
D’ ora in poi il museo Kronos avrà un nuovo allestimento, realizzato per unificare il percorso di visita, e nuove opere esposte. Il museo della Cattedrale è nato in momenti differenti: nel 2015 infatti, erano state preparate le sale al piano terra, nel 2017 la salita in quota alla cupola del Guercino, nel 2018 la sezione sul patrimonio archivistico con la mostra sui “Misteri della Cattedrale”. “Oggi, grazie al lavoro cui ci siamo dedicati durante la chiusura per la pandemia, pannelli e modalità del racconto hanno trovato uno svolgimento coerente”, afferma Manuel Ferrari, direttore dell’ufficio beni culturali della diocesi. Il Museo Kronos, voluto dalla diocesi e realizzato dalla cooperativa Cooltour, ha riaperto le porte ai visitatori in occasione delle celebrazioni per il nono centenario del Duomo.
Ma l’allestimento non è l’unica novità introdotta; alla cartellonistica è associata una App che, inquadrando le opere con lo smartphone, consente di ottenere tante informazioni in realtà aumentata. Manuel Ferrari sottolinea come le nuove tecnologie permettano di adattare la presentazione sulla base delle esigenze del visitatore: “abbiamo elaborato l’itinerario di carattere storico-artistico, quello di carattere più catechistico, quello studiato per le persone con autismo”.
Lo stesso approccio è stato adottato in Cattedrale, per mantenere il più possibile un’integrazione con il percorso museale. Nelle navate della chiesa infatti, sono presenti totem che, tramite la App, naranno non solo la storia del Duomo, ma presentano una proposta pastorale al pellegrino che entra per compiere un cammino di fede. “Si tratta, afferma Manuel Ferrari, di uno strumento trasversale, interattivo, che aggiorneremo progressivamente con nuovi contenuti”.
Indossando gli auricolari si avrà a disposizione una auodioguida multimediale. Il percorso è interamente cablato per la fruizione on-line della App, possibile tramite il collegamento alla rete wi-fi dentro il museo: “quella di riuscire a garantire il collegamento internet in edifici con le mura spesse, è un’ operazione complessa”. Il percorso si apre nella prima sala con una linea del tempo che permette di cogliere tutte le trasformazioni subite dalla cattedrale, in particolare nel periodo barocco e tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, e la preziosa testimonianza rappresentata dal quadro di Enrico Prati, realizzato prima dei restauri scalabriniani.
Una sala a parte è riservato al prezioso Trittico di Serafino dè Serafini. Nella sala delle sculture è presente una statua dedicata a Sant’Anna, recentemente restaurata da Valentina Rimondi. La novità assoluta di questa esposizione è però rappresentata dalla sala dell’oro votivo. Anelli, spille, spilloni, bracciali, collane, donati dalle dame come ex-voto per grazia ricevuta, tutti appartenenti a un periodo compreso tra l’Otto e il Novecento. Susanna Pighi, conservatrice presso il museo Kronos, ha studiato e selezionato questi splendidi gioielli, scegliendo in particolare un’ottantina di monili per documentarne le varie tipologie.




