Capitan Pergreffi deve averne parecchia di memoria.
Non solo; deve essere uno che ama festeggiare le ricorrenze.
Sì perché, a due anni (e un giorno) dalla sua storica prina rete in biancorosso nell’ultimo derby del Po (terminato 3-0), il numero 4 ha firmato un’altra rete dal valore specifico gigantesco.
La sua zuccata a dieci dal 90′, infatti, ha consentito al Piacenza di espugnare lo Stadio dei Marmi e, forse, di mettere la parola fine a un periodo tutt’altro che semplice.
Il secondo protagonista del sacco di Carrara è quell’Arnaldo Franzini che, dopo settimane di critiche per il gioco e per i risultati (con la squadra terza nel girone!), ha dimostrato di saper cambiare, rivoltando la formazione sia nel modulo che negli uomini e andando a strappare al collega Baldini tre punti importantissimi.
Alla faccia di ogni integralismo tattico.
Il tecnico di Vernasca, infatti, al cospetto della super coppia d’attacco Maccarone-Tavano (che tanta gioia, nel passato recente, ha regalato ai tifosi dell’Empoli), ribalta il Piacenza: fuori Barlocco, Sestu e Ferrari, dentro Cauz, Di Molfetta e Perez con tanto di cambio di modulo dal 4-3-3 al 4-2-3-1 con Porcari e Marotta a fare da schermo davanti alla difesa e Terrani, Corradi e Di Molfetta sulla trequarti.
Pronti-via, i ritmi sono subito alti, ma se Perez, Piscopo e Tavano non inquadrano lo specchio, sul sinistro di Maccarone è il palo a salvare Fumagalli.
Nella ripresa, dopo due occasioni fallite dai padroni di casa, Franzini ridisegna lo schieramento degli emiliani: dentro Silva e Barlocco e passaggio al 3-5-2 con l’arretramento di Di Molfetta sulla mediana.
Gli ospiti crescono col passare dei minuti, Ferrari e Sestu sostituiscono Perez e Terrani; i gialloblu ci provano ma la difesa ospite è un muro.
All’80’, punizione per i biancorossi: spiovente di Di Molfetta, testa di Pergreffi e palla alle spalle di Borra.
In pieno recupero, arriva anche la quarta esultanza piacentina di Ferrari, bravo ad appoggiare in fondo al sacco un traversone di Sestu.
Ricapitolando: 5 punti nelle tre trasferte di Pisa, Novara e Carrara.
Il futuro si chiama Pro Patria.

Sasi

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