
È iniziata anche a Piacenza, con qualche giorno di anticipo rispetto alla programmazione, la raccolta
del pomodoro da industria. Le elevate temperature registrate nel mese di giugno hanno accelerato i
processi di maturazione delle varietà precoci ossia quelle che nel programma di trapianto
erano state messe in campo per prime per essere pronte in luglio rendendo così
necessario l’avvio anticipato delle operazioni nei campi. Di conseguenza, sono già a pieno regime le
aziende agricole presenti sul territorio provinciale impegnate nella raccolta del prodotto in gran parte
con macchinari innovativi: trattori di ultima generazione condotti da operai specializzati, a conferma di
un settore che fa dell’innovazione una delle sue prerogative. La professionalità degli agricoltori
piacentini è ormai famosa in tutta Europa.
Una stagione estiva, dunque, particolarmente impegnativa per gli agricoltori è la convinzione degli
operatori del settore: “Da un lato, la siccità e l’assenza di piogge significative hanno inciso sul ciclo
vegetativo delle piante; dall’altro, il caldo eccessivo ha costretto le aziende agricole ad anticipare
drasticamente i tempi, con conseguente pressione sulla logistica e sull’organizzazione delle operazioni
di raccolta”.
Piacenza, con i suoi 10mila ettari coltivati a pomodoro da industria, è leader a
livello nazionale, seconda solo a Foggia. Di questi, 7,5 milioni di quintali vengono
trasformati negli stabilimenti attivi sul nostro territorio, i rimanenti in
stabilimenti del Nord Italia. Il valore del pomodoro prodotto dalle oltre
300aziende agricole piacentine attive nel comparto supera i 150 milioni di euro
che raggiunge il valore di 900 milioni dopo essere stato trasformato. Numeri resi
possibili dalla buona qualità e per la sostenibilità della produzione che ne fa una
eccellenza a livello internazionale. Sul nostro territorio, infatti, la produzione
avviene da tempo secondo
il disciplinare di produzione integrata per il pomodoro, come stabilito dalla Regione Emilia-
Romagna, che mira a ridurre l’uso di prodotti fitosanitari e fertilizzanti, ottimizzando al contempo
la qualità del prodotto e il rispetto dell’ambiente. Questo sistema produttivo, costantemente
aggiornato, fornisce indicazioni tecniche per gli agricoltori e i tecnici.
Valori che si collocano ai vertici nazionali di un paese come l’Italia confermatosi nel 2024
il terzo paese trasformatore di pomodoro a livello mondiale, dopo la Cina (che registra un
incremento del 31% rispetto al 2023 e del 68% sul 2022) e gli USA (in calo del 14% sulla scorsa
campagna).
Anicav (Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali) ha reso noto che la
campagna di trasformazione del pomodoro 2024 in Italia si è chiusa con una produzione di 5,3
milioni di tonnellate, in leggera riduzione (-2,5%) rispetto al 2023 ma con una sostanziale flessione
rispetto alle programmazioni fatte, in particolare nel bacino Nord, nonostante un maggiore
investimento in ettari a livello nazionale (+11% sul 2023). Una campagna molto complessa con
siccità a Sud e sovrabbondanza di piogge al Nord che hanno causato frequenti fermi fabbrica e
allungato il periodo di lavorazione fino ad inizio novembre.
Nel 2024, al Centro Sud sono state trasformate 2,87 milioni di tonnellate (+10% rispetto al 2023)
mentre nel bacino Nord il trasformato finale è stato di 2,4 milioni di tonnellate (-14% rispetto allo
scorso anno). Tutto ciò nonostante l’incremento delle aree trapiantate rispetto alla scorsa
campagna di trasformazione.




