Piacenza Olbia 1 a 1 – L’ultimo soffio stavolta sorride

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Nell’infrasettimanale casalinga con Olbia è uscito il pari. Risultato che soddisfa e scontenta in egual misura i contendenti. Olbia non ha rubato niente, a parte molti dei 90 minuti disponibili. Gara tra due squadre che, per raggiungere l’obiettivo, hanno scelto percorsi differenti. Olbia è arrivata tre volte alla conclusione, una è entrata.

Piacenza ha la fissa della pericolosità costante. Ha avuto almeno dieci palloni da convertire in goal, ne ha ottenuto uno. Olbia ha preso una schiacciata nel primo tempo che i presenti hanno pensato a una compagine scarsa. Poi ha segnato e qualche spettatore ha cambiato idea. I sardi hanno insegnato come si addormentano le partite. Non un grande insegnamento, ma stavano portando a casa i tre punti. Piacenza ha giocato 40 minuti da dominatrice. Passata in svantaggio, ha accusato tremore alle ginocchia. Tipico di chi ancora non è franco sulle gambe.

Si è rilanciata avanti, ha colpito un palo, creato altre occasioni e al novantesimo ha ripreso l’avversario. L’accumulato in mesi di incertezza da Corradi, si è scaricato contro il pallone. Il portiere non lo vede passare, la rete resiste all’urto. Quelle del Garilli sono di qualità. Rimarrebbero cinque minuti extra per cercare il colpaccio. I biancorossi sono vuoti di energie e pieni dei ricordi di recuperi pistoiesi, così teniamo il punto. Percorsi si diceva. Il Piacenza odierno ha un impianto di gioco divertente. Si riesce facile a mettere l’uomo in porta. All’uomo riesce meno facile metterci il pallone. Per migliorare sarebbe utile avere tempo. Purtroppo Olbia ne ha rubato parecchio e il calendario dice che il prossimo impegno è già domenica.

Protagonisti:

Vettorel: Giornata quasi tranquilla. Vede arrivare solo un paio di colpi di testa. Uno entra, uno esce di poco.

Visconti: I sardi impiegano un tempo a capire che è lui l’ala. Gara di matura intensità.

Battistini: è sempre una garanzia, anche quando il goa llo prendi di testa.

Bruzzone: il capitano è il primo snodo da cui parte l’azione e poi il marcatore che la ferma. Colpisce il palo su calcio d’angolo.

Simonetti: non è ancora solido per 90 minuti, ma è un bel vedere. Giocate mai banali, dai e vai nel DNA.

Miceli: leggi la formazione e pensi che è dentro perché Palma non sta bene. Guardi la partita e vedi che merita il posto che gli hanno dato.

Corbari: dona forma all’aggettivo “duttile”. Il collante di un centrocampo che muta pelle in corsa.

Ghisleni: è un terzo atipico. O era nel tridente d’attacco o era nei tre di centrocampo. Molto più probabile sia stata la mossa che ha scombussolato gli isolani nella prima frazione.

Galazzi: ha una mano fasciata, quindi lo vedo più di Ghisleni. Solita prestazione di carattere.

Gonzi: oggi è imprescindibile.

Siani: la struttura è quella di Babbi. Sembra avere più gusto per le giocate ad effetto. E gli vengono anche. Davanti al portiere anche lui deve brinarsi.

Sono entrati:

A memoria è la prima volta di un triplice cambio: al 9° il mister butta dentro Villanova, Palma e Babbi.

Villanova: se ero in lui non cadevo in area nell’ultima azione

Palma: sta bene e lo dimostra portando la squadra ad alzare il baricentro.

Babbi: il suo lo ha messo a disposizione. Gli capitano un paio di palle interessantissime da scarpare in porta, ma non vanno.

Corradi: entra e già sai che non può ancora essere il Corradi che conosci. Ma che goal.

Lamesta: dicono che sia leggero. Di quella leggerezza che coi pochi minuti a disposizione, cambia volto alla fase d’attacco.

Mister Manzo lo aspettiamo. In panca c’era ancora il vice Lunardon che in conferenza ha dichiarato: “Questa è la serie C, nessuno regala niente”. Noi esclusi.

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