Salita al Pordenone,
la città che non ti aspetti

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Un’esperienza che dimostra come Piacenza non sia quella città chiusa e autoreferenziale che molti immaginano e come non sia necessario importare quadri di artisti famosi per fare mostre di successo ma che occorra imparare a valorizzare le eccellenze piacentine. Che sono tante e quasi tutte sconosciute al grande pubblico. Si è chiusa con un grande successo di visitatori la Salita al Pordenone in Santa Maria di Campagna, l’iniziativa curata dalla Banca di Piacenza che si è confermata – come da previsioni – il maggior evento culturale del 2018.
100 gradini, 100 passi, per immergersi negli affreschi di Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone – nella cupola della chiesa di Santa Maria di Campagna – sono stati compiuti in poco più di quattro mesi da decine di migliaia di visitatori.
La cupola pordenoniana è stata resa raggiungibile attraverso il camminamento degli artisti interamente restaurato dalla Banca di Piacenza e messo in sicurezza, sostituito in alcune sue parti e completato da piazzuole e da panchine riposo. Un’occasione imperdibile per ammirare il lavoro dell’artista friulano del Cinquecento che ha realizzato a Piacenza gli affreschi della cupola maggiore della Basilica di Santa Maria di Campagna (“Forse la sua opera più importante”, come ha dichiarato Vittorio Sgarbi). E’ stata resa possibile anche una magnifica visione del panorama della città sempre grazie all’intervento della Banca che ha sostituito i vetri smerigliati della galleria sovrastante il tamburo. L’istituto di via Mazzini ha provveduto anche alla nuova illuminazione, curata dall’architetto Carlo Ponzini (autore del logo dell’evento).
L’evento ha riscoperto il cosiddetto “Camminamento degli artisti” perché lì gli studenti dell’Istituto d’arte Gazzola – come ricordava spesso Ferdinando Arisi, il compianto storico dell’arte – si recavano per vedere gli affreschi del Pordenone da vicino e studiare in quel modo anche la prospettiva.
Ora, come ha dichiarato il presidente del Comitato esecutivo dell’istituto di credito Corrado Sforza Fogliani ,“La Banca di Piacenza ha donato ai Frati Francescani l’intero materiale della ristrutturazione della Salita che sarà sempre utilizzabile per le visite. In accordo con i frati la apriremo in occasioni di straordinaria importanza: succederà già ad ottobre, in concomitanza con il Geofluid che porterà a Piacenza circa 20mila visitatori. Stessa cosa la Banca ha fatto per i lavori realizzati nelle chiese di Cortemaggiore e nella Cattedrale di Cremona”. L’annuncio è stato fatto nel corso della manifestazione di chiusura della Salita al Pordenone (salve l’apertura serale dell’ultimo venerdì di luglio, con ingresso gratuito) che si è svolta nel chiostro del Convento di Santa Maria di Campagna.
Il presidente del Consiglio di amministrazione della Banca Giuseppe Nenna ha ripercorso i quattro mesi e mezzo della mostra del Pordenone, affiancata da quelle sul Genovesino e sul Ghittoni a Palazzo Galli e da 108 eventi collaterali. “La Salita è stata un grandissimo successo – ha osservato – ed ha avuto l’apprezzamento dei visitatori (sia piacentini che forestieri e dall’estero) e della stampa nazionale. Ho visto in questo periodo una città più viva, che ha avuto un ritorno economico da questa iniziativa, evento culturale del 2018 per Piacenza. Una prova di quanto la Banca sia efficiente e sappia fare anche cultura, vicina alla propria città con passione e forza di volontà”. Nenna – dopo aver sottolineato come la manifestazione sia stata fatta, tranne il servizio biglietteria, tutta in casa – ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione: i volontari, il personale della Banca e tutti i collaboratori.
E’ stato ricordato che Santa Maria di Campagna è di proprietà del Comune di Piacenza. A rappresentarlo era presente l’assessore Filiberto Putzu, che ha portato il saluto di sindaco, Giunta e Consiglio comunale. “E’ la prima volta – ha rimarcato Putzu – che un evento di questa portata viene fatto senza alcuna spesa per l’Amministrazione. Un modello per quel rinascimento civico che è un punto fermo del nostro programma e che vuol dire ‘amare la città’: quale esempio migliore di quello che stiamo festeggiando grazie a una banca vicinissima al territorio?”.
Il Superiore del Convento padre Secondo Ballati (presentato da Sforza come “un angelo che ci ha sempre supportato e sopportato”) ringraziando la Banca ha definito la Salita “un’occasione unica per Santa Maria di Campagna. Mai visto tanti visitatori, sia devoti e credenti, ma anche non credenti. Quando si entra in una chiesa per ammirarne l’arte, non si esce mai uguali a prima. Una chiesa trasmette sempre qualcosa. L’arte, nel ‘500, non era fine a se stessa ma comunicava emozioni e il concetto di fede”. Il condirettore generale della Banca Pietro Coppelli ha poi annunciato i vincitori del Concorso selfie. Sono stati oltre 150 gli scatti pervenuti dai visitatori della Salita, scatti esposti nella sede centrale della Banca di Piacenza, in via Mazzini. Il terzo classificato (Daniele Cazzola, di Ferrara) si è aggiudicato una macchina fotografica digitale; al secondo (Maria Daniela Sidoli, di Piacenza) è andata una action camera GoPro, mentre la prima classificata (Camilla Righi, di San Nicolò) è stata premiata con uno smartphone di ultima generazione.
Il presidente Sforza ha chiuso l’evento sottolineandone il respiro internazionale: “Il primo visitatore è stato uno svedese e anche una delegazione cinese presente a Piacenza per stringere accordi commerciali ha potuto ammirare gli affreschi del Pordenone”. E ha aggiunto: “La valorizzazione della Basilica di Campagna fa parte di un più ampio progetto che vuole portare alla luce l’importanza che la nostra città ha sempre avuto come crocevia di pellegrini, mercanti, banchieri ed anche artisti. Siamo partiti da Santa Maria di Campagna perché è una chiesa che è nel cuore di tutti i piacentini, piacentini che hanno molto apprezzato questa iniziativa e lo abbiamo fatto non spendendo un solo euro pubblico o della comunità. Non esistono soldi pubblici – ha concluso Corrado Sforza Fogliani – esistono solo soldi dei contribuenti”.

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