SCRITTO COI PIEDI – Piacenza vince a Sesto San Giovanni 3 a 1: la trasferta perfetta.

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Partire da Piacenza a un’ora dal fischio d’inizio. Arrivare allo stadio con dieci minuti d’anticipo sulle previsioni del navigatore. Trovare parcheggio a trenta passi dall’ingresso. Perdere cento euro nell’estrarre il documento. Avere in coda uno che ti cerca e te li restituisce. Segnare tre goal senza concedere un tiro agli avversari. Siccome la perfezione non è di questo mondo, Tafa perde la barella a partita finita. Il rigore conseguente è di poca spesa. La squalifica che subirà, la valuteremo sabato.

Non ero mai stato nello stadio della ex Stalingrado italiana. Piccolo, bello, ma capisci perché a Piacenza abbiamo un impianto sovradimensionato. Il piacentino ha bisogno di spazio, stare gomito a gomito innervosisce. Quelli del servizio d’ordine hanno infatti avuto il loro daffare, per calmare le opposte dirigenze in tribuna centrale. Il campo mi è sembrato pessimo. Duro, polveroso, sconnesso, inadatto per chi vuole esprimere gioco. Il dubbio di quanto si voglia esprimere gioco, sorge spontaneo. Con un cenno sul pallone di gara chiudiamo con la cronaca del primo tempo. Il colore ricordava uno di quei palloni da allenamento, verdastro per il troppo uso. Chissà se era anche un po’ ovale per i troppi impatti subiti.

Si, è successo poco nella prima frazione, ma la squadra ha capito che bastava poco per portare a casa la posta piena. Nella ripresa sono sufficienti cinque minuti per verticalizzare a modo. Corbari legge in anticipo le intenzioni di Gonzi e si infila in area. Il fallo sul nostro è netto, lui prova comunque a concludere, esce. Non sussistendo vantaggio, l’arbitro assegna il rigore. Cesarini si auto incarica, trasforma ed esulta. Il raddoppio se lo inventa proprio Cesarini. Lascia sul posto l’avversario e inchioda di colpo. Travolto dal maldestro recupero, toglie remore al direttore di gara che concede il secondo tiro dal dischetto. L’esultanza post trasformazione, lascia intendere che mago Cesarini avesse qualche sassolino da togliersi in loco. Transita troppo vicino alla panchina della Pro Sesto per non notarlo.

Col passivo duplicato i locali partono all’arrembaggio. I biancorossi li arginano ben prima dei sedici metri. Quando Lamesta mette il terzo punto, stavo già pensando a cosa ordinare per cena. Nel recupero c’è purtroppo spazio per l’episodio descritto all’inizio. A palla in altra zona, Tafa e il suo uomo proseguono un inutile bisticcio. Si strattonano, il centrale biancorosso è più energico. Sono in area, all’espulsione segue la punizione massima, cui segue il goal della bandiera lombardo. In uscita incrocio il presidente Pighi. L’elegante mascherina biancorossa fatica a celarne la soddisfazione.

Protagonisti:

Stucchi: una meritata giornata di riposo, ma stavolta ha calciato così così.

Marchi: se possibile, sempre più padrone della propria area. Se possibile.

Tafa: arriva in Nazionale, è sicuro. Fermo restando che certi errori costano troppo, anche a partita chiusa.

Simonetti: è l’intuizione di Mister Scazzola, quella che ha blindato la difesa.

Pedone: altra mossa importante del Mister. La sua azione non è sempre logica, ma quante situazioni risolve?

Corbari: nel primo tempo si mangia l’occasione. Si rifà nel secondo, quando conquista il rigore “sbloccatutto”. Spero non sia uscito per infortunio.

Palma: il capitano è ovunque. Lo cercano, lo trovano semplice. Se migliora la balistica sui piazzati è fatta.

Suljic: capisco l’importanza che ha nello scacchiere del Mister, però ieri ci ha picchiato qualche dormita di troppo.

Visconti: la prestazione è claudicante: passo buono, qualità rivedibile.

Gonzi: non ci si stanca mai di fargli complimenti. Serve e basta.

Cesarini: quando segna si bacia la “vaiola”. Magari in quella posizione lui ha un tatuaggio. Sul mio deltoide c’è la cicatrice del vaccino anti vaiolo.

Sono entrati:

De Respinis: rileva Visconti, svaria per tutto il fronte d’attacco. È un fresco ex, ci terrebbe a rinverdire il ricordo del bomber con un goal, ma l’arbitro glielo annulla.

Lamesta: rileva Cesarini, il suo goal invece entra nel tabellino.

Battistini: rileva Pedone, aumenta i centimetri da opporre agli ultimi attacchi avversari.

Galazzi: rileva Corbari, calcia la punizione che Lamesta trasforma in rete.

Mister Scazzola: Ieri era squalificato, in panca c’era Greco il vice. Non se n’è accorto nessuno, tutto è funzionato come da suoi dettami. Ha in pugno la squadra.

Pro Sesto – Piacenza 1-3

Pro Sesto: Livieri; Maldini (61 Giubilato), Pecorini, Caverzasi, Franco; Gualdi, Gattoni (59 Bocic), Marchesi; Maffei (61 Ngissah), Mutton (17 D’Amico), Scapuzzi. A disposizione: Del Frate, Di Munno, Palesi, Cominetti, Ntube, Parrinello, Ruggiero. Allenatore: Parravicini

Piacenza: Stucchi; Simonetti, Tafa, Marchi; Pedone (77 Battistini), Palma, Suljic, Visconti (74 De Respinis); Corbari (61 Galazzi), Gonzi; Cesarini (77 Lamesta). A disposizione: Libertazzi, Martimbianco, Renolfi, Miceli, Scorza, Maio, Babbi, Cannistrà. Allenatore: Scazzola (squalificato)

Marcatori: 48 Cesarini, 58 Cesarini, 89 Lamesta, 93 D’Amico.

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