
Il Presidente della Fondazione ha incontrato i sindaci piacentini e altre figure di spicco per discutere dei progetti da mettere in atto nel prossimo triennio. Occhio di riguardo alla sanità, al supporto delle famiglie fragili e alla cultura
Il nuovo ciclo della Fondazione Piacenza e Vigevano, quello presieduto dal neoeletto Roberto Reggi, parte dal confronto con le tutte le realtà del territorio. La stesura preliminare del Documento di pianificazione pluriennale (Dpp) ha coinvolto direttamente i 13 enti designanti (diversamente dal passato) e verrà consegnata il prossimo autunno. La volontà di Reggi è quella di lavorare in maniera corale alla progettazione di un percorso che dovrà necessariamente proporsi di segnare il periodo post Covid.
In tal senso, lunedì scorso, l’incontro con i sindaci del territorio piacentino è servito a fare emergere le criticità e le lacune da colmare nei prossimi anni. Per Reggi l’esigenza era di quella di avere un punto di vista “ampio e approfondito” senza andare a intralciare il lavoro autonomo dei vari soggetti istituzionali. Sempre stando alle parole del presidente, la volontà esplicita dell’ente di via Sant’Eufemia, è quella di “costruire un mosaico di fabbisogni post Covid per redigere dal basso questo documento”
L’incontro di lunedì scorso ha seguito quelli precedentemente voluti da Reggi e dalla sua squadra; primo fra tutti quello con il vescovo Adriano Cevolotto. Il confronto si è rivelato proficuo per entrambe le parti, nonostante le divergenze sulla carica della presidenza. Cevolotto infatti ha affermato a più riprese che avrebbe preferito una figura non affine al mondo della politica a guida della Fondazione. Gli spunti emersi dal dialogo fra il vescovo e Reggi riguardano il sostegno sul fronte educativo alle tante famiglie piacentine in difficoltà, l’educazione dei giovani, il delicato nodo dello spopolamento delle realtà montane della provincia, l’esperienza Insieme Piacenza e la necessità d valorizzare il patrimonio culturale, con un occhio di riguardo al 900esimo anniversario della nostra Cattedrale che cadrà nel 2022.
Reggi e il suo team hanno inoltre già avuto modo di incontrare i rappresentanti della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e Irene Priolo, quelli della Camera di Commercio, il direttore generale dell’Ausl di Piacenza Luca Baldino, quelli del Conservatorio Nicolini, dell’associazione La Ricerca e la sindaca Patrizia Barbieri (grande sostenitrice della presidenza di Reggi).
Se non si verificheranno intoppi il documento si concretizzerà a settembre con l’approvazione dagli organi della Fondazione, dal Consiglio di amministrazione e da quello generale. Reggi ha affermato come il leitmotiv delle riunioni dei giorni scorsi, e il punto fermo della sua presidenza, sia la creazione di un piano strutturato al miglioramento del welfare dei piacentini. Inoltre sono venute a galla altre criticità sulle quali operare, ad esempio quella legata alla necessità di rafforzare la struttura sanitaria che è stata messa a durissima prova per mesi, con un occhio di riguardo ai medici del territorio, alla telemedicina e alle case della salute.
Un’opportunità arriva da Pnrr (Piano nazionale resistenza e resilienza) che potrà andare a dare man forte alle tante realtà del territorio messe in ginocchio dalla crisi. Tuttavia emerge la necessità di aiutare i comuni nella stesura dei progetti, poiché vanno presentati fra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. Dai vari confronti è poi emersa la volontà di andare a rafforzare il settore della cultura e del brand Piacenza. Urgono infatti progetti ed investimenti votati alla valorizzazione delle bellezze di cui il nostro territorio è ricchissimo, nell’ottica di una riduzione del distacco con le province limitrofe, in particolar modo quella di Parma. Nei prossimi giorni Reggi e la sua squadra si incontreranno con il presidente della Regione Stefano Bonaccini. Inoltre altri colloqui sono stati calendarizzati con i rappresentanti dell’Università Cattolica, del Politecnico, delle realtà di volontariato e della Curia.




