Addizionale IRPEF, le nuove aliquote: esenzione fino a 15mila euro di reddito, ma salgono a 50mila i piacentini che pagheranno di più

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È in fase di approvazione la nuova addizionale della Giunta Tarasconi che prevede un incremento della fascia di chi non pagherà più nulla ma anche di quella che verserà di più al Comune

Dal 2023 nel Comune di Piacenza sarà in vigore una nuova addizionale IRPEF. In commissione si affronterà l’argomento, poi ci sarà il passaggio per l’approvazione in Consiglio comunale entro la fine di febbraio. L’amministrazione di Katia Tarasconi, insediata dal luglio scorso, ha deciso di innalzare anzitutto l’esenzione per l’imposta che fino ad ora era per redditi fino agli 11mila euro e da quest’anno sarà fino ai 15mila, che consente di esonerare dall’addizionale una platea di 28.228 contribuenti, il 36,27% dei contribuenti che in tutto sono di 77.833 piacentini. Si tocca, in altre parole, il livello di esenzione più alto tra le città limitrofe (a Parma e Cremona gli esentati arrivano fino a 12mila euro). In termini assoluti sono 5.429 gli esonerati che si aggiungeranno: in totale quasi 4 piacentini su 10 non pagheranno l’addizionale IRPEF. Nella delibera restano quattro scaglioni di reddito e le aliquote applicate in maniera progressiva: fino a 15mila euro l’aliquota applicata è dello 0,69% (ma di fatto per questa percentuale scatta l’esenzione), nella fascia compresa tra 15mila e 28mila euro si pagherà lo 0,70%, tra i 28mila e i 50mila euro lo 0,79%, oltre i 50mila euro lo 0,80% (il massimo imponibile per la normativa vigente). Il gettito presunto derivante dall’applicazione delle nuove aliquote e della nuova soglia di esenzione per ogni annualità del triennio 2023-2025 sarà pari a circa 12.915.873 euro, per un totale di 38,7 milioni di euro nel triennio. Nel 2020, ad esempio, l’ammontare complessivo del gettito IRPEF è stato di 8,7 milioni di euro: con questa correzione Piacenza incasserà 4,2 milioni di euro in più.

Quindi, un cittadino con reddito annuo di 15mila euro, al limite quindi della fascia di esenzione, nel 2022 ha pagato 63 euro che, invece, grazie all’ampliamento della franchigia, nel 2023 non dovrà più versare nulla. Chi dichiara 20mila euro pagava 89 euro, ora 138,50, con un aumento di 49,50 euro (4,13 euro in più al mese, 14 centesimi al giorno). Un reddito di 50mila euro passa da 280,20 a 368,30 euro, che significa 88,10 euro in più all’anno (7,34 al mese, 24 centesimi al giorno), incremento, questo, che accomuna tutti gli imponibili da questo importo in su.

L’opposizione consiliare ha sparato a zero fin dal primo annuncio di aumento dell’addizionale, definendolo una doccia fredda sui cittadini, specie in una fase di difficoltà economica come l’attuale. “Le principali entrate di un Comune sono l’IMU e l’IRPEF e i conti al momento non tornano. Per coprire le spese non ci sono sufficienti entrate – ha spiegato più volte la sindaca Tarasconi -, non a cuor leggero abbiamo iniziato a studiare i numeri. Abbiamo prima fatto una ricognizione su cosa tagliare anche se non era sufficiente, abbiamo valutato se tagliare progetti futuri per la città come il PNRR, così come non si può intervenire sulle bollette dell’illuminazione pubblica e il riscaldamento per scuole e case di riposo. Piacenza ha le aliquote più basse dell’area. A Parma e Cremona sopra i 12mila euro tutti pagano lo 0,80%, noi abbiamo una situazione ben diversa con differenti aliquote. La decisione allora è stata tra tagliare (i servizi, ndr) oppure aumentare le aliquote per improntare l’azione di questo Comune, non rinunciare ai progetti e non tagliare i servizi”.

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