SCRITTO CON I PIEDI – Con la vittoria sul Mantova il Piacenza non è risorto. Più semplicemente non è morto…

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CESARINI

Con la vittoria sul Mantova il Piacenza non è risorto. Più semplicemente non è morto, che è già motivo di soddisfazione. Le altre compagini invischiate nella lotta salvezza marciano, i distacchi da colmare sono ancora importanti e soprattutto si rimane ultimi. Impossibile per i ragazzi di Mister Abbate godere di una vittoria spettacolare, ottenuta contro un avversario sentito, giocata davanti a una cornice di pubblico finalmente decorosa. Si doveva vincere con Mantova, essendo (forse) l’ultimo scontro diretto che il calendario mette a disposizione. Si doveva vincere perché le squadre più vicine in classifica vincono. E i nostri biancorossi cosa combinano? Regalano dieci minuti di puro panico. Prendono un goal (irregolare, ma da polli) dopo cinque minuti e dopo dieci potrebbero subire il secondo. Il tutto condito dalle notizie di Triestina e Sangiuliano vincenti. Spacciati. Saremmo spacciati se i mantovani non si addormentassero su una rimessa laterale, permettendo così a Cesarini di pareggiare il conto dei poli e il conto dei goal.  Quando Suljic mette dentro la sua prima rete piacentina, siamo più o meno alla fine del primo tempo. Manca troppo per pensarla finita. Impossibile pensarla finita anche per Morra: viso a viso col portiere avversario decide di colpirlo anziché segnare. Il secondo tempo inizia con il centravanti di casa ancora protagonista in negativo, buona posizione, palla fuori. Il pareggio mantovano raggiunge tre obiettivi in un colpo solo: abbatte l’eccessiva temperatura di giornata, evidenzia la condizione emotiva del portiere Nocchi, innesca l’orgoglio di squadra dei Papaveri. Bisogna arrivare vivi fino all’ottantesimo per vedere Cesarini segnare e sventolare la maglietta sotto la tribuna, mentre siamo tutti più vispi al novantacinquesimo, quando Morra si trascina due difensori in area e realizza il più bel punto di giornata. Se per i ragazzi di Mister Abbate godere di una vittoria spettacolare è impossibile, sappiano che anche sugli spalti è dura, ma ci riusciamo.

Analisi tecnica della partita Piacenza – Mantova 4 a 2

Mister Abbate ha deciso di dare fiducia a quelli che hanno portato a casa il punto da Padova. Ha deciso di rinnovargliela anche durante la partita, in settanta minuti c’è stato un solo cambio e per infortunio. Poi ha messo due esterni freschi, Munari e il redivivo Capoferri, il primo gli ha guadagnato il corner da cui è nato il vantaggio. Al netto dei primi sconcertanti dieci minuti, la squadra ha dimostrato di meritare fiducia.

Note positive di Piacenza – Mantova 4 a 2

Quando per fare il grosso dichiari: “Se vinciamo oggi mercoledì vado a Pordenone”, trovi qualcuno che ti prende sul serio e ti accompagnerà.

I voti di Piacenza – Mantova 4 a 2

Nocchi: dalla gradinata è sembrato che il loro pareggio fosse parabile. Più in generale ha confermato la tribolata stagione dei portieri biancorossi.

Accardi: l’unico acquisto del mercato di gennaio pronto e affidabile. Suo l’assist per il tre a due.

Masetti: svolge benino le mansioni di centrale, esibisce senza timore la sensibilità calcistica dei suoi ferri da stiro

Zanandrea: nel giudizio di Accardi, dimenticavo che anche lui è un pronto. Sente fiducia, sta crescendo.

Parisi: L’invenzione su quella rimessa laterale, lanciata nello spazio dove i mantovani avevano dimenticato Suljic, vale da sola un giudizio positivo. Ci ha messo anche altro comunque.

Rizza: di tutti i giovani visti quest’anno è di certo quello che da grande farà il calciatore, perché lo è già.

Suljic: la partita indimenticabile: segna il suo primo goal qui da noi, dieci minuti prima aveva servito l’assist a Cesarini e poi ha battuto il calcio d’angolo da cui nasce il tre a due. Roba da non dormirci la notte.

Onisa: si infortuna prestissimo.

Gonzi: è l’anima di una squadra che con i suoi limiti prova a fare squadra. La base che porta al punto di Suljic è tutta sua.

Cesarini: due goal importanti, due assist, tante giocate da applausi. Se la biancorossa primavera avrà inizio dipende molto dalla qualità che può offrire.

Morra: segna il goal più difficile, segna e ci vedi tutta la liberazione di una giornata complicata.

Sono subentrati:

Giorno: niente di eclatante nella prestazione, però stavolta si prende responsabilità e si mette a disposizione con più sentimento.

Munari: prende con astuzia quel corner che si tramuterà in oro. Deve crederci.

Capoferri: il Mister lo rispolvera quando il momento è delicato. Non avverte il peso.

Palazzolo e Cosenza: manca pochissimo, andrebbero negli ingiudicabili se non fosse che Cosenza trova il modo di farsi ammonire per perdita di tempo.

Mister Abbate: la sua prima vittoria è di quelle pesanti. Inoltre per la prima volta in stagione il Piacenza ribalta il risultato, portandolo fino al termine. Segnali? Coincidenze? Congiunture astrali? Vedremo. Quelli bravi risorgono per Pasqua, manca poco.

Tabellino di Piacenza – Mantova 4 a 2

Piacenza: Nocchi, Rizza (Capoferri 70’), Suljic, Morra, Cesarini, Parisi (Munari 70’), Gonzi (Palazzolo 82’), Zanandrea, Accardi, Onisa (Giorno 10’), Masetti (Cosenza 82’). Allenatore: Abbate.


Mantova: Chiorra, Ceresoli (Silvestro 82’), Ghilardi, Iotti (Fazi 46’), Mensah (Rodriguez 82’), Guccione, Gerbaudo, De Francesco (Pierobon 73’), Bocalon, Fontana (Procaccio 55’), Padella. Allenatore: Mandorlini


Marcatori: 7’ Bocalon, 15’ Cesarini, 37’ Suljic, 48’ Mensah, 78’ Cesarini, 96’ Morra

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