Scienziati, scientisti, esploratori del mistero e complottisti, in guardia: anche a Piacenza e provincia sono stati avvistati e toccati con mano gli strani filamenti, biancastri e appiccicosi, che in questi giorni hanno allarmato molti cittadini sia a Milano che a Roma.
Le teorie in circolazione su cosa siano esattamente questi insoliti filamenti, simili a comuni ragnatele ma più resistenti, sono assolutamente inconciliabili.
Secondo l’ipotesi più tranquillizzante – sposata anche dal Wwf – si tratterebbe di qualcosa di cui parlava già molti secoli fa Aristotele e che oggi viene analizzato dalla chimica: questi bizzarri “capelli d’angelo” sarebbero filamenti proteici, assimilabili alla seta, utilizzati da piccoli aracnidi (con il cosiddetto “ballooning”) per migrare e raggiungere nuovi territori. Di elevata resistenza e di sorprendente tolleranza agli agenti atmosferici e agli attacchi chimici, la sostanza che tanto fa discutere è stata studiata da alcuni gruppi di ricerca per le sue insolite proprietà.
Del tutto diversa la spiegazione che ne danno i sostenitori di teorie complottiste. Le insolite “ragnatele” sarebbero infatti da collocare tra i fenomeni che vengono spiegati con l’ormai celebre “teoria delle scie chimiche”, bollata come bufala da gran parte del mondo scientifico ma molto argomentata su internet (vedi tankerenemy.com, che proprio nei giorni scorsi citava l’analisi controcorrente di un laboratorio francese): quelle precipitate sarebbero fibre polimeriche diffuse con aerei impegnati in attività definite dai complottisti di “geoingegneria illegale”.




