di Michela Bassi – I Giardini Margherita d’ora in poi potranno essere ricordati come importante parco cittadino che ha avuto un ruolo significativo nella storia della nostra città. Sono state infatti piantate nei Giardini Margherita sei targhe che rievocano la storia del parco e che segnalano la presenza di quattro alberi monumentali, il più vecchio dei quali ha circa 200 anni. All’interno del progetto denominato “Giardini da vivere”, organizzato dal Comune di Piacenza con la collaborazione della Regione Emilia Romagna e di diverse realtà del territorio, l’Associazione dei laureati in Scienze Agrarie e Forestali ha redatto sei pannelli, due posti agli ingressi e quattro all’interno del giardino, per segnalare la presenza degli esemplari arborei più preziosi.

A presentare il progetto e a scoprire le targhe è stato l’assessore Luca Zandonella insieme a Marilena Massarini, facente parte dell’Associazione, e a Luigi Botteschi, funzionario dell’ufficio del verde del Comune. Sui due pannelli introduttivi, scritti in italiano e in inglese, è spiegata la storia del giardino, nato negli anni Trenta dell’Ottocento come giardino privato di Villa Costa. Nel 1893 il parco, già in parte donato al Comune di Piacenza, venne dedicato alla regina Margherita, reso pubblico e inaugurato ufficialmente. Ma i Giardini Margherita conservano al loro interno anche un grande valore dal punto di vista botanico. Secondo Marilena Massarini che ha seguito il progetto infatti, sono presenti molti monumenti verdi di notevole importanza ma ne vengono indicati quattro per la loro particolarità. Tra questi troviamo il faggio a foglia di felce, molto raro nelle nostre zone, e della presumibile età di 90 anni e il pino dell’Himalaya, conifera dal grande valore ornamentale e originaria dell’omonima montagna. Ma la pianta più antica è il cedro del Libano che, secondo le stime, raggiunge la ragguardevole età di 200 anni.




