SCRITTO COI PIEDI – Riparte il Piacenza tra novità e normalità

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Si ricomincia, volenterosi, volentieri. Il 29 Agosto è la data dell’avvio di campionato per il Piacenza Calcio. Scongiurato sul filo di lana il cambio geografico. Qualche ripescaggio mirato, qualche rinuncia al diritto di partecipazione, hanno condotto gli organi federali a comporre i gironi con il criterio d’una volta: Girone A per il nord, girone B per il centro, girone C per il sud. Sembra piuttosto sensato. Al torneo prossimo a partire, la squadra biancorossa si presenta con frizzanti novità. La rosa è rimodellata sul nucleo che ha saputo agganciare la salvezza nella scorsa stagione. I recenti innesti sono profili da addetti ai lavori. Giovani che si affacciano per la prima volta al professionismo. Meno giovani che il professionismo lo conoscono, ma che ancora non hanno scolpito i loro nomi nel marmo dei tabellini. Il Direttore Generale-Sportivo Marco Scianò ha lavorato poco sui portieri. Con Stucchi e Libertazzi sapeva di avere ampie garanzie. A loro ha affiancato il giovane Pratelli che, dimostrando carattere, ha preso la maglia col numero 1. Nella categoria difensori invece ci si è dato dentro. Ai confermati Tafa, Marchi, Simonetti si sono aggiunti: Codromaz, Nava, Armini, Giordano, Parisi, Burgio, Angileri. Di questi conosco solo Codromaz. Per assurdo, prendendo in riferimento la formazione dello scorso anno, sarà il reparto con meno modifiche. A centrocampo i lavori sono in fermento. Per ora il sito ufficiale della società biancorossa inserisce quattro cognomi: Suljic, Bobb, Corbari, Marino. Pochi a naso. Il reparto attaccanti vede i “vecchi” Lamesta, Gonzi, Cesarini, affiancati dai nuovi arrivi Dubickas, Gissi, Spini. I finalizzatori, quelli che incendiano la speranza del tifoso, sembrano divenuti merce rara. Raro equivale a costoso, quindi non si prendono in considerazione. In sede hanno preferito puntare sull’appeal dell’esotico. Tolto il giovane Spini, Edgaras Dubickas è lituano. Lì di solito giocano a pallacanestro (infatti è un bel “tarello”), vedremo se anche a calcio ci sanno fare. Kevin Gissi invece è svizzero-argentino. Ce ne saranno due nel mondo: lui e suo fratello (calciatore tra l’altro). Entrambi hanno esperienza alle spalle, entrambi devono ancora affinare dimestichezza col metterla dentro.

Novità frizzanti si diceva, e lo sono. I giovani calciatori, quelli richiesti dalla quota “Under”, arrivano da squadre di lignaggio. Sempre piacevole scoprire il talento. Sperando ne abbiano. La multietnicità della rosa, per noi che ci siamo ritagliati uno spigolo di storia con l’autarchismo, è stimolante. Mister Scazzola, che nuovo non è, ha però la possibilità di cominciare dall’inizio, di modellare la squadra, di viverla in toto. Le giocate di Cesarini. Pure lui non è appena uscito di concessionaria, ma il Mago sa solo sorprendere. E poi ci sarà il ritorno dei tifosi sugli spalti. La normalità della campagna abbonamenti partita, il settore ospite accessibile, la voce dello stadio che torna ad essere quella della gente e non quella degli altoparlanti. Seguire la serie C, è di nicchia, seguire il Piacenza è nicchia nella nicchia, ma sono convinto che sapremo sfruttare l’opportunità di stare insieme, di fare gruppo. Per quanto disposti scacchiera, come da normative sanitarie vigenti.

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