezzora entra Plescia, completando l’esordio dei tre nuovi acquisti: Chierico e Accardi erano partiti titolari. Alla mezzora, come si diceva, entra Plescia e alla prima conclusione raddoppia. Di mezzo c’è la gattata del portiere che se la lascia scappare, però chissenefrega, il vantaggio è doppio. La Virtus mette i suoi due vecchietti dal passato importante, Gomez e Halfredsson, insieme dimezzano lo svantaggio. Il resto è solo unità d’intenti dei ragazzi di Scazzola. Si stringono attorno all’istrione Cosenza, uno che nel fango sguazza, e la portiamo a casa. Due vittorie di fila, una per Natale, una per la Befana. Al Piacenza solo regali utili quest’anno.

Analisi tecnica della partita Virtus Verona – Piacenza 1 a 2

Si sono affrontate due squadre costruite per raggiungere la salvezza, si sono affrontate su un campo al limite della praticabilità. Se le sono più calciate che giocate, con agonismo alle stelle, polmoni sovreccitati. Però quando la gente che ha piedi buoni li usa, riesce a fare la differenza anche nella mota. Entrambi i Mister hanno mostrato di saperlo.

Note positive di Virtus Verona – Piacenza 1 a 2

L’esordio dei nuovi acquisti è stato determinante: Plescia a segno, Accardi porta serenità difensiva, Chierico meno appariscente, ma di peso. Se il buon anno si vede dall’inizio, di meglio non si poteva chiedere.

I voti di Virtus Verona – Piacenza 1 a 2

Rinaldi: non è chiamato a interventi spettacolo, sbriga la gestione dell’area come un veterano.

Accardi: serviva un difensore dall’aplomb britannico. Ha reso semplice tutto ciò che semplice non era.

Cosenza: è uomo spettacolo. Il gioco sporco e ruvido lo esalta.

Nava: magari non è sempre tranquillissimo nell’esecuzione, ma arriva dappertutto, senza mai sbagliare posizione.

Rizza: il Mister lo inchioda a compiti di puro contenimento. Poi passa la metacampo e trova l’assist per Palazzolo.

Munari: più libero di sgroppare, tiene in apprensione i difensori avversari. E a difendere è perfetto.

Palazzolo: aveva segnato anche nella vittoria contro la Pergolettese. Si ripete, si vince ancora. Talismano.

Sulijc: è il centro di distruzione biancorosso, avrà sradicato una tonnellata di palloni dai piedi avversari.

Chierico: non era la partita per capire se ha tocco, si è capito che ha sostanza e quella serviva.

Cesarini: consente alla squadra di allentare la tensione, si rende pericoloso alla fine di uno slalom, mette il piede nel primo goal. Va bene così.

Morra: tanto lavoro senza palla, anche perché quando ce l’ha gli riesce poco.

Sono subentrati:

Plescia: ha segnato al primo tiro con la nuova maglia. Penso sia stato anche l’unico pallone che ha toccato.

Zunno: è sembrato bel leggerino su un prato così pesante.

Onisa: giusto il tempo di insozzare la divisa con un paio di scivolate.

Mister Scazzola: approfitta subito dei nuovi innesti, li ha chiesti, ne aveva bisogno. Tutti gli altri parevano averci giocato insieme da sempre, è questo il merito del Mister.

Tabellino di Virtus Verona – Piacenza 1 a 2

Virtus Verona: Giacomel, Cella, Tronchin (Vesentini 78’), Daffara, Nalini, Danti, Manfrin (Talarico 59’), Lonardi (67’ Halfredsson), Faedo, Munaretti (72’ Casarotto), Fabbro (Gomez 60’). Allenatore: Fresco


Piacenza: Rinaldi, Rizza, Nava, Cosenza, Suljic, Morra (Plescia 60’), Cesarini (Zunno 78’), Chierico (Onisa 87’), Palazzolo, Munari, Accardi. Allenatore: Scazzola

Marcatori: 52’ Palazzolo, 65′ Plescia, 71′ Gomez

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