Sembra veramente non esserci feeling tra i calci di rigore e il Garilli per la Reggiana, in un pomeriggio in cui i granata rischiano prima di dilagare ma poi addirittura di soccombere di fronte al Pro Piacenza che mister Viali ridisegna per l’occasione piu’ accorto e coperto. Gia’ sette mese fa i ragazzi di Colombo uscirono sconfitti dopo aver fallito una massima punizione, ora dopo una match giocato prevalentemente nella meta’ campo piacentina e due rigori falliti portano a casa un misero punto che alla luce delle aspettative diverse di classifica, sa tanto di delusione. A differenza di quanto dichiarato alla vigilia William Viali sceglie un atteggiamento piu’ coperto con un 4-4-2 in luogo del piu’ spegiudicato 4-3-3: sono Rantier e Calandra i sacrificati per Rieti e Bignotti in uno schema tattico che esalta le qualita’ tecniche da mezza punta di Alessandro il quale, libero di svariare su tutto il fronte offensivo, riesce a supportare un meno isolato Cristofoli. Per la verita’ il Pro Piacenza rischia di essere travolto all’inizio contro una Reggiana molto intraprendente e con un’ottimo giro palla; troppo sciupona la formazione ospite che al di la’ dei rigori falliti non riesce a capitalizzare al meglio sia il vantaggio numerico in termini di reti sia una chiara supremazia territoriale dei primi venti minuti. I rossoneri sono stati fortunati nel trovare l’immediato pareggio nel momento di maggiore difficolta’, da li’ in poi la gara e’ corsa su binari di sostanziale equilibrio con i reggiani a fare gioco ed i piacentini a sfruttare le folate offensive di Alessandro ed Aspas. La giornata ci riconsegna un Pro piu’ quadrato e plausbile: il modulo a due sole punte permette una maggiore copertura del centrocampo e una lavoro di maggiore contatto tra Cristofoli ed Alessandro; certo c’e’ da verificare il medesimo impianto contro avversari piu’ chiusi e spazi piu’ stretti ma sicuramente, cosi come e’ stato schierato in campo il Pro, Viali sembra aver ritrovato un gioco ma soprattutto una propensione al sacrificio ed alla lotta che forse a Padova era mancato. Con un Fumagalli cosi poi c’e’ da dormire sonni piu’ che tranquilli…




