
Lo stadio di Trieste è il più bello di tuta la serie C, meriterebbe altra categoria. A Piacenza abbiamo sperato che la Triestina cambiasse categoria, ma non per valorizzare lo stadio. La partita tra Triestina e Piacenza è finita in parità. Non ha determinato nulla per quanto concerne i cambi di categoria, sia per i biancorossi padroni di casa, sia per i biancorossi di casa nostra. Ha solo “consumato” un turno, il che è a tutto vantaggio di chi sta davanti. La sfida della disperazione andata in scena al Nereo Rocco, vedeva opposte le compagini che occupano diciannovesima (Triestina) e ventesima posizione (Piacenza). Il campionato è a venti squadre, facile intuire il perché dell’aggettivo: “disperazione”. Facile intuire anche la rabbia di Mister Abbate a fine partita. Prendere goal quando manca poco dal poter assaporare l’impresa, dopo una gara pressoché perfetta sul piano tattico, fa salire la pressione. Comunque l’arbitro non ha responsabilità sul risultato, se non quelle che si accolla in quanto essere lì come arbitro. Se il Piacenza era in nove quando ha preso goal, è perché sono stati espulsi due giocatori da espellere, non per invenzioni. Peccato perché ancora una volta la compagine piacentina si è lasciata riprendere (è l’undicesima di stagione in cui non si riesce a capitalizzare il vantaggio) da una squadra messa sotto con merito. Peccato perché con tre punti a Trieste accorciavamo di un botto la classifica. Peccato perché di peccati ne abbiamo commessi così tanti quest’anno che, uno in più, uno in meno, ormai fa poca differenza. La matematica non condanna ancora il Piacenza, ma le combinazioni diventano sempre meno, e sempre più impegnativo diventa combinarle. Come impegnativo sarà assemblare la squadra per la prossima partita, considerando quattro squalifiche certe, più infortuni vari. Eppure non disperiamo, anzi, usciamo bene dal Nereo Rocco di Trieste, rinfrancati dall’azione corale che ha portato al vantaggio siglato da Chierico. Tutto come recita il manuale del calcio, compresa la parata del portiere avversario che si oppone al tentativo di Morra. Inoltre adesso siamo in vantaggio negli scontri diretti con la Triestina, una briscola aggiunta per la volata finale. Dobbiamo solo staccarci dalla ventesima posizione e tenere un distacco di non oltre otto punti dalla sedicesima, che sarà mai? Dopo aver scoperto che in via Rasella è stata sterminata la Banda d’Affori, perché non dovremmo credere di poterci salvare?
Analisi tecnica della partita Triestina – Piacenza 1-1
Il Piacenza ha interpretato la gara come meglio non si poteva. Ha imbrigliato l’avversario, ha punto tutte le volte che si è affacciato in attacco, ha segnato un gran goal e lo ha difeso con le buone e le (troppe) cattive. Tutti a dire che la Triestina ha un organico che mal si sposa con la classifica. Nel nostro piccolo abbiamo sostenuto la stessa tesi per il Piacenza. I verdetti del campo sostengono altro.
Note positive di Triestina – Piacenza 1-1
Nella settimana dedicata alla Passione del Cristo, il Biancorossi ci regalano una settimana di analoga passione. Unica differenza: se sabato ci crocifiggono, per risorgere dovremo aspettare almeno un anno, non i canonici tre giorni.
I voti di Triestina – Piacenza 1 a 1
Rinaldi: Inoperoso e incolpevole.
Accardi: la prima ammonizione la guadagna perché scivola, la seconda perché in ritardo. Perderlo è stato il colpo inatteso.
Cosenza: la prima ammonizione la guadagna per un intervento sconsiderato, la seconda perché era inevitabile dato il temperamento e la posta in palio. Senza abbiamo retto bene.
Zanandrea: prestazione importante, si fa espellere per eccesso di saluti all’arbitro nel dopo gara, ma la macchia vera è l’intervento inadeguato sul traversone che porta al goal.
Parisi: il migliore dei nostri. Il picco di prestazione raggiunto con l’azione del nostro vantaggio, la buca in quella rovesciata tentata per spazzare, che per poco non innesca il più facile dei contropiedi.
Rizza: senza Cesarini diventa il faro di ogni puntata in avanti, solo che per arrivarci ha da coprire cento metri di corsa.
Suljic: capitano di grande diligenza, gran colpo di tacco nell’azione del goal.
Giorno: a Trieste si è visto il calciatore che volevamo vedere fin dal suo arrivo.
Chierico: si gioca al meglio la sua possibilità, esce stanco e felice. Sarà meno felice alla fine.
Plescia: poco incline al dolce stil novo, ma concreto. Il suo tiro a volo nel primo tempo dimostra che le doti da area ci sono. Potesse stazionarci di più…
Morra: Si è dannato per tutto il campo, ha provato a risolvere, ha quasi segnato, poi ha protestato e sabato sarà assente
Sono subentrati:
Masetti: rileva Plescia dopo l’espulsione di Cosenza, si batte.
Palazzolo: rileva Chierico che non ne può più. Corre.
Capoferri: rileva Morra dopo l’espulsione di Accardi. In tempo per vedere il pari.
Mister Abbate: chiave tattica ineccepibile, formazione schierata quella che tutti volevano. Però Mister: al ventitreesimo avevamo due centrali ammoniti, uno dei due era Cosenza. Mi è sembrato un gioco da ragazzi pronosticare che non avremmo finito in undici la partita.
Tabellino di Triestina – Piacenza 1-1
Triestina: Matosevic; Germano, Masi (77’ Minesso), Piacentini, Rocchetti (46’ Ciofani); Paganini (63’ Felici), Gori (62’ Malomo), Lollo, Tavernelli (71’ Adorante); Tessiore; Mbakogu. Allenatore: Gentilini
Piacenza: Rinaldi; Zanandrea, Cosenza, Accardi; Parisi, Suljic, Giorno, Chierico (75’ Palazzolo), Rizza; Morra (86’ Capoferri), Plescia (57’ Masetti). Allenatore: Abbate
Marcatori: 50’ Chierico, 87’ Piacentini




