Al di là di incontri pubblici e promesse, per evitare al Copra Elior un epilogo da crisantemi le possibilità sono sostanzialmente due: o l’ingresso di un imprenditore piacentino molto forte o l’approdo di un grande gruppo internazionale, anche se il top (ma siamo ai limiti dell’utopia) sarebbe ovviamente la somma delle due cose.
Benché praticamente assimilabile ad un sogno di mezza primavera, la possibilità esiste e andrebbe percorsa, perchè i recenti precedenti locali (calcio e basket, tanto per dirne due), rendono immediato comprendere che le strade percorse fino ad ora porteranno quasi certamente ad un vicolo cieco che potrebbe danneggiare (e sarebbe il colmo) anche l’attività della Rebecchi Nordmeccanica appena bi-scudettata.
Facciamo i nomi dei sogni. La realtà nostrana che potrebbe avere vantaggi ad entrare nel mondo del volley è la Formec Biffi, che ha sede a San Rocco al Porto ma è guidata dal piacentino Pietro Casella. Perché proprio la Formec Biffi? Perché, con i suoi due marchi Biffi e Gaia, è un’azienda leader nel settore alimentare che (scommettendo negli anni ’60 sulla maionese, in un’epoca in cui in Italia i cibi pronti rappresentavano ancora un’eccezione) ebbe una straordinaria intuizione sull’evoluzione di questo mercato, con l’affermazione della grande distribuzione e di altri stili di consumo: un’impresa sana e forte, che lavora per anticipare le esigenze del mercato “con un’attenzione particolare – si legge nel sito – ai segmenti più evoluti che trainano la domanda” e “crede nel valore della cultura di impresa etica”, potrebbe avere uno sbocco naturale nell’ingresso in un mondo – quello del volley italiano – dall’immagine decisamente migliore rispetto ad altri sport (vedi calcio) e seguito da un pubblico (le famiglie di tutta Italia, ma non solo) che certamente dell’andamento del mercato decidono una larga fetta.
L’alternativa multinazionale potrebbe essere Amazon. La celebre azienda statunitense di commercio elettronico ha inaugurato pochi giorni fa il nuovo centro di distribuzione nell’area logistica di Castelsangiovanni (un ultratecnologico magazzino da 75mila mq) ed ha annunciato di voler crescere nei prossimi tre anni dai 420 dipendenti a tempo indeterminato di oggi a mille. Ciò significa che il colosso di Seattle pensa di avere notevoli margini di crescita in Italia, Paese nel quale il pubblico del volley – composto in larga parte da famiglie – certamente rappresenta un target di enorme importanza per il futuro dell’e-commerce.
Ecco che allora rilevare il Copra Elior – anche a livello d’immagine, una scelta che (proprio perché non necessaria) suggellerebbe il rapporto del marchio con il territorio che ne ospita un pezzo di rilievo – e magari il palazzetto (che potrebbe diventare una ‘Amazon Arena’ pronta ad ospitare non solo sport, ma tanti altri eventi che con il supporto di una grande azienda diventerebbero certamente più facili da organizzare) potrebbe essere una clamorosa chance per un enorme ritorno d’immagine ad un costo – per una multinazionale come Amazon – praticamente risibile.
Se lo sport – e in particolare il volley – possa o meno rientrare nella sfera di interessi di chi può decidere non lo sappiamo, ma può non essere materia per sterili scontri se la posta in palio è salvare una squadra che ha tenuto alto il nome di Piacenza in tutta Europa e se il target che con la pallavolo si può raggiungere è di interesse per chi decide di fare un passo verso lo sport.
Difficile che accada, ma provarci – chi può, telefoni e sia convincente – sarebbe apprezzabile.
L’alternativa – ma è solo un promemoria – sarebbe l’ennesimo funerale.




