
L’emergenza sanitaria che ha colpito tutta l’Italia nei mesi scorsi è stata una prova molto dura in particolare per Piacenza e la sua provincia, è per questo motivo che per la prima volta a ricevere il premio “Antonino d’oro 2020” non sarà una persona bensì la città di Piacenza e Provincia.
Lo hanno annunciato i Canonici del Capitolo della Basilica di Sant’Antonino martire in vista della consegna del Premio, giunto alla 35^ edizione, annualmente sponsorizzato e patrocinato dalla Famiglia Piasinteina, che verrà consegnato personalmente dal vescovo Gianni Ambrosio sabato 4 luglio nella Basilica Sant’Antonino a conclusione della solenne celebrazione eucaristica delle ore 11.
Il premio sarà ritirato da Patrizia Barbieri sindaco di Piacenza e presidente della Provincia, in rappresentanza simbolica di tutti i piacentini. La celebrazione potrà essere seguita in diretta sul canale televisivo della diocesi www.piacenzadiocesi.tv e sull’emittente Telelibertà.
Il vescovo Gianni Ambrosio ha accolto la decisione con grande favore, ritenendola doverosa verso la città per aver dato una grande dimostrazione di buona umanità a ogni livello, dalle istituzioni ai singoli individui.
“Il conferimento del premio – ha scritto Don Giuseppe Basini, presidente dei Canonici, nelle motivazioni – vuole essere un atto di stima e di gratitudine nei confronti di tutte quelle persone che in questi ultimi mesi si sono impegnate, con generositàà e coraggio, a far fronte alla terribile pandemia che duramente ha colpito la nostra città di Piacenza e la sua provincia.” La gratitudine va ai tantissimi piacentini che hanno manifestato un grande senso di responsabilità civica e di solidarietà umana, mossi dal vivo desiderio di contribuire affinché venisse sconfitta la diffusione dell’infezione da Covid-19.
“Una ferita che difficilmente si potrà rimarginare, poiché causata innanzitutto dalla morte di oltre mille persone (tra le quali anche sei sacerdoti della nostra diocesi) che improvvisamente sono state strappate all’affetto dei loro cari e alla vita della collettività”, ricordano i diaconi e un pensiero va anche alla sofferenza degli anziani rimasti “rinchiusi” per tanto tempo nelle loro abitazioni o nelle case di riposo e che non hanno potuto ricevere le visite dei loro parenti e amici.
Senza dimenticare “il dolore di numerose famiglie che si trovano in seria difficoltà economica o che stanno vivendo forti conflitti al loro interno e la sofferenza silenziosa, a volte dimenticata, dei nostri bambini e adolescenti impediti di frequentare la scuola, gli amici e i luoghi di aggregazione così importanti per la loro crescita personale. In questo “oceano di dolore” non possiamo dimenticare le persone che hanno vissuto il tempo del lockdown in strada”
“Dentro a questa realtà così difficile e oscura”, concludono i diaconi nelle motivazioni, “vorremmo che la solennità di Sant’Antonino, patrono della nostra città e della diocesi, fosse anche l’occasione per cogliere i segni di speranza che sono emersi in mezzo a noi e dai quali ripartire per ricostruire il tessuto lacerato della nostra comunità”. Resta ora il virus della paura, come conseguenza di tutto ciò che è accaduto e potrebbe accadere in autunno, che rischia di condizionare i nostri rapporti con gli altri spingendoci a far crescere la diffidenza e la sfiducia. Proprio per questo l’augurio è quello ora di ripartire tutti insieme, con grande speranza per il futuro. Ricordando le parole di Papa Francesco: “siamo tutti sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda”.




