
L’ultima partita di campionato era fissata al 25 aprile. Per consentire recuperi ancora in corso e chiudere la stagione tutti insieme, gli organi federali prorogarono oltre. L’ultima partita di campionato era fissata al 25 aprile. Quando uscirono i calendari, parve una data troppo ravvicinata. L’ultima partita di campionato è oggi fissata al 2 Maggio. Il Piacenza, rispettoso delle scadenze, ha terminato la propria stagione il 25 Aprile. L’obiettivo salvezza, prestabilito all’uscita dei calendari, è raggiunto con una giornata d’anticipo: una Liberazione. I ragazzi di Mister Scazzola sbancano lo splendido impianto di Vercelli. Con una rete per tempo, con una qualità di gioco vista di rado, e si impongono al cospetto di un’altra “grande”. Abbiamo avuto fortuna con la Pro Vercelli, incontrandola sia all’andata che al ritorno, in formazione rimaneggiata. Abbiamo avuto fortuna, ma se all’andata l’abbiamo sprecata gettando la vittoria nel finale, nel ritorno ci abbiamo costruito l’impresa finale. Oggi c’è lo scarico della tensione accumulata, ci sono elogi per tutti. Da domani si comincia a pensare al futuro. Un futuro che sarà professionistico.
Bella la partita allo stadio Silvio Piola. Dopo quattro minuti Pedone ha già una buona occasione, ma è prematura e la spara fuori. Le trame di gioco sono veloci su entrambi i fronti. Le difese lavorano perché a centrocampo si punta a giocare. Alla mezz’ora su azione da calcio d’angolo, arriva il goal di Cesarini. Mentre il Mago saluta la tribuna con mano poggiata di taglio sulla fronte, penso a quanti goal abbiamo preso su corner e che adesso li mettiamo dentro noi. La sfuriata dei padroni di casa sbatte contro la determinazione biancorossa. Anche la bravura di Stucchi ha il suo peso. Il nostro portiere arriva nell’angolo basso in cui un avversario aveva indirizzato la palla. Nell’intervallo mi perdo a guardare i balconi sovraffollati che danno sullo stadio. La distanza è paragonabile al secondo anello di San Siro. Ce n’è uno in vendita, chissà se vista campo si paga come vista mare. Riprende il gioco, stavolta la prima occasione è dei bianchi, ma la pressione dura poco. Palma sale in cattedra, Cesarini si esalta nella sua disciplina preferita: far sparire il pallone. Una super parata nega a De Respinis di salire a quota tre nella classifica dei marcatori. Il portiere avversario non può invece impedirlo a Lamesta che lo fulmina con un tocco a girare. E la portiamo a casa, tenendo il 2 a 0 fino alla fine. Quella fine che ci eravamo prefissati.
Protagonisti:
Stucchi: Era lì da inizio stagione, sembrava non ci credessero. Ha saputo aspettare, giocarsi al meglio la sua occasione. Si sono ricreduti tutti.
Tafa: gli hanno rinnovato il contratto. Normale, si vede che è forte.
Battistini: prestazione impeccabile del capitano.
Simonetti: alla prima esperienza tra i professionisti, qualche alto e basso a caratterizzarne il rendimento. Quando gioca “alto” come ieri, assicura che ci sarà un lungo seguito tra i professionisti.
Pedone: ha tutto: fisico, forza, tecnica, eleganza. Poi si perde via.
Corbari: si è infortunato, un colpo alla testa, ma è già metabolizzato. L’adesivo che ha tenuto insieme tutti, per tutta la stagione.
Suljić: schierato in posizione più avanzata, inizia in sordina. Quando si è alzata la fisicità della sfida, è uscito il leone.
Palma: migliore in campo assoluto. Aiuto costante ai compagni, corsa perpetua, qualità nei servizi. Il pubblico applaude.
Gonzi: penso che il Mister si sia complimentato parecchio negli spogliatoi. Ha calibrato le incursioni, ha sprangato la fascia, si è procurato un paio di occasioni da rete.
Cesarini: quando parte accarezzando la sfera con la suola, non ce n’è per nessuno. A inizio ripresa Pedone avrebbe dieci metri di campo libero per un comodo cross, mentre il Mago è marcato. Palma, che ha visto entrambi, lo serve lo stesso. Perché si libera, garantito.
De Respinis: mette l’assist per il goal di Cesarini, mette tutto quello che ha per disturbare gli avversari. Unico neo: la parata del portiere è bellissima, ma si poteva segnare.
Sono entrati:
Scorza: rileva Corbari e confesso di non essermi sentito tranquillo. Sfodera invece la sua miglior prestazione in biancorosso. Prima fornisce il quasi assist a De Respinis, poi quello intero a Lamesta. Il cambio che serviva.
Lamesta: rileva De Respinis e si conferma giocatore capace di indirizzare le partite. L’anno scorso era nelle giovanili biancorosse, oggi è quello che sigilla la serie C mantenuta. Grande soddisfazione.
Martinbianco: rileva Pedone per passare alla vecchia, cara, marcatura a uomo.
Maio: rileva Cesarini e il primo pallone che tocca è un servizio di tacco al volo. Un funambolo per un funambolo.
Mister Scazzola: premetto che non ritengo un miracolo la salvezza, questa squadra ha valori importanti. Il prodigio del Mister è stato trasformarsi in parafulmine, deviando le negative scariche indirizzate ai vertici societari, riportando l’attenzione verso le cose di campo. Il Mister in tre mesi ha vinto una sfida fondamentale, e noi con lui.
Pro Vercelli – Piacenza 0-2
Pro Vercelli: Saro, Hristov, Masi, Iezzi, Clemente, Emmanuello (76 Romairone), Awua, Zerbin (76 Costantino), della Morte, Comi, Rolando (76 Erradi). A disposizione: Tintori, Scalia, Esposito, Merio, Carosso. Allenatore: Modesto
Piacenza: Stucchi, Simonetti, Battistini, Tafa, Pedone (70’ Martimbianco), Corbari (58’ Scorza), Palma, Suljic, Gonzi, De Respinis (70 Lamesta); Cesarini (79 Maio). A disposizione: Libertazzi, Miceli, Saputo, Babbi, Galazzi, Visconti, Cannistrà. All.: Scazzola
Marcatori: 28’ Cesarini, 71 Lamesta




