Provincia, trenta comuni al voto in primavera

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Il 2019 è un anno ‘da urne’. I cittadini saranno chiamati al voto in più circostanze: si andrà a votare per le Europee in primavera, si verrà chiamati a rinnovare l’assemblea legislativa regionale in autunno e, sempre in primavera – data da definire, ma si parla del 26 maggio – ci sarà una bella tornata di elezioni amministrative. Tanti centri al voto per nuovi consigli e nuove giunte. Nella nostra provincia i comuni interessati sono trenta (su 46) e all’orizzonte – al di là dell’incognita affluenza, un tempo massiccia quando si trattava di elezioni locali – si staglia un nuovo, inedito problema: la penuria di candidati. Rispetto al passato è diventato difficile trovare donne e uomini di buona volontà disposti a proporsi come candidati sindaco. Le ragioni sono numerose: la scarsità di risorse a disposizione dei comuni infrange i sogni da campagna elettorale e molti, pensando a una obbligatoria ordinaria amministrazione, neanche ci si mettono; ancora: fare il sindaco, anche in un piccolo centro, è un impegno ed è un impegno pochissimo retribuito. Insomma, se un sindaco riesce a conciliare il mestiere o la professione pre-elezioni con l’attività di sindaco bene, diversamente il gioco non vale la candela. La crescente burocratizzazione dei passaggi amministrativi, inoltre, rende laboriosa l’attività. Ma cosa succederebbe se in qualche comune non si presentasse nemmeno un candidato? Semplice, in quel caso arriverebbe il commissariamento. Niente di male, ma ad uscirne malconcio è il concetto stesso di democrazia.
Ma vediamo la situazione di alcuni comuni del piacentino che saranno chiamati al voto. Tra gli uscenti ancora indecisi sulla ricandidatura troviamo Davide Zucchi (Alseno), Patrizia Calza (Gragnano) e Anna Tanzi (Sarmato). Ancora senza delfini i sindaci che hanno esaurito il terzo mandato (tre mandati sono ammessi nei comuni sotto i 3mila abitanti): Luigi Garavelli a Vigolzone, Francesco Zangrandi a Calendasco, Antonio Mazzocchi a Farini. Possibilisti, quando non quasi certi della propria ricandidatura, sono Roberto Pasquali a Bobbio, Roberta Battaglia a Caorso, Lucia Fontana a Castelsangiovanni. Si ricandideranno i sindaci di Cerignale Massimo Castelli (svolgerebbe il suo terzo mandato consecutivo) e di Coli Luigi Bertuzzi (secondo consecutivo), così come, con buona probabilità, i sindaci uscenti Paolo Calestani e Federico Beccia, rispettivamente di Morfasso e Ottone. Per tutti gli altri allo stato non ha ancora senso sbilanciarsi, poiché ricandidatura e rinuncia stanno al 50 per cento delle probabilità.
Interessanti sono invece i casi che riguardano le amministrazioni di Farini e Zerba. Gli amministratori dei due comuni montani (Val Nure e Val Boreca) sono entrambi in scadenza di terzo mandato e non potranno più essere rieletti. Sperano tuttavia, il sindaco di Farini Antonio Mazzocchi lo dice apertamente, nella possibilità che in comuni demograficamente così piccoli (Zerba in ispecie), dove davvero è arduo comporre le liste e trovare candidati sindaco, la legge consenta di arrivare alla possibilità di una quarta elezione.

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