SCRITTO CON I PIEDI – A Sesto San Giovanni gira male – Per il Piacenza è ancora sconfitta.

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È un quadro tinta unita quello che il triplice fischio dell’arbitro incornicia nello stadio Breda di Sesto San Giovanni. C’è mota ovunque, facce, maglie, tute, bandierine. Anche le scarpe del presidente Pighi non sono uscite indenni dalla fanghiglia. Pro Sesto e Piacenza si sono affrontate su un campo stretto, pesante, arato di fresco. Quanto sia difficile giocare in queste condizioni, lo noti solo se perdi. Se sei tu a sbagliare quel rinvio, che sai essere l’unico modo per sbloccare una gara inchiodata, allora ti accorgi di quanto il campo fosse stretto, pesante, arato di fresco. Purtroppo i ragazzi di Mister Scazzola hanno sbagliato il rinvio (ancora), hanno capitolato (ancora) e non lo meritavano (ancora). Ma torniamo all’inizio: la lettura delle formazioni offre una sorpresa per sponda. Nella Pro Sesto non c’è l’ex Corradi e non dispiace perché è un buono; nel Piacenza non c’è Persia, uno nato per giocare su campi stretti pesanti e arati di fresco. Il Mister gli preferisce Palazzolo, premio alla buona prestazione nel turno infrasettimanale. Manca il tempo di misurare la bontà della scelta, dopo pochi minuti Palazzolo si siede in mezzo al cerchio di centrocampo infortunato. Entra Persia, entra con vigoria spropositata e in tribuna si comincia a temere l’esposizione di cartellini rossi. Invece il primo tempo si chiude in parità, sia numerica, sia di risultato. Poche emozioni, ma partita robusta, apprezzabile. Alla ripresa dei giochi c’è subito il vantaggio Pro Sesto. Cosenza rinvia contro un avversario, che approfitta del rimpallo e punta l’area. La difesa biancorossa sembra aver recuperato posizione, c’è però un attaccante che intercetta il passaggio filtrante e gela Rinaldi. I piacentini non disarmano. Raddoppiano gli sforzi per riequilibrare, quasi ci riescono con una testata di Morra, respinta dal portiere quando già sembrava dentro. Forse la era anche. Espulso Munari, migliore in campo, che paga sì una entrata pericolosa, ma soprattutto il precedente giallo per inventata simulazione. Anche in dieci sono i Biancorossi a premere e i padroni di casa a difendere. E difendono bene, sono tutti grossi, sono uno in più, riescono a preservare fino alla fine il vantaggio conquistato. Non per niente Sesto San Giovanni è città medaglia d’oro della Resistenza. Non sono più la Stalingrado d’Italia, ma quella è un’altra storia.

Analisi tecnica della partita Pro Sesto – Piacenza 1 a 0

Tecnica non se n’è vista. Il pallone è rimasto in aria per almeno quaranta minuti. Del resto è l’unica maniera di giocare quando a terra non rimbalza. Le squadre erano speculari, linee difensive compatte, battaglia a centrocampo, gli attaccanti a pulire i pochi rinvii che arrivavano. Ha vinto la Pro Sesto che ha capitalizzato l’occasione di giornata. Al Piacenza non si può imputare niente, è girata male, capita.

Note positive di Pro Sesto – Piacenza 1 a 0

Si interrompe quella sottile striscia di risultati positivi, ma la squadra è sul pezzo, conferma le ultime buone uscite, concede poco e non si disunisce mai.

I voti di Pro Sesto – Piacenza 1 a 0

Rinaldi: poteva essere un’altra giornata da spettatore, invece gli tocca chinarsi per raccogliere la palla nel sacco. Poi nel finale c’è anche una gran parata.

Masetti: ha piedi fosforescenti. Riconosci il suo modo di calciare a banana in ogni condizione atmosferica.

Cosenza: un primo tempo in cui esalta e si esalta, poi salta fuori l’azione del goal. Non lo meritava. Ammonito mentre fungeva da raccattapalle, anziché stare fermo in panchina.

Nava: meno appariscente di Cosenza nelle respinte, ma a recuperi e chiusure è messo meglio.

Gonzi: disciplina e impegno super, a qualità ci ha abituato ad altro.

Rizza: bloccato nelle retrovie per necessità, se la cava bene. Ha sui piedi l’ultima possibilità di pareggiare, penso abbia calciato ad occhi chiusi.

Palazzolo: l’infortunio che pesa.

Suljic: mette ordine nella battaglia di metà campo. L’arbitro non apprezza come posiziona la palla per la battuta dei corner, il pubblico può constatare quanto siano piccoli gli archi d’angolo a Sesto San Giovanni.

Munari: è tornato quello conosciamo, lo rivedremo tra una giornata per espulsione ingiusta.

Cesarini: paga più di tutti le condizioni del terreno, ma addomestica palloni impossibili e guadagna falli a ripetizione.

Morra: l’impressione è che stia sempre meglio e che gli abbiano negato un goal.

Sono subentrati:

Persia: la sua carica è stata una delle cose memorabili di questa sfida.

Nelli, Frosinini, Rossetti: Cambi da pochi minuti per cercare di scompaginare le carte in tavola.

Mister Scazzola: non lo avevamo ancora visto togliere due centrali con la squadra in dieci, eppure ieri ha provato anche quello. Il Mister ha costruito il suo gruppo e con quelli, salvo nuovi ingressi, andrà fino alla fine. L’utilizzo del verbo “salvo” non è casuale.

Tabellino di Piacenza – Triestina 2 a 0

Pro Sesto: Del Frate, Gattoni, Wieser (Boscolo Chio 74’), D’Amico (Moreo 83’), Capelli, Marzupio, Giubilato, Gerbi, Toninelli, Moretti, Bruschi (Maurizi 77’). Allenatore: Andreoletti


Piacenza: Rinaldi, Rizza, Nava, Cosenza (Rossetti 81’), Suljic (Nelli 77ì), Morra, Cesarini, Palazzolo (Persia 8’), Gonzi, Munari, Masetti (Frosinini 81’). Allenatore: Scazzola

Marcatori: 50′ D’Amico

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