Una coppa si avvicina e una si allontana, ma entrambe sono ancora in bilico. E’ il verdetto della gara di andata della finale di Challenge Cup disputata sia dal Copra Elior che dalla Rebecchi Nordmeccanica, che già ora hanno comunque fregiato Piacenza del titolo di unica città europea ad aver raggiunto l’atto conclusivo di un torneo continentale sia con la squadra maschile che con quella femminile.
Contro l’Ural Ufa, in Russia, il Copra Elior ha disputato una grande partita nonostante i 10 giorni di “inattività” tra Campionato italiano e Challenge Cup: i ragazzi di Luca Monti sono riusciti a non far raffreddare i motori e hanno steso, in poco meno di un’ora e mezza, la formazione guidata da Angiolino Frigoni. Piacenza ha letteralmente dominato il primo parziale, chiudendolo addirittura 25-12, e l’Ufa è riuscita a reagire solo in parte nel secondo set, chiuso però dai biancorossi 25-22.
I russi hanno creato grattacapi, invece, nel terzo set vinto da Zlatanov e soci con non poca fatica per 32-30. Fei (19 punti), lo stesso capitano (16 di cui 3 muri) e uno splendido Holt (che in battuta ha fatto miracoli: 7 punti di cui 3 ace) hanno martellato il campo avversario anche grazie a una buona regia di De Cecco, mentre un pimpante Marra ha chiuso la partita con il 76% di positività (48% perfetta) in ricezione. Dall’altra parte della rete solo Vissotto (12 punti) e Abramov (10), con il supporto di Ashchev e Spiridonov, hanno parzialmente parato i colpi di una Piacenza determinata e con le idee ben chiare che, nella sfida di ritorno di domenica 24 al PalaBanca (inizio alle 18), partirà con i favori del pronostico.
Per vincere la Challenge Cup servirà invece un’impresa alle ragazze di Gianni Caprara, battute 2-3 al PalaBanca nella finale di andata dal Krasnodar dopo una partita a fasi alterne: vinto il primo set 25-17, Piacenza ha infatti subito la reazione avversaria nel secondo (20-25) e nel terzo (24-26) e, pur vincendo nettamente il quarto (25-13), si è arresa nel decisivo tie break (10-15).
“È stata una gara molto equilibrata – ha giustamente osservato il coach alla fine – peccato il terzo set dove non siamo stati lucidi nel finale, specie in battuta e ricezione. È stato il set determinante per la sconfitta. Abbiamo giocato con una squadra moto forte, e non è stato semplice trovare le energie necessarie a così poca distanza dalla vittoria in Coppa Italia”. Analisi realistica: in qualche momento di scarsa lucidità si è fatto sentire lo stress psicofisico delle recenti Final Four. Tutto si deciderà comunque domenica (alle 13.30 italiane) allo Sports Palace Olympus di Krasnodar, dove Piacenza dovrà contenere meglio non solo Maryukhnic, Osichkina e la forte ex-Busto Havelkova, ma soprattutto l’immarcabile statunitense Hooker (25 punti al PalaBanca): se riuscirà a vincere la partita, la Rebecchi Nordmeccanica si conquisterà il diritto di giocarsi tutto nel decisivo golden set. Chissà che sia proprio quel tipo di situazione, che a inizio stagione costò l’inopinata estromissione delle biancoblu dalla Cev, possa invece tradursi in Russia in un momento di gloria.




