“SCRITTO COI PIEDI” – Piacenza – Pro Vercelli 1 – 1. Cose buone cose, cose meno buone

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DI CESARE RAIMONDI

La prima partita del 2021, anno vaccino, ha nascosto la chiave di lettura. Nel freddo angolo di tribuna in cui mi sono isolato, si è visto il Piacenza giocare alla pari contro la Pro Vercelli. Che sia finita in pareggio potrebbe quindi non sorprendere. Sempre da quel freddo angolo ho però avuto l’impressione che il Piacenza avrebbe dovuto scriverla in altro modo questa sfida. Il primo tempo, per quanto avaro di occasioni, ha evidenziato le difficoltà della squadra coi sette scudetti. I piemontesi avevano assenze importanti, si sono votati al contenimento ad oltranza. I biancorossi non hanno forzato. Potevano. La seconda frazione comincia con più effervescenza. Vero che il primo pericolo risulta a nostro carico, però per due volte mettiamo l’uomo in porta, e soprattutto otteniamo il rigore sblocca gara. Sul Garilli cala la sera. Si accendono i fari, mentre nel Piacenza si spegne la luce. Di fatto i ragazzi di Manzo si schierano con l’inedito modulo 1-10, non escono più dalla propria metà campo. La chiamano paura di vincere, o qualcosa del genere Il Mister, presumo per caricarsi la responsabilità della situazione, avvalora lo schieramento con una doppia sostituzione di copertura. Il pari ospite arriva nel finale. Lo innesca un pasticcio individuale, ma erano venti minuti che gli individui biancorossi pasticciavano. Lo chiamano pallone che scotta, o qualcosa del genere. Nel poco tempo che rimane a disposizione, ammiro le qualità di Libertazzi portiere. Se muoviamo la classifica molto merito è suo.

Protagonisti:

Libertazzi: Nel primo tempo è un prodigio quello con cui arriva su un cross deviato in porta. Nel momento di barca collettiva anche lui ci sale. Si riprende e si esalta per archiviare il pari.

Battistini: era al centro dei tre dietro, era capitano. Molto sicuro fino a che niente c’era da fare, poi brutte cose.

Corbari: Sempre molto lucido, anche quando i compagni girano come farfalle attorno alla lampada.

Martinbianco: è il migliore di giornata. Evita complicazioni, ringhia da veterano.

Simonetti: Molto, ma molto bene la prima ora. Viene risucchiato dal marasma che chiamano paura di vincere, o qualcosa del genere

Galazzi: moto incessante, gli manca la lucidità di toccare bene i quei palloni decisivi.

Palma: non mancò l’impegno, ma la sicurezza di affidargli l’iniziativa è sbiadita.

Pedone: adesso che sta bene, si vede la qualità del calciatore.

Gonzi: il terzino Gonzi rende come l’ala Gonzi. Solo che partendo da molto distante ha meno opportunità di essere decisivo. Di necessità, virtù.

Heatley: da falso centravanti è molto bravo a creare spazi, a rubare tempo ai difensori, a proporre scambi. L’intenzione di puntare la porta è da capire.

Lamesta: è esplosivo. Girano le scatole quando cerca il rigore anziché calciare a rete, però risulta il nostro elemento più pericoloso.

Sono entrati:

Maritato: rileva Heatley, calcia molto bene il rigore.

Visconti: rileva Lamesta, ed è il recupero importante. Lo si visto anche ieri.

Bruzzone: rileva Martinbianco, l’errore è grosso non è suo.

Ghisleni: rileva Gonzi, ancora non me lo spiego.

Mister Manzo: schiera l’ennesima formazione sorpresa. Mi sono spesso entusiasmato per le sue scelte e per il coraggio. Ieri meno.

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