SCRITTO COI PIEDI – La sorpresa agrodolce nell’uovo: Piacenza prima scivola, si rialza e pareggia con la Lucchese 1-1

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CORBARI

Lo spartiacque di questo campionato è stata la traversa di Lucca. La colpì Maritato, calciando di prima intenzione la palla spiovente. Uno dei pochissimi gesti da centravanti visti sin qui. Da quella traversa nella gara d’andata è cambiato tutto. A Lucca poi perdemmo. Le convinzioni in casa biancorossa presero a logorarsi. Partirono gli ultimatum al progetto estivo. Questo turno di ritorno con la Lucchese ha trovato le due compagini con classifica un poco migliorata. I toscani erano ultimi sparati, i biancorossi erano nel limbo playout. Questo turno di ritorno con la Lucchese ha trovato un Piacenza molto più convinto dei propri mezzi. Nella prima mezzora i padroni di casa vanno al tiro sei volte: tre con Visconti, due con Palma, una con Suljić. Prendere la porta sembra rientri nel digiuno pasquale. I biancorossi, per il secondo turno consecutivo, paiono più forti dell’avversario. Nel complesso divertono, ma il loro non segnare rinforza le difese avversarie. La vitalità in fascia, poco a poco, si spegne, ci si ingarbuglia nel centro intasato. Arriviamo al riposo con speranze intiepidite.

Il secondo tempo invece comincia bene. Corbari ha una grossa opportunità, Cesarini una piccola. I Lucchesi, stuzzicati, chiudono a riccio. Mister Scazzola cambia modulo, mette una punta per un centrocampista. Niente da fare. Poi prova rivitalizzare il centrocampo, dentro la spinta di Galazzi al posto di un difensore. Arriva il goal dello svantaggio. Pensi che è un campionato strano: prendi quattro punti al Como capolista, ne lasci sei a Lucca papabile fanalino di coda. Quando Corbari l’ha raddrizzata grazie a una super incornata, in tribuna eravamo lisi. Il cocktail di calciatori rantolanti a terra e di palloni che non trovano la porta, devasta l’organismo. Quando Corbari l’ha raddrizzata, rimaneva anche il tempo per vincerla. Purtroppo la giocata “mostro” di Cesarini è stata vanificata sulla riga. In un metro quadro ha dribblato cinque giocatori. Se entrava, lo scettro di goal più bello del secondo secolo biancorosso era suo. Il se non ha mai fatto storia purtroppo.

Protagonisti:

Stucchi: altro turno di riposo e altro rigore contro. Stavolta lo para, ma la ribattuta finisce tra i piedi dell’avversario. Impressiona la voce da lottatore di sumo con cui richiama la difesa.

Marchi: Non c’è niente da marcare, prova a proporsi come centrocampista aggiunto. Di ruvido piede.

Battistini: al rientro sulla nave titolare. Il capitano è sembrato soffrire un po’ il mal di mare.

Simonetti: troppa irruenza in alcune situazioni. Oltremodo irruente in area, la nostra.

Pedone: è partito a gasato a mille, poi ha trovato un argine. Più suo che avversario.

Corbari: altro contributo sostanzioso a una stagione da cornice. Con dedica per chi sminuisce i calciatori arrivati dalla serie D.

Palma: senza la fascia da capitano il baricentro di Antonio ne risente. Non riesce a calciare preciso.

Suljić: prova di sostanza nella mediana biancorossa. Con la struttura che ha, trovo curioso calci i corner, anziché andare a riceverli.

Visconti: nel primo tempo è l’uomo in più d’attacco con tre conclusioni pericolose. Non dico tutte, ma centrare una volta la porta, avrebbe giustificato l’aggettivo “pericolose”.

Gonzi: gli riesce di esprimersi sui livelli della gara d’andata. Fu la sua prestazione più opaca.

Cesarini: con lui appare li pallone, scompare il pallone. Con lui appare il Mago, scompare il Mago. È un giocatore di classe, inutile girarci attorno.

Sono entrati:

De Respinis: rileva Palma e ha un paio di buone opportunità. Sembra soffrire di iperattivismo.

Galazzi: rileva Visconti e prendiamo goal. La sua azione serrata è comunque utilissima per l’assalto al riccio lucchese.

Lamesta: rileva Pedone perché servono qualità e velocità. Si conferma dotato.

Mister Scazzola: mi sono perso a numerare quanti calciatori c’erano in panchina. Ne ho contati dodici. Eppure il Mister è uno che ti lascia indovinare la formazione già dal martedì pre gara. Sembra statico, invece piazza sempre il colpo. Ieri, come tutti, si aspettava qualcosa di meglio al triplice fischio.

Piacenza – Lucchese 1-1

Piacenza: Stucchi; Simonetti, Battistini, Marchi; Pedone (73 Lamesta), Suljić, Palma (54 De Respinis), Visconti (69 Galazzi); Corbari, Gonzi; Cesarini. A disposizione: Libertazzi, Martimbianco, Renolfi, Miceli, Scorza, Maio, Babbi, Breganti, Cannistrà. Allenatore: Scazzola

Lucchese: Pozzer; Pellegrini, Panariello, Benassi, Maestrelli; Meucci, Panati (84 Dumancic), Sbrissa; Nannelli, Marcheggiani (30 Petrovic); Bianchi. A disposizione: Biggeri, Lionetti, Dalla Bernardina, Solcia, Forciniti, De Vito, Durante. Allenatore: Lopez

Marcatori: 71 Bianchi, 84 Corbari

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