Ratti: “R-Innovare Piacenza puntando sulla qualità e sulla riqualifica degli spazi esistenti”

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Alla 76esima edizione dell’assemblea di Confindustria l’architetto di fama mondiale ha condiviso le sue idee con i tanti imprenditori presenti al teatro Municipale. Ratti: “Puntare su Piacenza come polo universitario per ripopolarla”

Una città sensibile e vicina ai suoi abitanti e alle loro esigenze, un connubio ideale realizzabile tramite l’unione di tecnologie e spazi nuovi. Questo, in sintesi, il cuore del discorso di Carlo Ratti in merito a quella che potrà essere la città del futuro. Per tradurre in fatti questi progetti illuminati però serve la spinta delle imprese e del settore privato. Ecco allora che la 76esima edizione dell’assemblea di Confindustria è stata l’occasione di mettere le basi per la Piacenza che verrà, grazie a un dialogo fra l’espertissimo architetto di fama mondiale e gli imprenditori piacentini.

In un teatro Municipale vibrante e gremito ha fatto gli onori di casa la sindaca Patrizia Barbieri. La prima cittadina ha sottolineato come la parola d’ordine della Piacenza che verrà sia flessibilità. Una capacità di adattarsi che si tradurrà nel saper riqualificare aree dismesse come il laboratorio pontieri o la cascina San Savino. “Come amministrazione” – ha affermato la Barbieri – “dobbiamo progettare luoghi che sappiano unire spazio e convivenza. Dobbiamo cercare di imparare dalle parole di Ratti e dalle sue idee”.

Ha seguito a ruota il Prefetto Daniela Lupo, sottolineando il ruolo cruciale che il PNRR può avere come trampolino di lancio per la rinascita di alcune strutture o di alcune aree. “Vogliamo che Piacenza diventi la capitale italiana per quanto riguarda la qualità della vita” ha affermato la Lupo.

È poi stata la volta di Davide Baruffi. Il sottosegretario alla Presidenza della giunta Emilia Romagna ha sollecitato i tanti industriali presenti: “Per riqualificare Piacenza c’è tanto bisogno dell’aiuto del settore privato, le imprese devono avere un peso. Non si può più procrastinare sulla rigenerazione degli spazi urbani, con un occhio di riguardo anche al martoriato settore della cultura”. In tal senso Francesco Rolleri, vertice di Confindustria Piacenza, ha ribadito come da sempre il settore privato piacentino abbia cercato di dare man forte all’amministrazione pubblica.

Finalmente è arrivato il momento dell’ospite della serata; l’architetto di fama mondiale Carlo Ratti. Il suo mai banale e sempre vulcanico discorso ha toccato vari punti d’interesse anche per quello che concerne la Piacenza del domani. “Avremo un futuro solo se saremo in grado di rendere le nostre città più sostenibili. Preferisco adottare il termine sensible city, piuttosto che smart city” ha affermato Ratti. L’impatto ambientale generato dalle città è di gran lunga il più rilevante per quanto riguarda l’inquinamento. “Dobbiamo smettere di consumare suolo e di edificare su aree vergini” – ha poi proseguito l’architetto – “Avremo futuro solo se sapremo riqualificare ciò che c’è già”.

Ratti ha poi avanzato alcune ipotesi sul futuro di Piacenza. Per lui un ruolo cruciale verrà ricoperto dalle università; veri e propri centri di aggregazione per migliaia di giovani e per le loro start-up. Inoltre Ratti ha invitato gli industriali presenti in sala a riflettere sul periodo storico in cui siamo. “Stiamo vivendo la Fase 2 della globalizzazione. Se la prima Fase ci ha messi in serie difficoltà, la seconda potrà essere una svolta. In questo senso il mantra deve essere la qualità. Solo puntando sulla qualità potremo non solo sopravvivere, ma proliferare”.

È stata poi la volta dei 5 vicepresidenti di Confindustria Piacenza di salire sul palco e di porre alcune domande a Ratti. Imbeccato sul ruolo della campagna da Valter Alberici, l’architetto ha affermato che è proprio in campagna e nelle piccole realtà che possono trovare spazio esperimenti di grande livello imprenditoriale basati, come già detto, sulla qualità. Ratti si è poi allacciato alla domanda di Nicola Parenti sul futuro di Piacenza affermando che un’importane opportunità sarebbe quella di creare più collegamenti con Milano e di fare rete. Antonio Cogni ha poi puntato il dito su un dato preoccupante: la decrescita demografica che sta vivendo Piacenza. Per Ratti un modo per ripopolare una città come la nostra è quello di puntare forte sulle università. Claudio Bassanetti ha domandato all’architetto quale sarebbe un utilizzo oculato dei fondi del PNRR. Ratti ha messo in luce una criticità italiana; ovvero pensare prima al contenitore, e solo dopo a contenuto. In questo senso ha evidenziato la necessità di investire su spazi lavorativi prima di tutto utili e poi sostenibili ed innovativi.

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