Quando Piacenza bruciava i “macchinoni” in Piazza Cavalli

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120_-_foto_3_macchinoni__foto_croceTanta agitazione – in parte giustificata da clamorosi deficit (o altro?) di comunicazione, in parte da motivi normativi e molto dalla comunque infelice scelta del luogo (nei pressi di una casa di cura!) – per il “luna park” (che in realtà sarebbe una serie di attrazioni pensate soprattutto per le famiglie) nel parcheggio di viale Malta, ma fino a poco più di un secolo fa Piacenza a si faceva ben di più: si bruciava addirittura… la Tour Eiffel.
Non quella vera, ovviamente: si trattava di una delle tante gigantesche sculture di legno, cartapesta e cartone che i piacentini definivano “macchinòn”, e che venivano incendiate proprio nella piazza principale della città nella sera del 15 agosto.
Come racconta con dovizia di particolari il sito piacenzantica.it, l’evento (per la storia completa clicca qui) attirava moltissimi visitatori anche dall’estero, e l’ultima “scultura pirotecnica” fu fatta esplodere nell’estate del 1909.
A testimonianza del clamoroso successo dell’appuntamento, amatissimo all’epoca ma forse ignoto a molti piacentini di oggi, anche una poesia (per leggerla clicca qui) del 1896 di Valente Faustini dal titolo “La macchina di Fòg Artifissàj in Piazza di Cavaj”.

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