Restauro Carmine, Italia Nostra: “Assurdo il soppalco, vogliamo vedere i lavori”. Il sindaco: “Critiche tardive”

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Un rendering del progetto di recupero del Carmine

La richiesta all’amministrazione è di fermare i lavori del cantiere del Carmine, solo per un giorno, per consentire ai cittadini di vedere ciò che è stato realizzato.
L’associazione Italia Nostra punta il dito contro il soppalco realizzato all’interno dell’edificio trecentesco, intervento che era già stato stigmatizzato in occasione del sopralluogo a Piazza Cittadella da parte di rappresentanti locali e nazionali dell’associazione. In una lettera aperta rivolta al sindaco Barbieri, il consiglio direttivo di Italia Nostra Piacenza “Esprime viva preoccupazione per l’intervento di restauro in corso nella chiesa del Carmine ove, da quanto si osserva nelle foto pubblicate, nei giorni scorsi sui locali organi di stampa, si nota un soppalco in cemento armato, di enormi dimensioni, che parte dalla parete della controfacciata absidale e si prolunga – per parecchi metri – all’interno dell’edificio trecentesco.
Un siffatto solettone, sostenuto da travature metalliche, costituisce una vandalica ed assolutamente ingiustificata intrusione di uno spazio caratterizzato dallo slancio gotico dei pilastri e dai volumi verticali dell’edificio trecentesco”. Secondo i rappresentanti dell’associazione “una simile ‘pensilina’ non può essere giustificata in nessuna maniera; la funzione di ‘open space’ e, tantomeno, quella di ‘belvedere’ o di balconata per ammirare, in quota, gli spazi monumentali della chiesa e meglio osservare le pregevoli decorazioni parietali venute alla luce, non sono una ragione ragionevole per questa sorta di brutale stupro di uno spazio originariamente concepito in funzione di finalità sacre e liturgiche. Oltretutto la ‘pensilina’ è collocata nella zona un tempo adibita a presbiterio, ove quindi sorgeva l’altare, la veduta quindi che si avrà entrando dalla facciata, su Via Borghetto, risulterà mortificata dall’enorme aggeggio cementizio che altera le proporzioni interne”.
Per Italia Nostra, “se si dovesse applicare la balorda idea di consentire al visitatore di ‘salire in quota’, per ammirare più da vicino affreschi e stucchi, anche ad altri edifici monumentali arriveremmo all’installazione di passerelle nei saloni di Palazzo Farnese, per meglio osservare le grandiose tele del Draghi, che illustra i ‘fasti farnesiani’. Le ‘salite’ al Guercino ed al Pordenone – spiegano i rappresentanti dell’associazione di tutela del patrimonio culturale – che hanno avuto un grande e meritato successo, sono state realizzate utilizzando gli antichi percorsi e gli originari affacci, senza turbare ed alterare gli spazi interni della Cattedrale e di Santa Maria di Campagna, nel Carmine questo rispetto è gravemente mancante”.
E viene citato l’esempio del restauro di sant’Ilario: “Eppure, anni or sono, quando si trattò di riutilizzare S. Ilario, dopo che venne svuotato dai fondi archivistici che conteneva, fu categoricamente escluso qualsiasi intervento di tramezzatura dello spazio interno, che avrebbe raddoppiato la superficie utilizzabile; il risultato fu eccellente, come possiamo notare ogni qualvolta vi entriamo”.
La richiesta al sindaco (“con spirito di collaborazione e non di mera critica negativa), dunque, è quella di “consentire – per una sola giornata – l’apertura del Carmine ai piacentini, sospendendo, solo per alcune ore, il lavoro del cantiere onde dar modo, a quanti lo desiderano, di vedere con i propri occhi ciò che è stato realizzato, di bello (e anche di brutto). Il recupero del Carmine si pone come l’intervento più importante dei primi decenni del nuovo secolo, come il restauro di Palazzo Farnese lo fu per la seconda metà dello scorso secolo, ma mentre quei lavori furono eseguiti nel corso di alcuni decenni e fu pertanto possibile vederli, ammirarli ma anche criticarli e poi modificarli, questi del Carmine procedono velocemente e senza pause; forse una modesta sosta ed una ostensione alla cittadinanza potrebbe essere opportuna, anzi necessaria”.

La risposta del Sindaco Barbieri: “In questi anni già diverse occasioni per i piacentini di vedere il progetto. Puntiamo a consegnare presto alla città uno spazio funzionale e di grande valore”

Patrizia Barbieri

“Ho avuto modo di leggere la lettera aperta a me indirizzata da Italia Nostra in merito al progetto di recupero dell’ex Chiesa del Carmine, che è attualmente in fase realizzativa e che promette di consegnare alla città e ai piacentini uno spazio prestigioso e funzionale, che sarà un ponte aperto verso il futuro. Come è stato più volte sottolineato, il progetto definitivo di recupero è stato autorizzato dalla Soprintendenza all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza già il 9 maggio del 2016 con successivo nulla osta al progetto esecutivo in data 30 settembre dello stesso anno. E’ ovvio che sensibilità e gusti personali diversi ci portano ad avere opinioni differenti e, per questo, non voglio entrare nel merito degli sferzanti giudizi critici che Italia Nostra, pur immagino con spirito collaborativo, rivolge alla cosidetta “pensilina”, da sempre inclusa nel progetto di recupero. Spiace però rilevare come queste considerazioni, con la relativa richiesta di sospendere il cantiere, giungano soltanto ora e non nelle diverse occasioni in cui lo stesso progetto esecutivo è stato presentato alla città.
Solo per citare alcuni appuntamenti al riguardo, ricordo come l’amministrazione comunale che ci ha preceduto – e che ha approvato il progetto – abbia organizzato tra il dicembre 2016 e il gennaio 2017 una mostra in Cappella Ducale dal titolo “Come il Carmine verrà restituito alla città”, la cui locandina di presentazione riportava addirittura un rendering del soppalco al centro ora degli strali anche di Italia Nostra. A seguire, l’attuale amministrazione ha presentato a più riprese pubblicamente e tramite mezzi di informazione locale il progetto esecutivo di recupero, comprensivo di disegni e rendering degli spazi interni. Pur sulla carta, i cittadini hanno quindi avuto in questi anni diverse occasioni per rendersi conto di quanto si sarebbe realizzato e si realizzerà nell’ex Chiesa del Carmine, anche coloro che oggi così puntualmente, ma tardivamente criticano l’intervento, non avendo detto nulla in questi anni.
Ciò rilevato, sono molto più interessata a che i lavori di recupero siano completati nei tempi e modi previsti, in modo che venga riconsegnata alla fruizione della città uno spazio funzionale di grande valore, da troppo tempo abbandonato a sé stesso, che sono certa i piacentini sapranno apprezzare”.

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