
Allo stadio Dal Molin di Arzignano il Piacenza inventa il neorealismo calcistico. Ti aspetti di avere di fianco Giacomo, il socio di Aldo e Giovanni, che senza staccare gli occhi da quanto succede in campo, ti spiega: “Questi non sono calciatori, sono presi dalla strada”. Vedi una brutta partita, ti sembra sempre la più brutta in assoluto, ma quella tra Arzignano Valchiampo e Piacenza non è stata quel che si dice una partita brutta. L’ottanta per cento dei presenti infatti si è divertito parecchio. È solo che i ragazzi di mister Scalise hanno sfoderato una prestazione che già definire prestazione è eccessivo. I biancorossi hanno fatto tutto quello che non si doveva. Hanno regalato il primo goal; non paghi ne hanno regalato un altro ancora più semplice da realizzare; hanno evitato con cura ogni tipo di reazione. I padroni di casa all’inizio correvano, e correvano eccome. Sembrava avessero il doppio delle energie piacentine. Tutte le respinte erano loro, tutti i contrasti vincenti. Accendevano contropiedi ad ogni riconquista palla, indifferenti alla quantità di avversari che rimanevano da superare. Tanto li superavano. Poi, capito con chi avevano a che fare, si sono limitati a segnare il terzo punto, passare alla cassa, riscuotere la posta intera. Dicono sia la prima vittoria gialloceleste, da professionisti, in questo stadio. E dire che non avevamo iniziato male la trasferta. Al bar scelto come punto di ritrovo, avevano “600” di Concilio, un bel vino. Il barista accetta la proposta di finire la bottiglia al nostro ritorno. In uscita dall’autostrada i primi grattacapi. La polizia non lascia proseguire i piacentini diretti allo stadio. Ce la caviamo dicendo che siamo piacentini diretti a pranzo. Secondo problema di giornata, è bastato chiedere: “Scusi le biglietterie?” che si è scatenato il quarantotto. Gli addetti sostenevano che come ospiti non potevamo accedere alla tribuna. Questione risolta dal team manager locale, dopo prolissa spiegazione al personale controllore. All’ingresso c’è una coda comprensibile al “Meazza” per Milan-Napoli. Il motivo, l’inspiegabile motivo, è che chi strappa il biglietto, legge ad alta voce nome e cognome del titolare. Un collega trascrive il tutto su block notes. A margine dell’evento sportivo, si registra la dirompente carica del presidente Pighi. Finito il primo tempo, lancia un treno di nomi all’indirizzo del direttore generale e sportivo Scianò. A fine gara invece dieci minuti di catechismo impartito dal settore ospiti alla squadra biancorossa. Dicono che Mister Scalise fosse in lacrime, comunque tutto è finito tra gli applausi. Rob da matt.
Analisi tecnica della partita Piacenza Feralpi Salò 0 a 2
L’unico momento in cui ho visto il Piacenza ordinato e ben disposto in campo, è stato per il minuto di silenzio dedicato alle vittime della recente alluvione nelle Marche. Come dice Francesco Cosenza, ieri squalificato e quindi seduto dietro di me: “C’è da lavorare”.
Note positive di Arzignano Piacenza 3 a 0
Sorriso di giornata offerto da Dino Landini. Stava seguendo la partita, dopo venti minuti scrive il messaggio: “Il Piacenza è in gita a Parigi”. Date un’occhiata ai marcatori se vi fosse sfuggito il significato.
Tabellino di Arzignano Piacenza 3 a 0
Arzignano Valchiampo: Volpe, Casini (Barba 46’), Molnar, Bordo, Grandolfo (Fyda 86’), Cester, Cemignani (Davi 86’), Cariolato, Antoniazzi (Tardivo 78’), Bonetto, Parigi (86’.). Allenatore: Bianchini
Piacenza: Tintori; Nava, Suljic, Morra, Cesarini (Lamesta 65’), Zunno (Conti 56’), Parisi, Pezzola, Nelli (Vianni 76’), Munari (Onisa 76’), Capoferri (Frosinini 46’). Allenatore: Scalise
Marcatori: 6’ Parigi; 20’ Parigi; 66′ Barba




