SCRITTO CON I PIEDI – Anche il posticipo serale lascia i Biancorossi all’ultimo posto.

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JURI GONZI, IL MIGLIORE BIANCOROSSO IN CAMPO

Piacenza – Padova 1 a 1… Non fa male a nessuno

Parlano di cambiare ancora la serie C. Vogliono renderla più accattivante: solo derby e partite alla mattina. Tutte le volte che ci hanno messo mano, gli spettatori sono calati, l’interesse pure. Basta la ”paiassada”  di Halloween che del posticipo tra Piacenza e Padova non si ricorda nessuno. Quelli che l’avevano in nota, al triplice fischio si son detti che forse “dolcetto o scherzetto” è una cosa da prendere in considerazione per il prossimo anno. Piacenza e Padova hanno dato vita a un bel primo tempo, con padroni di casa in vantaggio in termini di occasioni create, ma in svantaggio nel risultato. Sufficiente una banale giocata del centravanti patavino per liberarsi al tiro in area e la palla è dentro. I piacentini hanno ormai sviluppato il callo allo svantaggio, riprendono a testa lucida come se nulla fosse. La più lucida pare quella di Gonzi. Considerando che è qui da due settimane, che in attesa di una chiamata si è allenato da solo, forse è il caso di affidargli il ruolo di preparatore atletico. Il secondo tempo è una piccola bottega degli orrori, a spettacolo intendo. Padova si limita al piccolo cabotaggio da controllo situazione, i ragazzi di Mister Scazzola subiscono la situazione pericolosa e via via sfumano verso la rassegnazione. Prova a risvegliare la gara la terna arbitrale, negando un rigore a Cesarini. Solare visto dagli spalti, meno (molto meno) rivedendo le immagini. Il torto (non) subìto lo paga prima Matteassi con l’espulsione per proteste, poi lo stesso arbitro che, forse per compensare, nega il raddoppio agli ospiti. Dalle immagini sembra proprio che la palla fosse entrata, comunque i padovani protestano meno e il guardalinee (è una donna, ma col nuovo governo non si sa mai quale forma usare) è in buona posizione. Mentre cominci a credere che l’ottimismo sia merce importante, ma deperibile, Lamesta inventa un tiro-cross tagliatissimo. I difensori lo stimano un tiro fuori misura, Zunno invece ci vede il cross perfetto per riportare le cose in pari. Ha ragione lui. Sul campo va in scena l’insperata festa, le tribune tornano a respirare con maggior regolarità. Il pari è importante, anche se la vittoria ancora è chimera.

ANALISI TECNICA DELLA PARTITA

Padova ha valori più importati del Piacenza, ma sono molto distanti da quelli visti negli ultimi due anni. Il Piacenza si è schierato con tre difensori centrali per irrobustire la difesa delle fasce. Se ha funzionato non so, perché dopo i soliti dieci minuti si prende goal, quindi gli atteggiamenti cambiano.

NOTE POSITIVE – Stavolta pareggiare è bel dolce. Gli episodi hanno girato a favore, la rimonta con goal all’ultimo respiro, la festa finale. Possiamo pensare alla prossima gara con un pelo più di calma.

I VOTI DEI PROTAGONISTI

Tintori: tirano due volte in porta, sul primo non può niente, sul secondo ci arriva. Per fortuna l’arbitro non vede che arriva tardi.

Frosinini: cresce la fiducia del Mister, cresce la fiducia nei suoi mezzi. Crescerà anche la precisione.

Masetti: quello più a suo agio con la disposizione a tre centrali.

Cosenza: l’esperienza serve e ne ha. Ė un po’ corto di condizione.

Nava: non al meglio, ma indispensabile.

Gonzi: il migliore dei nostri

Munari: bene, ma l’anno scorso calciava e prendeva sempre la porta. Quest’anno trasforma mete.

Persia: piglia l’ammonizione facendosi male. Speriamo niente di grave, ormai è punto fermo

Suljic: l’importanza del suo recupero si è vista.

Cesarini: prova nervosa, forse ha inciso quell’occasione fallita nel primo tempo.

Morra: bene a movimento e movimenti, però uno che vuol fare il centravanti deve capire bene come funziona il fuorigioco.

Sono subentrati:

Palazzolo: entra al posto di Persia, meno fisico però si fa apprezzare.

Lamesta: non gli riesce sempre, ma è l’unico che subentrando spacca le partite.

Rossetti: occasioni in modica quantità per mettersi in evidenza.

Rizza: ancora pochi minuti di campo, ma sembra uno con del potenziale.

Zunno: la carta della disperazione è quella giusta. Prima rete biancorossa per lui.

Mister Scazzola: il ruolino di marcia dice cinque partite tre punti, non è che sia cambiato troppo da quello tenuto con Mister Scalise. Quello che si vede cambiato è l’approccio ai novanta minuti di partita, stavolta c’è pure il recupero.

TABELLINO DI PIACENZA – PADOVA 1 A 1

Piacenza: Tintori, Nava, Cosenza (Rizza 72’), Suljic, Morra (Rossetti 72’), Cesarini, Gonzi (Zunno 80’), Munari, Persia (Palazzolo 35’), Masetti, Frosinini (Lamesta 72’). Allenatore: Scazzola


Padova: Donnarumma, Belli, Ilie, Piovanello, Ceravolo (De Marchi 56’), Vasic (Valentini 81’), Russini (Liguori 56’), Cretella (Radrezza 56’), Zanchi, Gasbarro, Franchini. Allenatore: Caneo

Marcatori: 10’ Ceravolo (PD); 90’ Zunno (PC)

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