Alberto Rota: ”Sicurezza in primo piano poi il lavoro per tutti. Confindustria farà la sua parte.”

0

“Voglia di ripartire, certo. E’ una assunzione di responsabilità”. Alberto Rota presidente uscente di Confindustria Piacenza è molto chiaro e determinato: “Vede, è un’assunzione di responsabilità perché siamo noi i primi a voler garantire la massima sicurezza nei luoghi di lavoro. Il protocollo di sicurezza adottato a livello nazionale, alla fine, ha confermato ciò che le nostre aziende avevano già organizzato di loro iniziativa”

Presidente, come vi siete mossi per mettere a punto i vostri protocolli?
Ci siamo consultati con i nostri consulenti sanitari e abbiamo partecipato ai tavoli con le istituzioni locali: Prefetto, la sindaca Barbieri, i sindacati e le altre associazioni di categoria. Abbiamo anche dichiarato di volerci assumere i costi per maggiori controlli, dai tamponi ai test sierologici. Il protocollo licenziato dal governo nei contenuti è più “lasso” di quanto avremmo voluto. Non sono previsti esami sierologici perché non ancora affidabili. Sarebbe più rassicurante per i lavoratori e per noi sapere di lavorare in un ambiente frequentato da persone sane. Quando saranno approvati li inseriremo nei nostri protocolli. Comunque non abbiamo trascurato nulla. Ora che il virus sembra aver rallentato e quindi essere maggiormente sotto controllo, dobbiamo preoccuparci anche della “salute” delle nostre aziende. Che significa, sul nostro territorio, difendere il lavoro di circa 40.000 lavoratori nella massima sicurezza, difendere le posizioni conquistate sui mercati, anche mondiali. Significa difendere il futuro sociale ed economico del nostro territorio.

Da posizioni naturalmente diverse, il confronto con i sindacati si sta sviluppando senza evidenti tensioni…

Tensioni assolutamente no, nonostante la differenza di ruoli, siamo entrambi consapevoli della complessità e gravità dei problemi che interessano il lavoro e i lavoratori, del valore sociale dell’impresa.
Noi siamo già in linea con i protocolli firmati a livello nazionale, ciononostante stiamo lavorano a un protocollo provinciale per migliorarlo.

Riguardo la cosiddetta Fase 2 siete sul pezzo, come diciamo noi, ma se alziamo lo sguardo cosa vedete? Il tavolo convocato dalla sindaca come sta lavorando?

E’ stata una apertura dei lavori, un primo confronto tra varie associazioni portatrici di esperienze e problematiche di ciascun settore. Utile alla corretta interpretazione del fenomeno che si sta sviluppando interessando tutti i livelli sociali. Ora noi stiamo lavorando a un documento che si sta affinando in questi giorni al nostro interno, da condividere poi con le altre categorie, pur tenendo conto delle singole specificità. Con alcune siamo in rapporto di filiera, particolare non trascurabile. Proposte ne abbiamo già fatte, per esempio la richiesta di poter usufruire dello ZES (Zona economica Speciale) per dire, come ho già ribadito, che Piacenza merita un trattamento speciale a causa della particolare drammaticità che ha segnato il propagarsi del virus. Vorremmo inoltre confrontarci con i vari livelli istituzionali: quello locale già funziona, penso però a quello regionale ed a quello nazionale, quindi mettere in calendario incontri con i consiglieri e assessori regionali e con deputati e ministri.

Sei mesi fa stava sicuramente organizzando il passaggio di consegne al nuovo presidente ripercorrendo i quattro anni e mezzo al timone di Confindustria Piacenza, poi l’emergenza virus ha sconvolto i piani di tutti…

E’ stato disorientante, inoltre la perdita del nostro direttore Cesare Betti ci ha stordito.
Purtroppo al nuovo presidente non potrò consegnare la stessa situazione di cui ho beneficiato io: buoni risultati e costante sviluppo.
Potrà però riscontrare come la nostra struttura stia dimostrando un livello di esperienza e conoscenza delle procedure a volte banalizzata, ma che in questo momento viene portata ad esempio da tanti che si rivolgono a noi per avere lumi sulle interpretazioni delle nuove disposizioni. Il salto che dovremo fare sarà riuscire ad analizzare e comprendere il tipo di emergenza che ci ha colpito e che ci costringe a rinunciare ad innumerevoli certezze.
I nostri associati hanno già dimostrato di sapere assumere tutte le responsabilità e i rischi di impresa, confermando di poter svolgere un ruolo di tutela e rilancio del nostro territorio.


Sono sicuro che Confindustria Piacenza farà la sua parte in termini di salvaguardia della sicurezza e lavoro, ricordiamoci però che la stessa responsabilità deve caratterizzare i comportamenti di tutti. Solo così ci possiamo salvare ed avere un futuro meno incerto.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.