SCRITTO CON I PIEDI – Al Piacenza sfugge la vittoria contro Il Novara. La sorte dei Biancorossi è appesa a un filo.

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Buona l’idea di prorogare l’iniziativa “Porta amici allo stadio. Prorogavo anche la siccità di un paio d’ore, ma su quello la società Piacenza Calcio non ha voce in capitolo. La voce ce l’hanno messa i sostenitori del Piacenza Calcio: un po’ per sostenere la squadra, un po’ per imprecare contro il meteo avverso, un po’ sempre per imprecare, ma con obiettivi differenti dal meteo. Purtroppo la partita è stata una delle migliori stagionali disputata dai biancorossi. Purtroppo perché si desiderava assistere alla partita più brutta del mondo, ma vincerla. Magari con il tiro della domenica pescato da un rude marcatore. Per ironia della sorte il rude marcatore Cosenza ha davvero pescato il tiro della domenica. Una fucilata che si è piantata nel sette alla destra del portiere novarese, invano proteso in tuffo. Quel punto insaccato doveva diventare il triplice fischio. Da lì in avanti avremmo voluto vedere solo rinvii sbilenchi e gente rotolare a terra ad ogni minimo contatto. Avremmo voluto vedere finti crampi già nel primo tempo e riprese del gioco gestite da indecisi cronici. Recuperare il pallone uscito dal terreno di gioco doveva diventare impresa, le sostituzioni affidate in esclusiva a barellieri zoppi. Invece il Piacenza ha giocato bene, ha cercato il raddoppio e pur mostrando qualche imprecisione lo avrebbe meritato. A venti minuti alla fine invece arriva la congenita smagliatura difensiva dei ragazzi di Mister Abbate; è implacabile il centravanti piemontese davanti alla porta priva dei ripari. Si torna in parità, smette di piovere, esce un fastidioso sole che impedisce agli spettatori del rettilineo la visuale. L’ironica sorte continua a divertirsi con scherzi fuori luogo, ma forse è meglio così, perché quel che si riesce a intuire è un Piacenza frastornato che prova a buttarla sull’isteria della competizione. L’unico pericolo reale che i biancorossi riescono a produrre è la traversa colpita da Suljic. La parabola voleva essere un traversone, uno dei tanti traversoni tentati e non riusciti. L’arbitro dice basta così, dopo una punizione calciata malissimo da Chierico. La matematica invece non si pronuncia ancora e lascia accesa una fioca speranza. State sicuri che nessuno in settimana battezzerà la prossima gara (a Trieste) come una finale. Potrebbe davvero essere quella finale.

Analisi tecnica della partita Piacenza – Novara 1 a 1

Dopo due partite casalinghe e due punti ottenuti, a Mister Abbate sono saltati per aria tutti i pallottolieri utilizzati per stilare la tabella salvezza. Se vincendo con Novara avessimo rosicchiato un paio di punti alla Triestina, saremmo andati al “Nereo Rocco” con tutt’altro spirito. Con un se e una ruota sembra che le nonne diventino carriole.

Note positive di Piacenza – Novara 1 a 1

A una settimana di distanza dalla vescica lecchese svuotata in campo, Piacenza torna ad occupare le pagine di cronaca nazionali. Stavolta un calciatore del Novara ha sferrato un pugno a un tifoso piacentino. Calciatore in questura per accertamenti, tifoso al pronto soccorso per medicamenti e temo lavanda gastrica.

I voti di Piacenza – Novara 1 a 1

Rinaldi: ci tiene mettere in chiaro la gerarchia dei portieri, bravo.

Accardi: non che abbia moltissimo da sbrigare, ma è sempre calmo e lucido

Masetti: meno calmo e forse anche meno lucido di Accardi, soprattutto in occasione del pari.

Nava: era un rientro importante domenica scorsa, è uscito per infortunio in questa domenica.

Parisi: nel secondo tempo si carica la squadra sulle spalle e la porta avanti Quando arriva sul fondo non gli riesce sempre agevole crossare.

Rizza: è una garanzia, pur se anche lui paga dazio al rapporto tra traversoni provati e traversoni riusciti

Suljic: corre, ci prova, ma la diga degli anni scorsi non è più quella conosciuta.

Giorno: La sua miglior partita biancorossa.

Gonzi: prendeun’ammonizione ingenua e il mister lo cambia per non rischiarlo.

Cesarini: questo Piacenza avrebbe bisogno dei suoi giochi di prestigio. Ė sempre nel vivo, è sempre cercatissimo, ma stavolta gli riescono solo trucchetti.

Morra: lo marcano stretto, non si arrende mai. Prova anche la giocata marchio di fabbrica (accentrarsi e calciare in porta, nota per chi lo ha visto solo ieri per la prima volta), ma non gli viene.

Sono subentrati:

Cosenza: rileva Nava infortunato e segna il goal più bello della sua carriera.

Chierico: sostituisce Gonzi e replica Gonzi in tutto, tranne nella traiettoria dell’ultima punizione.

Capoferri: sostituisce Masetti infortunato dopo il pari.

Plescia: soliti dieci minuti generosi e vuoti di occasioni.

Munari: rileva Parisi e in dieci minuti riesce a convincere tutti quelli che lo vedevano per la prima volta, che rivederlo una seconda sarebbe sofferenza.

Mister Abbate: predica che abbattersi non ha senso, che abbiamo ancora possibilità. Bene, giochiamocele e se gli altri saranno più bravi, noi almeno avremo fatto il nostro.

Tabellino di Piacenza – Novara 1 a 1

Piacenza: Rinaldi; Accardi, Masetti (73’ Capoferri), Nava (32’ Cosenza); Parisi (80’ Munari), Suljic, Giorno (80’ Plescia), Gonzi (46’ Chierico), Rizza; Morra, Cesarini. A disp: Fossati, Tintori, Nocchi, Vianni, Palazzolo, Luppi, Zunno. Allenatore: Abbate


Novara: Desjardins; Khailoti, Benalouane, Carillo; Ciancio (79’ Lazaar), Calcagni, Rocca, Varone (66’ Margiotta), Ranieri (59’ Tentoni); Vuthaj, Galuppini (79’ Marginean). A disp: Menegaldo, Fragomeni, Saidi, Di Munno, Spalluto, Pelagotti, Federico, Pellegrino, Gonzalez. Allenatore: Marchionni

Marcatori: 43′ Cosenza, 71′ Vuthaj

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