Piacenza Expo, aumento di capitale da un milione di euro da Provincia e Comune. Dubbi dalla minoranza

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Piacenza Expo vive una fase delicata dal punto di vista finanziario. L’ente fieristico di Le Mose si avvicina all’assemblea dei soci, convocata per il 15 aprile, mettendo sul tavolo la necessità di ripianare le perdite, consistenti soprattutto nell’ultimo anno di eventi azzerati a causa della pandemia, e di iniettare risorse fresche nelle proprie casse per studiare un piano di rilancio incardinato, stando al documento di programmazione pluriennale, su digitalizzazione, promozione del territorio e interventi di efficientamento e riqualificazione della struttura.

Da qui la proposta avanzata dall’Amministratore Unico Giuseppe Cavalli all’assemblea dei soci e sviluppata su due direttrici: da un lato ridurre il capitale sociale – che attualmente ammonta a quasi 16 milioni – di circa 5,2 milioni (corrispondente al valore complessivo delle perdite pregresse al 31 dicembre 2019, pari a 4,6 milioni a cui si aggiunge la perdita dell’esercizio 2020, ovvero 525.716 euro); dall’altro effettuare un aumento di capitale da 2,5 milioni di euro: un milione è riservato agli attuali soci, mentre la restante cifra riguarda eventuali nuovi ingressi, tra i quali, da tempo, sono stati annunciati quelli di Fondazione di Piacenza e Vigevano, Federalberghi e Consorzio Piacenza Alimentare. Inoltre, la Regione Emilia Romagna ha nei mesi scorsi confermato un aumento della propria partecipazione azionaria in Expo, che dall’1% passerà al 6%.

Nella giornata di lunedì 12 aprile, la doppia manovra è stata passata al vaglio di due importanti enti pubblici presenti nell’assemblea dei soci: Provincia – che attualmente detiene una quota del 5,4% – e, soprattutto Comune di Piacenza, socio di maggioranza dell’Ente Fiera con il 54,3% delle quote.

Prima, in mattinata, è arrivato il via libera dal consiglio provinciale, con otto voti favorevoli (del presidente Patrizia Barbieri e dei consiglieri Franco Albertini, Sergio Bursi, Paola Galvani, Romeo Gandolfi, Antonio Levoni, Valentina Stragliati e Maria Rosa Zilli) e tre astensioni (dei consiglieri di minoranza Patrizia Calza, Christian Fiazza e Luca Quintavalla). “L’approvazione dell’aumento di capitale – ha precisato il presidente Barbieri, prima di lasciare spazio agli interventi dei consiglieri – non vincola l’Ente alla sua sottoscrizione”.

Dubbi sull’operazione – da qui l’astensione – sono arrivati dalla minoranza, che ha giustificato la decisione non tanto “per il contenuto della proposta di delibera, né per l’aumento di capitale, tecnicamente corretta e ben impostata” ma piuttosto per evidenziare la necessità di definire “un ruolo e una visione di prospettiva per Piacenza Expo”. Quintavalla ha rilevato come “negli ultimi anni il mercato fieristico abbia vissuto di una strategia di accorpamenti, mentre le piccole realtà, come quella piacentina, legati ad eventi di nicchia, rischiano di non potersi garantire una sostenibilità di medio-lungo termine”. Parlando invece della partecipazione del Comune in Expo, Quintavalla si è anche domandato, in un’ottica di maggiore competitività e facilità d’azione, “se non possa essere auspicabile una diminuzione di quote sotto il 50%”. Proposta sposata dal consigliere di maggioranza Levoni. “È un discorso interessante – ha detto – in quanto faciliterebbe l’azione amministrativa dell’ente fieristico”. Per il resto, Levoni si è mostrato convinto sull’aumento di capitale. “Piacenza Expo è la vetrina del nostro territorio, dobbiamo sostenerlo e rilanciarlo. L’amministratore unico Cavalli in questi anni ha dimostrato coi fatti che la Fiera di Piacenza non è solo Geofluid o Apimell, e che i bilanci si possono migliorare con tante altre manifestazioni”.

Si è poi tornati a discutere dell’argomento nel consiglio comunale del pomeriggio. Da una parte la maggioranza è stata ancora compatta, seppur con idee diverse, nell’appoggiare l’operazione di aumento di capitale – come già avvenuto in commissione 4 qualche giorno fa -, mentre i consiglieri di minoranza hanno optato per una più critica non partecipazione, legata principalmente a dubbi sulla programmazione futura e sull’esposizione economica, che grava sulle casse comunali, dell’ente fiera. In ogni caso, l’assessore al Bilancio Paolo Passoni ha voluto ricordare che l’ok serve solo per autorizzare il sindaco Barbieri (o un suo delegato) a prendere parte all’assemblea del 15 aprile, dando il via libera alla ricapitalizzazione di Expo senza però implicare un’automatica adesione del Comune, da ridiscutere in un prossimo consiglio comunale. “In questo modo – ha detto – consentiamo agli attuali soci di portare risorse fresche nel capitale della società e diamo anche a terzi la possibilità di entrare”.

CONSIGLIO PROVINCIALE

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