Piacenza–Pro Patria 0 a 3. Il risultato lascia poco spazio al dibattito: le maglie, la spuma, il passivo.

0

Se perdi 3 a 0, senza tirare una volta in porta, prendi atto e pensi alla prossima. Il segnale che le cose non sarebbero girate giuste, arriva subito. Le squadre entrano in campo: una ha la maglia rossa, una quella nera. I neri siamo Noi. La formazione piacentina che comincia, è quella che avrebbe giocato nella partita rinviata sabato scorso, quindi nessuna sorpresa. Il primo tempo vola senza sussulti. Molta circolazione palla, ma sembra rugby tanto usano passarla all’indietro. Al tessitore Palma manca la spalla di Bruzzone in avvio d’azione. Al tessitore Palma manca pure la consueta giocata sciolta. A turno ne risentono tutti. Escludendo una parata di Vettorel, e anche una sua buonissima uscita alta, il blocco note rimane bianco.

Dopo l’intervallo si ricomincia. Purtroppo da dove avevamo tenuto il segno. Il torchio avversario ha buon gioco sulle strategie biancorosse. L’effervescenza cui la squadra ha abituato è ridotta. Del resto, come diceva un oste cui discutevano il gutturnio servito: “Dil vòt la spüma, dil vòt la spüma mia”. Ci prova la direzione tecnica a scuotere le bollicine. Dentro giocatori esperti come Maritato e Pedone, fuori gli under Galazzi e Ghisleni. Passano tre minuti, prendiamo goal, e soprattutto lo stato delle cose rimane invariato. Esce Palma, deluso. Escono Gonzi e Corradi, il deluso sono io. Piacenza arriva all’ ottantanovesimo per incassare il secondo punto. Poco prima del triplice fischio arriva anche il terzo.

Il passivo è severo. Pro Patria si è dimostrata superiore in tutte le fasi. Loro vincono, noi perdiamo. Ci sta. Una cosa però va detta: appena prima di prendere il secondo goal, abbiamo avuto una grande occasione. Entra quella e parliamo di un’altra partita.

Protagonisti:

Vettorel: para quello che può. Se non ho visto male il secondo era anche deviato.

Visconti: oggi bello schiacciato nella sua metacampo.

Battistini: Fino al vantaggio ospite gli avrei dato un bel voto. Ha segnato in fuorigioco. Netto.

Saputo: anche a lui avrei dato un bel voto. Ha giocato con personalità, ha sbrogliato quando doveva. Non si è goduto la prima maglia da titolare.

Simonetti: Il cross a Pedone per la grande occasione era suo. Non si risparmia, ma è meno incisivo

Palma: si prende responsabilità, occupa bene il suo spazio, ma la qualità non esce.

Corbari: partita bruttina.

Galazzi: paga dazio alla giornata in nero del centrocampo.

Corradi: gioca in punta di piedi ed è uno spettacolo. Perché lo sia fino in fondo servirebbe un’invenzione. Sarà per la prossima.

Ghisleni: I corazzieri bustocchi lo subissano.

Gonzi: si autodisciplina sulla sua corsia. Il marcatore gli prende il tempo e lui non rischia. Quando prova a portare palla, i rischi sono nostri.

Sono entrati:

Maritato: Una rovesciata elegante, il resto è sgomitare e corsa senza palla.

Pedone: Era l’uomo giusto. Il goal dell’ex riempie bene le pagine di sport.

Miceli: per ora è il miglior allievo di Palma.

Babbi: corre, si lancia, sobilla. Tutto senza vedere un pallone.

Lamesta: la difesa bustocca ha imposto il divieto d’accesso universale.Lunardon è inquieto. La sconfitta interna non c’entra. I ragazzi hanno interpretato con leggerezza la partita

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.